Interrogazione AP su detassazione del salario di produttività – 13 settembre 2016

E’ stata presentata una interrogazione a risposta orale in Aula a prima firma dell’On. Tancredi (AP – Comm. Politiche Ue) sulla detassazione del salario di produttività.

Analisi
Gli interroganti chiedono al Ministro del Lavoro Poletti se non ritenga opportuno promuovere nell’ambito della manovra di bilancio per il 2017, l’innalzamento ulteriore della parte di salario variabile sulla quale applicare lo sgravio fiscale già previsto dalla legge di stabilità per il 2016.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

  TANCREDI e PIZZOLANTE. – Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. – Per sapere – premesso che:
la detassazione del salario di produttività, introdotta nel 2008, è una misura non strutturale che prevede uno sgravio fiscale sui bonus erogati ai lavoratori; dal 2008 al 2011 la detassazione era riferita ai primi 6 mila euro di bonus;
la legge di stabilità per il 2016 ha ripristinato la tassazione agevolata di questo strumento (articolo 1, commi da 182 a 189, della legge n. 208 del 2015), stanziando 430 milioni di euro per il 2016 e 589 milioni di euro per gli anni successivi, attraverso i quali è stata ripristinata la detassazione al 10 per cento dei premi e del salario di produttività e ampliata la platea dei beneficiari, consentendo di accedere all’incentivo a tutti i lavoratori con un reddito lordo annuo non superiore a 50 mila euro;
nonostante i buoni risultati registrati dall’attività del Governo in materia di lavoro nel 2015 e nei primi due trimestri del 2016, già a luglio 2016 si sono manifestate tensioni e segnali di una significativa inversione di tendenza (una riduzione di 63 mila posti, sia per quanto riguarda la fascia giovanile che per quella dei 34-49 anni, ragionevolmente riguardante i padri di famiglia);
autorevoli esponenti politici e la stessa Confindustria ritengono necessario agire (proprio per contrastare queste tendenze sul lato dell’offerta di lavoro e cioè sulla produttività e la competitività), soprattutto detassando sensibilmente il salario variabile;
con riferimento alla manovra di bilancio per il 2017, pare si stia facendo strada l’idea di innalzare la soglia dei redditi fino a 80 mila euro, limitando però la detassazione ai primi 4 mila euro; è opportuno che lo sforzo in più chiesto ai lavoratori, modulando l’orario lavoro o richiedendo una maggiore responsabilità, venga peraltro compensato da un prelievo inferiore –:
se non ritenga opportuno promuovere nell’ambito della manovra di bilancio per il 2017, l’innalzamento ulteriore della parte di salario variabile sulla quale applicare lo sgravio fiscale già previsto dalla legge di stabilità per il 2016. (3-02483)