Interrogazione FI su sciopero metalmeccanici ILVA – 13 luglio 2017

È pervenuta una interrogazione a prima firma dell’On. Labriola (FI, Comm. Ambiente) sulle trattative sindacali in corso in merito alla cessione del Gruppo ILVA ad Arcelor-Mittal.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

LABRIOLA e POLVERINI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   da un articolo del 10 luglio 2017 pubblicato da ilcorriereditaranto.it si apprende che i sindacati metalmeccanici del gruppo Ilva, avrebbero proclamato uno sciopero di 4 ore per il 19 luglio 2017 alla vigilia dell’avvio della trattativa con AM Investco:), fissata per il 20 luglio al Ministero dello sviluppo economico; tale decisione sarebbe stata presa a seguito del consiglio di fabbrica del 10 luglio 2017 da Fim, Fiom e Uilm;
   in particolare, i sindacati avrebbero stabilito un programma di azione congiunto: oltre allo sciopero del primo e secondo turno sarebbe stato deciso di organizzare anche un volantinaggio in città e presso le portinerie, distribuendo un documento contenente la piattaforma rivendicativa dei sindacati relativa al piano ambientale, al piano occupazionale ed al piano industriale;
   inoltre, sarebbe stata anche prevista la consegna di tale piattaforma da parte delle sigle sindacali sia al prefetto di Taranto il 20 luglio in concomitanza del vertice al Ministero dello sviluppo economico, sia alla commissione petizione del Parlamento europeo che sarà a Taranto dal 18 al 19 luglio 2017;
   sempre durante la riunione, come riporta la nota stampa dei sindacati, sarebbe «emersa la volontà di richiedere un Consiglio di fabbrica per il giorno 26 luglio, allargato ai rappresentanti delle istituzioni (sindaco di Taranto, presidente della provincia, presidente della regione e parlamentari ionici), da svolgersi all’interno dello stabilimento Ilva (…) Occorre un segnale forte da parte di questo territorio, a tutti i livelli»;
   le preoccupazioni dei sindacati e dei lavoratori erano già emerse in precedenza, in particolare al momento dell’aggiudicazione degli asset del Gruppo Ilva da parte della cordata ArcelorMittal e Marcegallia, e soprattutto a fronte di circa 6.000 esuberi annunciati dal piano industriale presentato;
   con il «decreto Ilva» varato a fine anno 2016 si è previsto che l’azione dell’amministrazione straordinaria proseguirà anche nei prossimi anni occupandosi degli investimenti relativi al risanamento ambientale al di fuori dell’area perimetrale dello stabilimento e, per effetto della cessione ed in base al piano ambientale della cordata vincitrice, l’attività dei commissari proseguirà fino al 2023;
   tali dati, inoltre, confermerebbero le preoccupazioni di tutti i tarantini che vedrebbero un aumento della disoccupazione e l’esodo delle generazioni più giovani determinando con ciò un ulteriore impoverimento del sistema economico della provincia tarantina, già duramente colpita sia dalla mancanza di lavoro che dall’inquinamento prodotto dall’impianto siderurgico –:
   se non ritenga il Governo di farsi promotore e attore di un tavolo di lavoro congiunto, così come richiesto dai sindacati per il 26 luglio 2017 ed in che modo;
   come si intendano garantire gli attuali livelli occupazionali dell’impianto siderurgico e quale sia la tempistica delle iniziative che si intendono adottare in tal senso. (5-11844)