Interrogazione M5S su acciaierie Piombino – 23 maggio 2017

E’ stata presentata un’interrogazione con risposta in Aula della Sen.ce Paglini (M5S) con riferimento alle acciaierie di Piombino. In particolare gli interroganti hanno chiesto di sapere l’esito degli accordi tra la società Aferpi ed il Mise rispetto ai termini del contratto di cessione dei rami di azienda Lucchini e Lucchini servizi.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

PAGLINI, BOTTICI, PUGLIA, CATALFO, GIARRUSSO, MORRA, CAPPELLETTI, CASTALDI, DONNO, ENDRIZZI, NUGNES, SERRA – Al Ministro dello sviluppo economico – Premesso che:
le acciaierie di Piombino (Livorno) e l’indotto costituiscono un’area industriale importante, tra le più rilevanti dell’industria siderurgica italiana;
le acciaierie di Piombino hanno avuto, negli ultimi anni, una serie di passaggi di proprietà: dalla famiglia Lucchini alla società russa Severstal fino ad arrivare, dopo il commissariamento, all’acquisizione del gruppo algerino Cevital, che, per gestire gli impianti toscani, ha costituito Aferpi (Acciaierie e ferriere di Piombino SpA, a socio unico);
considerato che, già il 17 dicembre 2014, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha formulato una richiesta scritta al Ministero dello sviluppo economico per avere accesso ai documenti relativi all’accordo firmato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri tra il presidente della società Cevital, Issad Rebrab, il commissario straordinario dell’acciaieria di Piombino, Piero Nardi, alla presenza del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, Matteo Renzi, del Ministro pro tempore dello sviluppo economico Federica Guidi, del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e del sindaco di Piombino;
considerato inoltre che:
è interesse degli interroganti attivare tutti gli strumenti possibili, affinché sia salvaguardata l’occupazione e sia scongiurato il rischio che l’area delle acciaierie di Piombino diventi l’ennesimo “cimitero industriale”;
la vicenda della crisi delle acciaierie di Piombino è stata oggetto, da parte della prima firmataria del presente atto, delle seguenti interrogazioni presentate rispettivamente il 22 aprile 2015 (4-03838) e il 1° agosto 2016 (4-06213), che ad oggi non hanno ricevuto risposta;
considerato che, a quanto risulta agli interroganti:
il Governo e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, avevano definito l’accordo con la società algerina Cevital come il primo atto che avrebbe posto le premesse per attrarre nuovi investimenti e rilanciare l’area industriale di Piombino, dopo la chiusura dell’altoforno;
gli eventi successivi all’accordo, tra cui l’incontro svoltosi presso il Ministero il 19 aprile 2017, smentiscono chiaramente le dichiarazioni fatte dal Governo e dal presidente della Regione;
inoltre, il Ministro in indirizzo, Carlo Calenda, avrebbe inviato una lettera ufficiale alla proprietà Aferpi, con la quale avrebbe messo in mora la società rispetto ai termini del contratto di cessione dei rami di azienda Lucchini e Lucchini Servizi ed imposto il rispetto di una serie di condizioni, di cui non si conoscono i dettagli; il mancato rispetto di tali condizioni avrebbe potuto determinare la risoluzione del contratto stesso;
in riferimento a quanto riportato da fonti stampa e dalle rappresentanze sindacali unitarie di Aferpi, si è appreso che alcune delle condizioni poste dal Ministro sono il prolungamento del periodo di sorveglianza del commissario straordinario per altri 2 anni ed il mantenimento della continuità produttiva dei treni di laminazione. L’iterprocedurale previsto dalla legge lascia 15 giorni di tempo alla proprietà per rispondere ufficialmente alla lettera, accettando le condizioni. Il contenuto della lettera non è stato divulgato, salvo le linee generali che sono state rese note dalla stampa e riportate dalle rappresentanze sindacali unitarie;
il 5 maggio 2017, è pervenuta al Ministero la risposta formale della proprietà Aferpi alla lettera di messa in mora. I contenuti della lettera sono ad oggi sconosciuti, ma secondo quanto riportato dalla stampa l’azienda avrebbe accettato integralmente quanto imposto dal ministro Calenda;
a parere degli interroganti, si ritiene necessaria una maggiore trasparenza e, in particolare, che il Ministero coinvolto metta a disposizione copia della lettera inviata dal Ministro alla proprietà Aferpi il 19 aprile 2017, e contestualmente, copia della relativa risposta pervenuta il 5 maggio 2017,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda informare il Parlamento sugli esiti degli accordi, nonché rendere fruibili i contenuti della documentazione descritta.