Interrogazione LN sull’operato dell’INPS – 4 ottobre 2016

E’ stata presentata una interrogazione a risposta orale in Aula a prima firma dell’On. Fedriga (LN – Comm. Agricoltura) sull’operato dell’INPS.

Analisi
Gli interroganti rilevano che all’interno dell’INPS regnerebbe un sostanziale caos, dovuta all’incapacità dell’attuale presidente a ricoprire l’incarico e, ancor di più, alla mancata vigilanza da parte del Ministero del lavoro. Di particolare gravità, a parere degli interroganti, la vicenda del «taglio» alle pensioni di reversibilità e della circolare n. 195 del 2015, in merito alla quale l’Inps ha dapprima parlato di un semplice refuso per poi dover ammettere di averla sbagliata. Si chiede quindi quali urgenti iniziative il Ministero intenda adottare per risolvere i problemi esposti in premessa.

Fonte
Di seguito il testo completo delle interrogazioni.

FEDRIGA, SIMONETTI, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, BOSSI, BUSIN, CAPARINI, CASTIELLO, GIANCARLO GIORGETTI,GRIMOLDI, GUIDESI, INVERNIZZI, MOLTENI, PICCHI, GIANLUCA PINI, RONDINI e SALTAMARTINI. – Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
   il piano di riorganizzazione dell’Inps, voluto con forza e unilateralmente dal presidente Boeri (si veda la determinazione n. 89 del 30 giugno 2016), che ha varato un regolamento di organizzazione modificante, in sostanza, l’assetto dei poteri interni, con la previsione di una posizione di supremazia del presidente nella scelta e gestione dei dirigenti, ha aperto lotte interne tra i vertici Inps (il collegio dei sindaci ha dichiarato illegittimo il regolamento con parere negativo del 5 luglio 2016 ed il 27 luglio 2016 il Civ ha chiesto il ritiro all’unanimità, minacciando, in caso contrario, il ricorso al tribunale amministrativo regionale);
   grave è, a parere degli interroganti, la vicenda del «taglio» alle pensioni di reversibilità e della circolare n. 195 del 2015, in merito alla quale l’Inps ha dapprima parlato di un semplice refuso per poi dover ammettere di averla sbagliata;
   se non fosse stato per la denuncia della Lega Nord con precedente atto di sindacato ispettivo per opera del quotidiano La Verità, migliaia di pensionati sarebbero stati colpiti nel silenzio;
   sia che trattasi di svista o di errore consapevole è evidente a giudizio degli interroganti il caos che regna all’interno dell’Inps, l’incapacità dell’attuale presidente a ricoprire l’incarico e, ancor di più, la mancata vigilanza da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, facendo sorgere ulteriori perplessità in ordine all’operazione di «taglio» dei trattamenti ai superstiti –:
   se e quali urgenti iniziative di propria competenza il Ministro interrogato, in qualità di autorità vigilante, intenda tempestivamente adottare per garantire maggiore trasparenza all’operato dell’Inps, a tutela in primis dei diritti e delle prestazioni dei lavoratori e dei pensionati, anche revocando, ove necessario, l’incarico all’attuale presidente. (3-02523)

  MINARDO. — Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   la tassazione sulle medie e piccole imprese, nonostante un calo dovuto all’intervento del Governo che le ha ridotte e la grave crisi economico-sociale che ha colpito il nostro Paese, risulta ancora eccessiva e non permette uno sviluppo delle stesse che rappresentano «il volano» dell’economia italiana;
   infatti, nel nostro Paese esiste un tessuto industriale basato su moltissime piccole e medie imprese che operano in maniera molto positiva, soprattutto attraverso l’export. Molte di queste aziende, infatti, proprio grazie alla qualità dei loro prodotti riescono a competere anche nei mercati internazionali. Tra l’altro, è da sottolineare che Paesi come la Cina riescono ad essere all’avanguardia proprio grazie al minore costo del lavoro;
   il Governo è già intervenuto, nello scorso anno, abolendo la componente lavoro dell’Irap;
   tuttavia, risulta necessario, fin dalla prossima legge di bilancio, intervenire riducendo la tassazione delle piccole e medie imprese proprio per rilanciare un settore considerato trainante per lo sviluppo dell’economia; 
   occorre poi valutare l’opportunità di intervenire sulla riduzione della tassazione per gli artigiani o favorire con agevolazioni fiscali la loro attività;
   infine, l’interrogante ritiene utile, come già detto dal Ministro dell’economia e delle finanze, attivare un sussidio di disoccupazione europeo che implementi le misure contro la disoccupazione (CIG) previste dalla normativa vigente del nostro Paese. Infatti, la vera sfida che l’Europa deve affrontare nei prossimi anni è proprio quella di attivare tutti gli strumenti necessari idonei a tutelare quei lavoratori che perdono il loro posto di lavoro, in modo da non aggravare la crisi sociale che è presente in molti Paesi periferici della stessa –:
   se non sia necessario, fin dalla prossima manovra di bilancio, intervenire con iniziative normative dirette a ridurre la tassazione sull’attività delle medie e piccole imprese, in modo da rilanciare un settore trainante dell’economia italiana oppure ridurre ulteriormente il costo del lavoro delle stesse;
   se non sia opportuno assumere iniziative volte a prevedere agevolazioni fiscali per il settore dell’artigianato, considerata l’importanza che questo ha per il nostro Paese. (4-14389)