Il presidente Cuzzilla al convegno di Capri dei giovani imprenditori

«Non si cresce con la sola visione imprenditoriale. Servono competenze manageriali esterne per far fronte alla trasformazione digitale delle imprese e per gestire i passaggi generazionali. Perciò imprenditori e manager devono lavorare a braccetto per agganciare le sfide imposte dalla rivoluzione tecnologica». Con questo appello il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, è intervenuto al 34esimo convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri.

«I nostri dati ci dicono che il 50% degli imprenditori italiani è intenzionato ad assumere manager nei prossimi 3 anni. Questa percentuale però scende al 30% nelle Pmi fino a 50 dipendenti. È un segnale positivo, che però dobbiamo alimentare per aiutare le imprese, specie se di piccole dimensioni, a crescere ed essere competitive».

Insieme a Cuzzilla hanno partecipato al panel sul tema “Governance e finanza aziendale”, Walter Anedda, presidente della Cassa dei commercialisti e Emanuele D’Innella, di D’Innella & Partners – consulenti d’azienda.

Interrogato dal giornalista David Parenzo sui temi di attualità economica, Cuzzilla ha dichiarato: «Da Capri parte l’invito alla politica di utilizzare la leva fiscale per dare continuità alle misure sull’industria 4.0 e incentivare le imprese a dotarsi di competenze di alto profilo».

Di fronte alla platea dei giovani industriali, Cuzzilla ha lanciato un messaggio al governo: «Serve una rivoluzione culturale nella mentalità politica, per dare senso a incentivi e agevolazioni che, per essere efficaci, devono essere il più possibili strutturali e certi. Altrimenti il privato non investe».

«Va molto bene aver introdotto il voucher per le PMI che si doteranno di innovation manager, ma servono interventi di ampio respiro per inserire managerialità nelle imprese. I manager sono una leva per lo sviluppo delle nostre Pmi».

«L’altra cosa da fare – ha aggiunto – va nella direzione suggerita oggi dal presidente Rossi, cioè liberare risorse pubbliche verso l’economia reale. Un esempio può venire dai Fondi di previdenza complementare che devono poter diversificare l’investimento verso asset alternativi che rilancino Pmi, infrastrutture, trasporti».

 «L’impresa deve essere incentivata anche ad aggiornare le competenze di chi sta in azienda: è ormai un fattore che determina o meno il successo di un business», ha chiarito. «La formazione è per la vita e l’Italia investe ancora troppo poco su questo capitolo. Secondo il recente Outlook Ocse, infatti, abbiamo un deficit in formazione anche lato azienda: solo il 20,1% degli adulti ha partecipato a programmi di formazione professionale nell’ultimo anno, solo il 60% delle imprese con più di 10 dipendenti offre formazione continua, contro una media europea del 75,2%».

 

«Investire nella formazione e nelle competenze di alto profilo è una delle cose da fare», ha concluso Cuzzilla, accennando ai progetti che Confindustria e Federmanager stanno portando avanti per costruire soluzioni concrete a vantaggio della competitività delle imprese.

Il Presidente Cuzzilla e Renato Fontana, coordinatore del Gruppo Giovani di Federmanager, saranno presenti anche domani al Convegno di Capri per seguire, tra gli altri, la relazione di Vincenzo Boccia, presidente Confindustria, e gli interventi del ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, e della ministra delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli.