Federmanager incontra il Sen. Marco Filippi su riforma portuale

Una delegazione di Federmanager, guidata dal Direttore Generale, Mario Cardoni, ha incontrato ieri, 16 giugno, il Sen. Marco Filippi, componente della Commissione Lavori Pubblici del Senato e relatore del parere che la Commissione esprimerà al Governo entro il mese corrente sullo “schema di decreto legislativo recante riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità Portuali (AS N. 303).

Nello specifico dei temi che interessano direttamente Federmanager, in rappresentanza del management delle Autorità Portuali, il progetto di riforma del sistema portuale italiano va inquadrato in una visione più ampia per mettere in risalto il ruolo che i Porti Italiani devono assumere in un progetto di riorganizzazione complessiva della logistica italiana.

I Porti, infatti, dovrebbero diventare gli snodi infrastrutturali intermodali dai quali far ripartire la ristrutturazione delle reti stradali e ferroviarie, per migliorare la connettività delle piattaforme logistiche e la competitività complessiva del nostro sistema dei trasporti.

A tal fine, si sostiene pienamente l’obiettivo di semplificazione burocratica delle attività dei porti, attraverso la rapida introduzione dello “Sportello Unico Doganale”, importando in Italia il sistema della smart country, già adottato in diversi Paesi del Nord Europa, che consiste nel far coordinare tutti i controlli sulle merci extracomunitarie in ingresso da un unico ente, con anticipo dello sdoganamento delle merci da parte degli uffici doganali.

In questo quadro, desta forti perplessità, invece, l’inserimento del provvedimento di riforma del Sistema Portuale nell’ambito della riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche (Riforma Madia), qualificando le nuove Autorità di Sistema Portuale (AdSP) come Enti pubblici non economici, il cui personale dipendente viene assoggettato alla normativa sul Pubblico Impiego (D.lgs. 165/2001).

In particolare su questo aspetto, pur esprimendo una posizione favorevole sul riassetto complessivo del sistema portuale che emerge dalla riforma, in un’ottica di snellimento delle procedure e degli organi delle Autorità Portuali, da parte delle delegazione federale si è dichiarata una forte critica alle disposizioni del provvedimento che inquadrano i rapporti di lavoro dei dipendenti dei porti, inclusi i dirigenti, in una visione pubblicistica, la quale appare incompatibile con le finalità di semplificazione ed efficacia gestionale che ispirano la riforma.

Anche dal punto di vista del nuovo modello di governance, la ripartizione delle competenze tra gli organi delle AdSP e all’interno del comitato di gestione, suscita dubbi in termini di efficacia del processo decisionale e di possibili conflittualità.

Lo stesso Sen. Filippi ha condiviso le perplessità sulla qualificazione giuridica pubblica delle AdSP, confermando che nel parere della Commissione si recepiranno le indicazioni delle Parti Sociali volte a mantenere un ordinamento speciale alle Autorità Portuali che possa conciliarsi con la natura privatistica dei rapporti di lavoro del personale dipendente, regolati dai vigenti contratti collettivi di lavoro, che per quanto riguarda la dirigenza vengono sottoscritti tra Federmanager e Assoporti.

Peraltro, Filippi ha ribadito la volontà del Governo di concludere l’iter di approvazione del decreto in tempi brevi, per attuare entro l’estate il progetto di riforma della governance del sistema portuale, nell’ambito del coordinamento del Ministero dei Trasporti.

Da questo punto di vista, si è affrontata anche la possibilità di prevedere una fase transitoria che garantisca la continuità operativa delle Autorità Portuali, le cui competenze verranno poi trasferite alle nuove Autorità di Sistema Portuale, seppure questa eventualità non appaia corrispondere alle intenzioni del Governo.