Indagine conoscitiva sulla quarta rivoluzione industriale: seguito esame

Il Presidente Sacconi ha sottolineato le possibili linee portanti del documento conclusivo, basate su quanto evidenziato dai Gruppi.

Tra le altre cose: sensibilità sul pericolo di sostituzione dei lavoratori con le macchine; rilancio del settore manifatturiero italiano, ricercando sinergie tra industria e servizi che possano avvantaggiare soprattutto le piccole e medie imprese; percorsi formativi che non siano incentrati su profili professionali superati rapidamente dalla innovazione tecnologica.

Analisi
Nella seduta di martedì 2 ottobre 2017 la Commissione Lavoro del Senato ha proseguito l’esame dell’indagine conoscitiva sull’impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale.

Il Presidente Sacconi ha sottolineato le possibili linee portanti del documento conclusivo, alla luce delle proposte pervenutegli per le vie brevi dai Gruppi, e nell’auspicio di conseguire un ampio consenso in Commissione.

Nel documento, dunque, non possono trovar posto proposte divisive, quali quella del reddito di cittadinanza o la previsione legislativa di un salario minimo. A parte le istanze caratterizzate da un forte spirito identitario, l’intento è quello di raccogliere le sollecitazioni che rafforzano una visione d’insieme delle conseguenze della quarta rivoluzione industriale sul mondo del lavoro.

Nel corso dell’indagine, da tutti i Gruppi è stata manifestata sensibilità sul pericolo di sostituzione dei lavoratori con le macchine, e consapevolezza delle potenzialità derivanti dalla innovazione digitale. Una particolare sottolineatura meritano i rischi della polarizzazione dei redditi e di una crescita non omogenea dal punto di vista territoriale, nonché la funzione delle politiche pubbliche nel sostegno alla domanda. Occorre altresì raccogliere l’invito a rilanciare il settore manifatturiero italiano, ricercando sinergie tra industria e servizi che possano avvantaggiare soprattutto le piccole e medie imprese.

In questo contesto, il Presidente ha richiamato il ruolo che possono avere le parti sociali nella contrattazione collettiva e rammentato la centralità del sistema educativo, auspicando percorsi formativi che non siano incentrati su profili professionali superati rapidamente dalla innovazione tecnologica.

Inoltre, tra le altre cose, ha posto in evidenza anche la priorità di un accesso libero alla rete come potenzialità importante per la formazione.