Incontro con il Sen. Gianni Pittella: i manager ponte tra Sud Italia ed Europa

L’incontro avuto nei giorni scorsi con il Senatore Gianni Pittella ha fornito l’occasione per rafforzare i buoni rapporti già instaurati in passato tra Federmanager e l’ex Presidente del Gruppo dei “Socialisti e Democratici” al Parlamento europeo e Presidente dello stesso Europarlamento, con il quale si è trovata una piena sintonia sull’esigenza di sostenere ulteriormente il percorso di digital transformation del nostro sistema produttivo attraverso la valorizzazione di risorse manageriali esperte, per superare il digital divide che il nostro Paese ha accumulato rispetto ai principali competitor europei.

«Abbiamo trovato pieno sostegno alle nostre proposte funzionali a colmare il mismatch tra domanda e offerta di competenze di alto profilo nel nostro sistema industriale»  ha spiegato il Direttore generale Mario Cardoni, aggiungendo che «in particolare, si è condivisa l’urgenza di introdurre meccanismi di incentivazione per l’inserimento di risorse manageriali a supporto dei processi di crescita delle PMI».

 Il Senatore Pittella ha espresso il proprio interesse su questi temi anche in qualità di Presidente della Fondazione “ATTUA”, una iniziativa di partecipazione attiva che promuove l’inclusione dei giovani e la diffusione della cultura dell’innovazione, soprattutto al Sud, per cui si è dichiarato disponibile a formulare una proposta di legge ad hoc sulla base delle nostre proposte, anche in ottica di rilancio del Mezzogiorno,  e sensibilizzare le forze politiche su questi argomenti prioritari per il Sistema Paese.

“Per far ripartire l’economia del Paese è indispensabile puntare sul Mezzogiorno e le sue enormi potenzialità inespresse che possono portare ad un’imponente crescita del PIL, a cominciare da un Piano industriale a carattere nazionale per rilanciare il turismo al Sud, affinché questo diventi finalmente un asset strategico nell’interesse dell’intero Sistema produttivo e del Paese» asserisce Cardoni.

Piena condivisione vi è stata, inoltre, sulle altre posizioni espresse da Federmanager sul fronte del welfare aziendale, per rinforzare ulteriormente la contrattazione di produttività e sviluppare l’integrazione tra le componenti della sanità pubblica e privata, così come sulla necessità di separare la spesa pensionistica dai costi delle prestazioni tipicamente assistenzialisti, distinguendo una volta per tutte assistenza e previdenza, in  modo da scardinare finalmente tutta la demagogia che accompagna il tema delle pensioni.