Ilva: le valutazioni dei manager al piano industriale e ambientale

Nel corso degli incontri tenutisi al Ministero dello Sviluppo Economico rispettivamente lunedì 27 novembre con i Commissari Straordinari della Società Ilva in A.S. e martedì 28 con i rappresentanti di AM InvestCo, la delegazione di Federmanager, guidata dal Coordinatore della Commissione Siderurgia, Egildo Derchi, unitamente a una rappresentanza della RSA Dirigenti Ilva di Taranto, ha avuto modo di esprimere i propri commenti al piano industriale e al piano ambientale per il principale Gruppo siderurgico italiano.

Nell’incontro di lunedì 27 i Commissari di Ilva hanno effettuato una esposizione dettagliata degli interventi di decontaminazione avviati dall’inizio dell’Amministrazione Straordinaria – dal 2013 ad oggi – per una spesa di oltre 500 milioni di euro, cui vanno ad aggiungersi gli interventi (17) di bonifica, per un valore di 238 milioni, già promossi nello stabilimento di Taranto in esecuzione del permesso ambientale oggetto del DPCM 2017, all’interno del perimetro che sarà oggetto del trasferimento all’acquirente, AM InvestCo. Le risorse impegnate per tali interventi in questa fase transitoria saranno oggetto di rimborso da parte della nuova Società, all’atto del closing definitivo dell’operazione.

«Dall’illustrazione degli interventi di bonifica avviati, grazie ai fondi (per un miliardo di euro) provenienti dalla transizione con i Riva e agli investimenti annunciati da Arcelor Mittal per 1,15 miliardi di euro per il Piano ambientale, abbiamo potuto ricavare un quadro attendibile della futura sostenibilità ambientale del Gruppo Ilva» ha dichiarato Egildo Derchi, spiegando che «con la realizzazione del piano di copertura dei parchi minerari, a Taranto si configurerà la prima acciaieria integrata in Europa, con pochi esempi al mondo per ampiezza dell’area coperta».

Derchi aggiunge che «nella riunione del 28 novembre abbiamo espresso ai Vertici di Arcelor Mittal le nostre osservazioni al Piano Industriale, che prevede un esborso per investimenti di 1,25 Mldi di €uro, condividendo l’obiettivo della piena saturazione della capacità produttiva di Ilva, pilastro fondamentale per il recupero di redditività del Gruppo».

«In particolare, è importante la ripresa di volume delle linee di finitura e dei tubifici, da conseguire già nei primi 12 mesi della nuova gestione. Per Taranto il riavvio dei tubifici e degli impianti di rivestimento rappresenta una punto essenziale nel recupero della sua posizione nel mercato dell’oil & gas in cui ILVA, in passato, è stato uno dei principali player con un prodotto di alto livello tecnologico», spiega ancora Derchi.

«Il Piano Industriale è fortemente interconnesso con il Piano Ambientale» afferma il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, aggiungendo che «tra gli obiettivi di miglioramento si mette anche una forte enfasi sulla necessità di disporre di un management locale pienamente responsabile e legittimato ad operare. E’ questo un punto che ci trova particolarmente sensibili: in passato, proprio su questo aspetto, vi è stato un forte deficit e questo, insieme ad altri fattori, ha concorso a generare un profondo scollamento tra l’Azienda e le istanze del territorio».

«Puntare ad un pieno coinvolgimento del management in una visione comune del Piano industriale, riteniamo sia un fattore di successo che non deve essere sottovalutato così come l’importazione delle best practices e l’interscambio di idee tra unità produttive. Su queste basi auspichiamo si possa procedere verso una soluzione positiva dell’operazione in tempi brevi» conclude Cuzzilla.