Il presidente Cuzzilla alla fiera “Libera Impresa”: sostenere le pensioni con l’economia reale

All’interno della due giorni fieristica dedicata al mondo dell’imprenditoria organizzata a Milano da Azimut Libera Impresa si è tenuto l’evento intitolato “Libera Impresa: l’arte di fare impresa. Dove incontrare l’economia reale”, a cui ha preso parte il presidente Federmanager Stefano Cuzzilla, nel panel dedicato ai partner istituzionali sul tema “Sostenere le pensioni e crescita con l’economia reale”.

Accanto a lui, moderati da Alberto Brambilla di Itinerari previdenziali, sono intervenuti Paolo Martini, presidente Azimut Libera Impresa, Danilo Lombardi, direttore generale Cassa nazionale del Notariato, Fabrizio Lorenz, presidente ITAS Assicurazioni, Enrico Cibati, responsabile Investimenti Cassa forense, Davide Squarzoni, Ad di Prometeia, Raffaele Bruni, partner di Bruni Marino & Co, Alberto Minali, Ad Cattolica Assicurazioni, Luigi Ballanti, direttore generale MEFOP.

La discussione ha preso avvio dalla necessità di allocare il risparmio previdenziale in asset alternativi, privilegiando quindi l’economia reale alla luce delle relative potenzialità di rendimento-rischio.

Chiamato a esprimersi sul tema, il presidente Cuzzilla ha ricordato che il tessuto economico italiano, basato per la quasi totalità sulle piccole e medie imprese, la maggior parte non quotate, rappresenta «una grande ricchezza che merita risorse per ripartire. Le Pmi – ha dichiarato Cuzzilla – rappresentano il 70% del Pil italiano e garantiscono l’80% dell’occupazione. Nell’ultimo triennio, però, le banche tradizionali hanno ridotto di oltre 60 miliardi di euro il credito a queste imprese. E chi sta in azienda, con responsabilità manageriali, è costretto a fare i conti con questa difficoltà di finanziamento».

I relatori hanno riconosciuto che il mercato delle Pmi sta vivendo un profondo cambiamento nel modo di finanziarsi, passando da bank oriented al modello market oriented. Quindi si sono interrogati su cosa il pubblico e il privato debbano fare per supportare una dinamica che aiuti le imprese a trovare fonti di finanziamento sicure e a lungo termine, per restituire al Paese produttività e crescita.

«Il manager deve e può essere l’anello di congiunzione tra la proprietà di un’impresa e l’economia reale», ha indicato il presidente Cuzzilla. «Le aziende, infatti, per investire in economia reale devono attivare un complesso processo interno di modifica e implementazione, a partire dalla governance, con un occhio di riguardo a strategie di lungo termine. Per agganciare questo orizzonte, devono affidarsi a manager capaci di dare visibilità al mercato dell’economia reale, avvicinandolo all’imprenditore, e conoscere, loro per primi, gli strumenti che ne consentono l’accesso».

Infine, Cuzzilla ha lanciato un messaggio al governo: «Rinnovo l’invito alla politica a utilizzare la leva fiscale per dare continuità alle misure sull’industria 4.0 e incentivare le imprese a dotarsi di competenze di alto profilo. Per liberare risorse pubbliche verso l’economia reale, un esempio può venire dall’incentivo fiscale ai Fondi di previdenza complementare che devono poter diversificare l’investimento verso asset alternativi che rilancino Pmi, infrastrutture, trasporti».