Al Tavolo per le piccole e medie imprese convocato stamattina dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, il presidente federale Stefano Cuzzilla ha partecipato come rappresentante del management italiano insieme ai numerosi esponenti del mondo delle imprese e delle professioni.

Presenti all’incontro anche il vice ministro al Mise Dario Galli e i vertici di Cassa Depositi e Prestiti, con l’amministratore delegato Fabrizio Palermo, l’Ad Domenico Arcuri di Invitalia, e il direttore generale Roberto Luongo di ICE.

Con questa iniziativa, quindi, il ministro Di Maio ha voluto mettere in campo tutte le componenti per una rete di sostegno alle PMI, annunciando che riconvocherà prossimamente il Tavolo per creare momenti stabili di confronto con il mondo delle imprese sui principali provvedimenti all’esame del Governo, a cominciare dai contenuti della Legge di Bilancio, del “decreto semplificazioni” e della prossima legge delega per la revisione del codice degli appalti.

Tra le misure illustrate per supportare lo sviluppo delle imprese, Di Maio ha annunciato il varo di un piano per l’innovazione, partendo dalla sostanziale riconferma del pacchetto “Impresa 4.0”, con la creazione di un fondo di venture capital da un miliardo di euro all’anno per sostenere la crescita dimensionale delle start up e delle piccole imprese, e di un piano per l’internazionalizzazione e le esportazioni, con il rifinanziamento del programma per la promozione del “Made in Italy”.

Un ruolo di rilievo sarà svolto da Cassa Depositi e Prestiti, la quale ha approvato un piano industriale da oltre 200 miliardi di euro per i prossimi tre anni da destinare agli investimenti in infrastrutture – a cominciare da quelle digitali – allo sviluppo dei territori e a sostenere gli impegni della P.A. nei confronti delle imprese, facendosi carico del 50% dei debiti della Pubblica Amministrazione entro il 2019.

Per dare un ulteriore segnale di fiducia alle imprese, inoltre, Di Maio ha anticipato pubblicamente la volontà di escludere ogni sanzione sull’obbligo di fatturazione elettronica che scatta da gennaio 2019, almeno finché tale strumento non sarà implementato adeguatamente.

Nel lungo dibattito che è seguito, con gli interventi di tutte le rappresentanze sedute al Tavolo, il presidente Cuzzilla ha espresso apprezzamento per l’inserimento in manovra della misura destinata a stimolare la managerializzazione delle PMI: «Il voucher a favore delle piccole imprese che decidono di avvalersi di un manager per l’innovazione – ha dichiarato Cuzzilla al Tavolo – corrisponde in gran parte alla proposta di legge che Federmanager ha presentato nelle scorse settimane. È un’iniziativa che guardiamo con soddisfazione, ponendoci a disposizione del Governo per una sua piena attuazione attraverso l’individuazione delle figure idonee a guidare i processi di trasformazione digitale delle PMI».

Con riferimento al reddito di cittadinanza, Cuzzilla ha inoltre auspicato che si proceda a «una rimodulazione dello strumento come sgravio alle imprese che assumono i beneficiari del sussidio, in modo da poter dare slancio alle politiche attive del lavoro, che ci auguriamo possano essere ulteriormente incentivate».

Quindi, il presidente dei dirigenti industriali ha ricordato l’avvio dell’Osservatorio mercato del lavoro e competenze manageriali nato con l’obiettivo di definire strumenti e idee per costruire il miglior futuro possibile per imprese e manager.

Un particolare appello è stato rivolto per l’adozione di una strategia di lungo respiro sulle Aziende di Stato e/o a partecipazione pubblica. Cuzzilla ha infatti colto l’occasione per ribadire quanto sia «importante puntare sulla governance affinché queste realtà continuino a essere competitive sui mercati globali, sviluppando l’indotto di riferimento che è composto da migliaia di PMI e quindi da migliaia di lavoratori, anche manager»

In conclusione, Cuzzilla ha sollecitato «un intervento sulla detassazione dei premi di produttività, che consenta l’accesso al beneficio anche alla fascia dirigenziale attraverso l’aumento del vigente tetto al reddito (dagli attuali 80.000 euro ad almeno 100.000 euro), in ottica di ulteriore stimolo per la competitività delle imprese».

Il ministro Di Maio in chiusura della riunione ha chiarito che nella Legge di Bilancio ora in discussione in Senato confluiranno parte delle richieste ricevute oggi al Tavolo, su cui si impegna ad un prossimo confronto a breve con le forza produttive.