In casa Federmanager si è svolto un importante incontro con i vertici della Casaleggio Associati. Si tratta del primo colloquio ufficiale tra il Presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla e Davide Casaleggio, Presidente della Casaleggio Associati, nonché capo e fondatore dell’Associazione Rousseau, la piattaforma web del Movimento 5 Stelle.

Al colloquio, durato circa un’ora, ha partecipato Luca Eleuteri, socio della Casaleggio Associati e Mario Cardoni, direttore generale Federmanager.

L’incontro è avvenuto in esito al continuativo lavoro di accreditamento che il presidente Federmanager ha condotto negli ultimi mesi per portare all’attenzione dei membri del Governo priorità e interessi della Federazione.

In questa occasione, è stato possibile illustrare ai due vertici della Casaleggio Associati tutti i punti di forza del Sistema Federmanager, le specificità degli Enti bilaterali, le qualità delle Società appartenenti alle Federazione.

Il presidente Cuzzilla ha quindi tracciato l’evoluzione di Federmanager negli anni recenti. «Questo era un sistema che si occupava prevalentemente di relazioni industriali – ha spiegato -. Oggi è diventata un’Organizzazione che sa essere protagonista del proprio tempo, che sa indicare le scelte strategiche che vanno compite a livello Paese su temi come energia, logistica, infrastrutture, politica industriale. Dal welfare fino alla cultura di impresa, siamo presenti in azienda, ma non siamo più chiusi in azienda. Siamo disponibili a dare il nostro contributo allo sviluppo dell’Italia, anticipando laddove possibile i trend che interessano l’industria e la competitività del Paese».

Casaleggio ed Eleuteri hanno manifestato interesse verso tutti i temi trattati, a partire dall’investimento in formazione. Il presidente Federmanager ha poi posto un particolare accento sull’esigenza di valorizzare il ruolo del manager, sia in attività sia in pensione, capitalizzando il grande patrimonio di esperienza e know-how di cui è portatore e, soprattutto, riconoscendo il contributo che la categoria non ha mai fatto mancare al Paese.

È stato inoltre oggetto di approfondimento l’evoluzione industriale connessa all’affermazione delle nuove tecnologie in azienda. Si è a lungo discusso di lavoro e produttività del tempo-lavoro, convergendo sulla necessità di adeguare le competenze professionali alle mutate esigenze di mercato.

«L’azienda che non investe in innovazione è un’azienda più debole», hanno concordato tutti. Da qui, l’esigenza espressa da Davide Casaleggio di costruire degli ecosistemi di finanziamento dell’innovazione in cui sia più forte la componente di venture capitalist e più orientata la strategia a generare produttività, piuttosto che difendere il posto di lavoro in sé considerato.

«Il manager – ha risposto il presidente Cuzzilla – ha un ruolo propulsivo nei processi di innovazione. Noi che rappresentiamo i 180mila colleghi dell’industria abbiamo abbandonato la zona di comfort e siamo già in prima linea per irrobustire le competenze manageriali che servono a guidare i nuovi processi organizzativi».