ILVA: FEDERMANAGER INCONTRA LA STRUTTURA COMMISSARIALE

L’incontro che la Direzione Generale di Federmanager ha avuto  presso la sede romana di Ilva S.p.A. in A.S. con il Commissario Straordinario, Avv. Corrado Carruba, e il Responsabile della Gestione Operativa dell’Amministrazione Straordinaria di llva, Claudio Sforza, ha fornito l’occasione per fare il punto sulla situazione della dirigenza in previsione del closing dell’operazione di cessione del Gruppo.

I rappresentanti dell’Azienda hanno voluto preliminarmente cnfermare di avere corrisposto alla sollecitazione di manifestare un segnale di attenzione verso il management che ha garantito la continuità operativa della produzione aziendale in questa fase delicata, assumendosi gravose responsabilità con le ridotte risorse economiche a disposizione, attraverso il riconoscimento di un premio una tantum ai dirigenti del Gruppo (considerando che a causa della complessa situazione dell’Azienda nell’anno 2017 non era stato applicato il sistema di incentivazione M.b.o.).

Ciò costituisce un concreto riscontro all’efficace azione di rappresentanza condotta da Federmanager, in tutte le sedi, a sostegno delle professionalità dirigenziali di Ilva, le quali costituiscono una risorsa fondamentale per il rilancio dell’Azienda e meritano di essere adeguatamente valorizzate e gratificate per l’opera che svolgono in un contesto ambientale sempre più complicato.

Correlata a tale esigenza vi è la delicata questione delle tutele legali – che fino ad oggi sono sempre state assicurate dall’Ilva in A.S. – per le responsabilità civili e penali connesse all’esercizio delle funzioni dirigenziali, per le quali i singoli dirigenti sono esposti a complessi procedimenti giudiziari con potenziali gravi conseguenze patrimoniali.

A tale proposito, per quanto concerne i dirigenti che proseguiranno il proprio rapporto di lavoro in capo alla nuova Società, sarà l’accordo sindacale che sancirà l’acquisizione di Ilva da parte di AM Investco a dover prevedere tale tutela contrattuale.

Per quanto riguarda, invece, la garanzia del mantenimento delle tutele anche per il futuro da parte di Ilva in A.S., l’Amministrazione Straordinaria ha confermato l’impegno a proseguire nella copertura dei relativi oneri, con apposito stanziamento, sia a fronte dei procedimenti giudiziari in corso che per quelli che eventualmente dovessero sorgere nei prossimi anni ancorché riferibili ad un periodo temporale antecedente la data di cessione dell’Azienda.

Particolare attenzione è stata dedicata, inoltre, a garantire le tutele in esame anche in quei – pochi – casi di ex dirigenti Ilva coinvolti in procedimenti giudiziari per fatti riconducibili alle gestioni precedenti all’Amministrazione Straordinaria, per i quali si è acquisita un’ampia disponibilità ad individuare opportune modalità che escludano ogni rischio per i singoli di essere chiamati a rispondere personalmente con il proprio patrimonio nel corso del procedimento a loro carico.

E’ stato, altresì, affrontato il tema della eventuale restituzione di quanto anticipato dall’Azienda in caso di una condanna definitiva del soggetto interessato, per cui si è avviato un approfondimento tecnico sui criteri indicati dalla norma contrattuale (art. 15 del C.c.n.l. per i dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi), che esclude le garanzie in esame nei casi di dolo o colpa grave del dirigente, accertati con sentenza passata in giudicato.

Da parte di Federmanager si è, innanzitutto, puntualizzato che un’eventuale sentenza di condanna non determina di per sé la conseguente restituzione delle somme anticipate direttamente dall’Azienda. A tale proposito, dovranno essere attentamente esaminati i contenuti della sentenza di condanna per identificare l’ambito dei comportamenti penalmente rilevanti ai fini delle responsabilità riscontrate.

In concreto, le Parti hanno convenuto che ai fini della valutazione delle forme del dolo ci si possa riferire solo ai reati con “dolo specifico” del dirigente (ovvero in cui la finalità specifica che il soggetto intende perseguire costituisce elemento costitutivo del reato) che restringerebbe significativamente il relativo ambito applicativo della sentenza.

Per identificare, invece, i criteri di giudizio che delimitano la nozione giuridica di “colpa grave” – nell’ambito della quale rientrano i capi di imputazione nella maggioranza dei procedimenti penali in corso a carico dei manager di Ilva – da parte della rappresentanza Federmanager si è sostenuto che per una corretta interpretazione sulla sussistenza della colpevolezza del soggetto occorra fare riferimento esclusivamente alla condotta individuale in relazione agli obblighi di servizio imposti dal sinallagma contrattuale nello svolgimento della funzione dirigenziale ed alla funzionalità complessiva dell’organizzazione in cui l’illecito va a collocarsi, specie in una realtà produttiva particolarmente complessa come quella in cui i dirigenti di Ilva svolgono il loro lavoro.

Su queste premesse Federmanager si è impegnata a mettere a disposizione dell’Amministrazione Straordinaria ed all’esame dei suoi consulenti legali un parere tecnico-giuridico per arrivare ad una delimitazione circoscritta e dei criteri giuridici entro cui valutare il giudizio sulle responsabilità penali dei dirigenti, con l’obiettivo che tali criteri vengano adottati in maniera uniforme dall’Amministrazione Straordinaria di Ilva.