Industria 4.0: Audizione Ministro Calenda – 15 giugno 2016

Si è svolta presso la Commissione Attività Produttive della Camera, l’audizione del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, nell’ambito dell’indagine conoscitiva “Industria 4.0: quale modello applicare al tessuto industriale italiano, strumenti per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali nazionali”. Pronto un pacchetto di misure Industria 4.0 nella prossima legge di stabilità.

Analisi
Di seguito i principali punti affrontati nel corso dell’audizione.

  • Pacchetto di misure MISE nella prossima Legge di stabilità

Il Ministro ha dichiarato che si tratta di un momento storico in cui si prenderanno decisioni che hanno effetto di lunghissimo termine: in questo senso, se è vero che il governo non può decidere il sentiero futuro dell’economia del Paese, può rimuovere gli ostacoli e sostenere le imprese più innovative e lungimiranti. Calenda ha evidenziato che l’Italia sconta un ritardo nelle politiche imprenditoriali non imputabile alla classe imprenditoriale, che si è già mossa. Per questo, il MISE conta di arrivare a un piano compiuto di intervento prima dell’estate: l’intenzione è quella di ridurre un gap di investimenti stimato in circa 8 miliardi all’anno per i prossimi cinque anni. Le risorse saranno indirizzate verso le tecnologie abilitanti al 4.0. Le risorse pubbliche di cui sopra verranno concentrate sugli strumenti di incentivo che hanno avuto più successo. I cinque punti di azione del Governo in questo senso saranno:

  1. Investimenti in innovazione – Occorre spingere gli investimenti innovativi in chiave 4.0 non tanto con una logica tech push ma solution driven, che porti le aziende a investire nell’analitica dei processi e nei big data. Per il sostegno alle imprese, come anticipato, le risorse verranno concentrate sulle misure che hanno avuto più successo, in aggiunta ad altre che verranno implementate per la prima volta. Ricordando quelle già messe in campo dal Governo, Calenda ha ricordato la Sabatini-bis e il super ammortamento, definendolo uno strumento molto semplice e positivo, in quanto non necessita di alcuna intermediazione. Il Ministro ha parlato anche di scuola, affermando che occorre rivedere il modello di formazione per assicurare competenze, non solo digitali, necessarie per il nuovo contesto.
  2. Fattori abilitanti – Sarà necessario potenziare le infrastrutture di connettività e ridurre il digital divide. Fondamentale, inoltre, sarà investire nelle competenze STEM (science, technology, engineering and mathematics), con particolare attenzione a: computer sciences, gestione di dati di grandi dimensione alla loro modellazione matematica e all’incrocio di queste nuove discipline con l’ingegneria.
  3. Standard di interoperabilità, sicurezza e Internet of things – Sarà fondamentale monitorare, prendere parte e indirizzare le decisioni dei tavoli internazionali per tutelare le caratteristiche del contesto italiano per l’adozione di standard aperti ma guidati dai bisogni industriali.
  4. Rapporti di lavoro, salario e produttività – Occorre riconsiderare la regolamentazione dei rapporti di lavoro adeguandola a un contesto che evolverà continuamente verso una maggiore autonomia e responsabilizzazione del lavoratore. Calenda ha ritenuto necessario definire un adeguato trattamento fiscale per spingere le imprese ad usare sempre più le opportunità offerte dal salario di produttività: per fare questo, però, occorrerà risolvere il tema della contrattazione decentrata e dello scambio salario-produttività.
  5.  Finanza d’impresa – Alla luce delle difficoltà del sistema bancario, occorre secondo il Ministro una maggiore canalizzazione del risparmio in economia reale.