Nella riunione tenutasi al ministero dello Sviluppo economico per riaprire la trattativa sulla cessione del Gruppo Ilva, il ministro Di Maio ha confermato preliminarmente che l’aspetto occupazionale e la tutela dell’ambiente rappresentano i due obiettivi di “pubblico interesse” che, in caso di soluzione positiva del negoziato, farebbero venir meno ogni rischio di annullamento della gara di aggiudicazione ad ArcelorMittal.

Su questa premessa si è potuto aprire il vero tavolo negoziale con i rappresentanti della Società acquirente e i Commissari di Ilva in A.S. in una riunione ristretta con le Organizzazioni Sindacali alla quale hanno partecipato, per Federmanager, il responsabile delle relazioni istituzionali, Paolo Cucinotta, il coordinatore della Commissione Siderurgia, Egildo Derchi, ed il vice presidente di Federmanager Puglia, Pietro Conversano.

Nel merito della proposta di accordo presentata da ArcelorMittal su cui si è avviata la trattativa, sul piano occupazionale si prevede inizialmente l’assorbimento di 10.300  lavoratori, arrivati a 10.700 a fine trattativa, alle dipendenze della nuova Società Ilva e delle relative affiliate per i settori di intervento (energia, trasporti e servizi marittimi), con l’impegno a formulare una proposta di assunzione per gli esuberi rimasti alla scadenza del piano industriale (agosto 2023), che non abbiano già beneficiato delle misure di incentivo all’esodo e non abbiano già ricevuto un’offerta di assunzione presso una Società affiliata.

In questo quadro, per quanto riguarda gli aspetti di merito legati alle condizioni contrattuali di assunzione nonché alle altre misure specifiche applicabili alla dirigenza, si è convenuto di rinviare ad una apposita sessione dedicata di confronto con ArcelorMittal e la struttura Commissariale che si terrà a valle dell’intesa con le OO.SS. degli altri lavoratori.

«Abbiamo ribadito l’urgenza con cui occorre concludere positivamente la vicenda per consentire ad Ilva di riconquistare le quote di mercato perse in questi anni e recuperare il gap competitivo accumulato rispetto alla concorrenza» afferma il presidente Cuzzilla, aggiungendo che «in una lettera indirizzata la scorsa settimana al ministro Di Maio e al Presidente Conte abbiamo espresso le ragioni per cui sosteniamo che solo l’integrazione industriale in un Gruppo siderurgico di livello mondiale potrà consentire il rilancio produttivo degli stabilimenti Ilva».

«L’”interesse pubblico” che occorre salvaguardare non si limita solamente agli accordi tra le Parti sui livelli occupazionali» ha sottolineato il vice presidente di Federmanager Puglia, Pietro Conversano «ma deve considerare la competitività di un asset strategico per tutto il sistema delle imprese e dell’economia italiana, da cui dipende il futuro del  territorio tarantino».