Federmanager Liguria: sondaggio tra i dirigenti su Industria 4.0

La sfida dell’Industria 4.0 preoccupa i manager della Liguria. Un sondaggio di Federmanager ASDAI Liguria lo mette nero su bianco: secondo l’80% degli intervistati le aziende non saranno in grado di gestire il cambiamento in atto.

Il sondaggio si è svolto su un campione di 127 manager scelti tra aziende con più di 300 dipendenti. Alla domanda “Credi che le aziende italiane, con particolare riferimento a quelle liguri, siano pronte a gestire i cambiamenti di Industria 4.0, il 22% di loro ha risposto “no”, il 60% “poco”. Dietro questo pessimismo c’è anche un fattore anagrafico. L’età media degli intervistati è di 55 anni, solo il 4% ha un’età compresa tra i 35 e i 45 anni, nessuno è sotto i 35 anni.

Secondo Pierluigi Curletto, manager che ha promosso e curato il sondaggio, «il problema è culturale. Industria 4.0 è un concetto ancora poco conosciuto, in realtà anche abbastanza vago, che racchiude tante tecnologie e una serie di cambiamenti che in parte sono già in atto e in parte stanno per esserlo». Fabbriche flessibili, connesse, capaci grazie alle moderne tecnologie, internet presente ovunque e sensori a bassissimo costo, sempre più piccoli e a basso consumo applicati su un’infinità di oggetti, di estrarre informazioni utili da enormi masse di dati, e di trasformarle in prodotti.

«I nostri manager – dice Curletto fanno fatica, anche se sono interessati, a star dietro a tutti questi cambiamenti. Perché sono cambiamenti che corrono troppo in fretta». Nelle start-up e negli spinoff dell’Università, dell’Iit o del Cnr, invece, l’età media è decisamente inferiore, la capacità di innovare è alta. Mancano in genere l’esperienza, la rete di conoscenze, i finanziamenti. «Grande impresa e start-up devono aiutarsi l’un l’altra. Perché la start-up – dice Curletto – può innestare nel corpo lento della grande impresa quella capacità innovativa che, a volte, la grande impresa ha perso».

Il risultato del sondaggio di Federmanager segnala la necessità di nuove competenze, di personale giovane e specializzato nelle nuove tecnologie. L’Università di Genova e l’Istituto italiano di tecnologia ci hanno pensato e hanno progettato un nuovo percorso di studi, che dovrebbe partire dopo l’estate, per formare tecnici e manager con competenze nelle tecnologie più richieste dall’industria del futuro, dalle stampanti 3D alla sicurezza informatica e ai big data. Un master universitario che dovrebbe riempire un vuoto formativo, dato che in Italia non esistono ancora corsi simili, e anticipare il fabbisogno occupazionale dei prossimi anni. A chiedere l’istituzione del master sono state proprio le aziende e i grandi gruppi industriali che fanno innovazione a Genova, come Sedapta, Abb, Leonardo, Fincantieri, Piaggio Aerospace e Siemens.