Interrogazione LNA su nomine vertici partecipate – 10 aprile 2017

Interrogazione a prima firma dell’On. Pini (LNA, Comm. Affari esteri) in cui si chiede conto al Governo delle recenti nomine presso le principali società partecipate dello Stato.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

  GIANLUCA PINI, FEDRIGA, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, BOSSI, BUSIN, CAPARINI, CASTIELLO, GIANCARLO GIORGETTI, GRIMOLDI, GUIDESI, INVERNIZZI, MOLTENI, PAGANO, PICCHI, RONDINI, SALTAMARTINI e SIMONETTI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
   secondo quanto pubblicato su Il Fatto quotidiano, il Ministero dell’economia e delle finanze ha emanato una nuova direttiva sui requisiti dei vertici delle partecipate appena due giorni prima dei rinnovi dei vertici delle grandi partecipate pubbliche;
   una modifica in extremis per evitare imbarazzi e correre ai ripari dopo le polemiche intorno alla nomina di Alessandro Profumo alla guida di Leonardo-Finmeccanica, rinviato a giudizio poche settimane prima con l’accusa di usura bancaria, ed alla conferma all’Eni di Claudio Descalzi, sul quale pende la richiesta di rinvio a giudizio per corruzione internazionale in Nigeria;
   la mancanza di trasparenza in tutta la vicenda scaturisce allorquando, mercoledì 5 aprile 2017, durante un’audizione del Ministro interrogato presso tre Commissioni di Camera e Senato in merito ai criteri utilizzati per la formazione delle liste dei candidati per il rinnovo degli organi sociali in rilevanti società a partecipazione pubblica, alla domanda se il Ministero dell’economia e delle finanze stesse applicando «a intermittenza» la direttiva Saccomanni del 2013, in base alla quale sono cause di ineleggibilità e decadenza sia la condanna di primo grado che il rinvio a giudizio per determinati reati, la risposta è stata che «non è intermittente, solo che la direttiva Saccomanni ad un certo punto è stata superata da un’altra»;
   il problema è che le due pagine pubblicate sul sito del Ministero riportano la data 16 marzo 2017 scritta a mano, ma non è rinvenibile la data di creazione del file, dato che nel pdf questa informazione è stata cancellata ed è disponibile soltanto l’indicazione dell’ultima modifica, recante invece la data del 20 marzo 2017, cioè due giorni dopo la pubblicazione delle liste;
   in altri termini la nuova direttiva, della quale peraltro nessun accenno era stato fatto dal Ministro interrogato nella precedente audizione del 22 marzo 2017, riprende con parole quasi identiche il punto B della «direttiva Saccomanni», relativo alle procedure di selezione (pubblicazione entro gennaio delle posizioni in scadenza, supporto di «una o più società specializzate» nella ricerca e selezione di top manager, «istruttoria qualitativa e attitudinale» sui potenziali candidati), ma cancella il punto A, relativo proprio ai «requisiti per l’eleggibilità», che prevedeva, appunto, oltre alla «comprovata professionalità ed esperienza», all’assenza di conflitti di interesse e all’esperienza pregressa in incarichi di responsabilità, anche dei requisiti rafforzati di onorabilità;
   con la direttiva del 2013, si ricorda, il dipartimento del tesoro chiedeva alle partecipate, da Eni a Poste, di inserire nei propri statuti la cosiddetta «clausola etica», in base alla quale era motivo di ineleggibilità o decadenza per giusta causa, senza diritto al risarcimento danni, dalle funzioni di amministratore, l’emissione di una sentenza di condanna o anche il semplice rinvio a giudizio per i delitti previsti dalle norme che disciplinano l’attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme su mercati e valori mobiliari, dalle disposizioni penali in materia di società e consorzi –:
   quali siano i reali motivi alla base della modifica della «direttiva Saccomanni» ed in contrasto con la prassi consolidata sulla onorabilità dei candidati;
   se, prima dell’adozione della nuova direttiva, sia stata preventivamente informata l’Anac e sia stato richiesto un parere in merito alla modifica apportata;
   se il Governo non ritenga doveroso far chiarezza su quella che agli interroganti appare un’opaca vicenda delle date così come da riscontro giornalistico;
   quali siano state le direttive impartite alle società di head hunting in merito all’onorabilità dei candidati. (3-02940)