Interrogazione GAL su effetti Industria 4.0 nel divario Nord/Sud – 1 agosto 2017

E’ stata presentata un’interrogazione a firma Perrone (GAL) relativa al potenziale rischio che il Piano Industria 4.0 possa ulteriormente aumentare il divario economico tra il Sud ed il resto del paese.

L’interrogante chiede pertanto di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, per mettere in atto i necessari aggiustamenti legislativi affinché il progetto nazionale Industria 4.0 non sia inficiato dal meccanismo delle “due velocità” tra Nord e Sud del Paese.

Il testo integrale dell’interrogazione:
PERRONE – Al Ministro dello sviluppo economico – Premesso che:
il 26 luglio 2017 il quotidiano “la Repubblica” ha pubblicato un articolo, a firma della giornalista Barbara Ardù, che illustrava i risultati di uno studio dello Svimez relativo all’attuazione del piano “Industria 4.0”, secondo cui esisterebbe il rischio concreto che gli incentivi stanziati dal Governo per Industria 4.0 vengano assorbiti quasi esclusivamente dalle imprese del Centro-Nord. Condizione che farebbe ulteriormente aumentare il divario economico e sociale tra il Sud ed il resto del Paese;
secondo le argomentazioni degli autori del rapporto, Stefano Prezioso e Luca Cappellani, mentre fino al 2006-2007 gli importi delle agevolazioni concesse ed erogate nel Sud erano stabilmente superiori a quelli destinati alle Regioni del Centro-Nord, a partire dal 2009 i Governi che si sono succeduti nella guida del Paese hanno iniziato a favorire maggiormente le imprese dell’area centro-settentrionale del Paese;
nello specifico, su oltre 9 miliardi di euro stanziati per iper e super ammortamento, le agevolazioni erogate alle imprese del Sud per il periodo 2018-2027 dovrebbero attestarsi intorno ai 650 milioni di euro, contro i circa 8,6 miliardi del Centro-Nord, una cifra pari al 7 per cento delle agevolazioni;
in riferimento ai 3,4 miliardi di euro per il credito d’imposta su spese incrementali in ricerca e sviluppo, invece, il report prevede una quota di accesso per le imprese del Sud pari al 10 per cento del totale, cioè circa 350 milioni di euro per il quadriennio 2018-2021. Per conseguenza, il Centro-Nord è destinato ad assorbirne oltre 3,1 miliardi;
infine, per il rifinanziamento della “legge Sabatini” (di cui al decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013), la nota dei ricercatori mette in evidenza come nel periodo ricompreso tra agosto 2015 e settembre 2016, il Mezzogiorno abbia assorbito il 10,2 per cento delle domande, corrispondenti a circa 56 milioni di euro, da ripartire nel settennio 2017-2023, a fronte degli oltre 500 milioni destinati al Centro-Nord;
gli effetti dei risultati dello studio prevedono nell’area settentrionale dell’Italia ricadute aggiuntive per lo 0,2 per cento del Pil, molto superiore al dato relativo al Sud, che si attesta attorno allo 0,03,
si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, per mettere in atto i necessari aggiustamenti legislativi affinché il progetto nazionale Industria 4.0 non sia inficiato dal meccanismo delle “due velocità” tra Nord e Sud del Paese, ma possa svilupparsi in maniera pressoché uniforme a livello nazionale, tenendo presente che la ridotta dimensione delle aziende nel Sud e il suo deficit strutturale rappresentano il principale impedimento per il suo sviluppo economico.(4-07921)