Interrogazione FI-PdL su pensioni di reversibilità – 24 febbraio 2016

E’ stata presentata al Senato un’interrogazione a risposta immediata a firma del Sen. Razzi (FI-PdL – Comm. Affari Esteri), relativa a quanto previsto dal ddl governativo sul contrasto alla povertà in materia di pensioni di reversibilità.

Analisi
Si rileva nel corso dell’atto che nel ddl sul contrasto alla povertà le pensioni di reversibilità diverrebbero una prestazione assistenziale e non più di carattere previdenziale: dismettendo tale funzione originaria di natura previdenziale, dunque, la reversibilità dovrà essere in futuro essere erogata in base al reddito familiare, ovvero all’Isee. In questo modo, l’assegno non sarebbe più un diritto inalienabile ma dipenderebbe dal reddito di chi ogni mese lo percepisce.

Secondo notizie in possesso dell’interrogante, i principali sindacati italiani (Cgil, Cisl e Uil) avrebbero chiesto al Governo un incontro urgente su questo. Nonostante la smentita del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’ Economia, si chiede di sapere:
• quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere in riferimento a quanto esposto e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per porre rimedio alla questione relativa alla riforma delle pensioni di reversibilità;
• se ritenga corretto ed equo ancorare la reversibilità delle pensioni al reddito calcolato con il meccanismo dell’Isee;
• se non voglia, durante l’iter del provvedimento, rivedere i principi della delega, attraverso l’introduzione di emendamenti correttivi, rendendola più stringente e dettagliata, in modo da avere chiari i parametri secondo i quali verranno calcolate in futuro le pensioni di reversibilità.