Interpellanza Gruppo misto su costi Commissari straordinari ILVA

E’ stata presentata il 19 ottobre una interpellanza a prima firma dell’On. Chiarelli (Gruppo Misto) in cui si chiede al Governo di rendere noti i costi sostenuti complessivamente per l’esercizio del mandato dei Commissari straordinari ILVA.

Di seguito il testo completo dell’interpellanza.

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:
   nelle more dell’assegnazione definitiva della gestione delle attività delle acciaierie Ilva al gruppo AM-InvestCo la conduzione è attualmente affidata ai commissari straordinari (giusta nomina del 21 gennaio 2015): dottor Piero Gnudi; avvocato Corrado Carrubba; professor Enrico Laghi;
   l’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo n. 191 del 2015 stabilisce «Le condotte poste in essere in attuazione del Piano non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario, dell’affittuario o acquirente e dei soggetti da questi funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro»;
   la lettera dell’articolo riportato limita la immunità penale ed amministrativa alle sole condotte poste in essere in attuazione del piano; ne deriva che ogni altra responsabilità è rilevante sotto ogni aspetto;
   dall’ultima relazione dei custodi giudiziari dello stabilimento Ilva di Taranto, Barbara Valenzano, Claudio Lofrumento ed Emanuele Laterza, risulta che il piano ambientale non sia stato rispettato in riferimento ai tempi previsti e alle attività programmate;
   per quanto sopra, si eccepisce da parte del GIP chiamato a valutare la questione (dottor Martino Rosati) la inerzia nell’attuazione del piano. Quindi, non si tratta, secondo l’interpellante, di responsabilità nell’attuare il piano, ma di mancata, parziale, attuazione del piano stesso, circostanza non compresa nella clausola di immunità penale ed amministrativa;
   a ciò si aggiunga che, resta comunque a carico dei commissari l’onere di una gestione oculata in termini di utilizzo delle risorse, tenuto conto della condizione di amministrazione straordinaria della società;
   allo stato dei fatti risulta all’interpellante che la gestione economica dello stabilimento siderurgico di Taranto sarebbe gravata da rilevanti inadempienze che riguarderebbero il pagamento del fatturato corrente delle aziende dell’appalto, i ritardi nell’attuazione del piano ambientale, le carenze in termini di approvvigionamenti della necessaria ricambistica;
   allo stesso tempo, sempre secondo quanto risulta all’interpellante, sarebbero stati acquistati numerosi nuovi mezzi di servizio, in relazione ai quali non si ha contezza della effettiva necessità, e si ha notizia di altri possibili sprechi nell’ambito della gestione ordinaria);
   in tema di gestione della spesa, infine, nulla è noto circa i costi complessivi relativi all’espletamento del mandato dei tre commissari che, peraltro, a giudizio dell’interpellante, hanno mantenuto finora un atteggiamento di totale distacco dal territorio e di rifiuto di ogni forma di dialogo, pur in più occasioni sollecitato –:
   se il Governo intenda richiedere, ai fini di renderla pubblica, una dettagliata relazione ai commissari straordinari per conoscere le spese effettuate per l’acquisto di eventuali mezzi di servizio e le relative giustificazioni, nonché i costi sostenuti complessivamente per l’esercizio del loro mandato, per onorari diretti e accessori, benefit e spese di rappresentanza;
   se il Governo ritenga sussistenti i presupposti per promuovere un’iniziativa ispettiva per valutare, per quanto di competenza, le responsabilità per i ritardi denunciati dai custodi giudiziari in tema attuazione del piano ambientale.
(2-01982) «Chiarelli».