Fusione attività Tata Acciai-ThyssenKrupp e prospettive Acciaierie Terni: interrogazione PD

E’ stata presentata un’interrogazione del sen. Grimani (PD) con la quale si chiede al Ministro Di Maio la sua disponibilità a un confronto con le istituzioni e le parti sociali per individuare e attuare le politiche industriali per sviluppare il settore siderurgico in Italia, e in Umbria in particolare, a partire dalle specifiche caratteristiche produttive del sito ternano.

Analisi
Nella seduta dell’Aula del Senato del 10 luglio è stata presentata un’interrogazione del sen. Grimani (PD) 4-00328 in merito alla fusione delle attività europee di Tata Acciai e ThyssenKrupp e le prospettive delle acciaierie i Terni. Nello specifico l’interrogante ha chiesto al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro:

  • quali iniziative intenda mettere in atto per assicurare che i futuri assetti proprietari consentano di proiettare nel futuro questo sito industriale strategico per l’intero Paese;
  • se sia disponibile ad un confronto con le istituzioni e le parti sociali per individuare e attuare le politiche industriali più idonee a consolidare e sviluppare il settore siderurgico in Italia, e in Umbria in particolare, a partire dalle specifiche caratteristiche produttive del sito ternano.

Fonte
GRIMANI, GINETTI – Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali – Premesso che:
il 29 giugno 2018 l’indiana Tata Acciai e la tedesca ThyssenKrupp hanno annunciato la fusione delle loro attività europee, dando vita al secondo colosso europeo nel mercato dell’acciaio piano dopo ArcelorMittal, creando un soggetto da 21 milioni di tonnellate prodotte ribattezzato ThyssenKrupp Tata Steel, con sede in Olanda;
con le fusioni già effettuate e con altre operazioni in corso, compresa la programmata acquisizione dalla procedura di amministrazione straordinaria di Ilva da parte di ArcelorMittal, i due gruppi potrebbero arrivare a controllare il 50 per cento del mercato continentale;
la principale controllata in Italia di ThyssenKrupp è Acciai speciali terni (AST), dove sono presenti gli impianti che sfornano circa un milione di tonnellate di acciai speciali all’anno coprendo l’intero ciclo di produzione in modo integrato, dalla fusione fino all’imballaggio, occupando oltre 2.000 dipendenti diretti;
lo stabilimento ternano, esempio di un moderno sviluppo industriale, è stato oggetto di un accordo sottoscritto presso il Ministero dello sviluppo economico il 3 dicembre 2014, che, oltre a prevedere una razionalizzazione con 300 mobilità volontarie, ha riconfermato la strategicità del sito attraverso il mantenimento della struttura produttiva dell’azienda e l’attività core business basata su due forni fusori;
nel mese di novembre 2017, il ceo di ThyssenKrupp Hiesinger ha dichiarato all’agenzia di stampa “Reuters” il disimpegno di ThyssenKrupp nei confronti della produzione di acciaio inox con la conseguenza che AST rappresenterebbe semplicemente un asset in vendita, decisione che ha avuto conferma con l’esclusione degli stabilimenti ternani dalla joint venture con Tata;
il settore dell’acciaio è centrale nello sviluppo economico dell’Unione europea e dei suoi territori, con più di 300.000 occupati e 500 stabilimenti di produzione in 23 stati tra cui l’Italia, con 41 siti produttivi, è il secondo Paese europeo (dopo la Germania) per produzione di acciaio, con 23,2 milioni di tonnellate nel 2016 e il primo per volume di riciclo di rottame ferroso;
di fronte a un’eventuale proposta di acquisizione, si renderebbe quindi necessario un intervento del Governo a tutela della continuità produttiva e dei livelli occupazionali, scongiurando iniziative imprenditoriali estemporanee e favorendo invece il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali, le forze sociali e le istituzioni a tutti i livelli,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali iniziative intenda mettere in atto per assicurare che i futuri assetti proprietari consentano di proiettare nel futuro questo sito industriale strategico per l’intero Paese;
se sia disponibile ad un confronto con le istituzioni e le parti sociali per individuare e attuare le politiche industriali più idonee a consolidare e sviluppare il settore siderurgico in Italia, e in Umbria in particolare, a partire dalle specifiche caratteristiche produttive del sito ternano.
(4-00328)