Federmanager accredita oltre 200 innovation manager al Mise

«Accrediteremo al Mise soltanto gli Innovation Manager di cui abbiamo certificato le competenze». Questa la posizione espressa dal presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, alla vigilia dell’apertura della finestra di un mese per l’iscrizione all’elenco degli Innovation Manager predisposto dal ministero dello Sviluppo economico.

Dal 27 settembre e fino al 25 ottobre, persone fisiche e società di consulenza potranno iscriversi all’elenco del Mise da cui le piccole e medie imprese, nonché le reti di impresa, attingeranno per dotarsi della collaborazione del profilo più appropriato al proprio fabbisogno di innovazione, utilizzando il “voucher per l’innovation manager” messo a disposizione dal decreto del 7 maggio 2019.

Federmanager, come Organizzazione di rappresentanza del management, è chiamata ad accreditare i profili di manager per l’innovazione che, rispondendo a qualificati requisiti di professionalità, costituiranno un bacino di opportunità per le Pmi italiane.

Sono oltre 200 gli Innovation Manager già certificati o che stanno completando il percorso di certificazione che Federmanager accrediterà nell’elenco ufficiale. «Si tratta di professionisti altamente qualificati che hanno completato un percorso che ha misurato, pesandole, capacità e competenze. Abbiamo colmato gli eventuali gap formativi, accompagnando i colleghi verso il conseguimento di un’attestazione rilasciata da valutatori terzi e imparziali», ha spiegato Cuzzilla.

La certificazione è il requisito che Federmanager aggiunge a quelli previsti dal decreto perché, ha chiarito Cuzzilla, «vogliamo garantire che la misura del voucher produca l’effetto sperato: per innovare l’impresa servono preparazione specifica e competenze manageriali non banali. Il contributo stanziato non va sprecato – ha avvertito -. Il voucher rappresenta un’opportunità per i manager e soprattutto per le imprese, che devono aprirsi alle competenze manageriali necessarie per agganciare quella rivoluzione 4.0 di cui si parla tanto e alla quale finora ci siamo soltanto accostati».

Secondo il Think tank di esperti provenienti dal mondo accademico e dell’industria, che Federmanager ha costituito un anno fa, il Piano Impresa 4.0 non solo deve essere riconfermato nel suo impianto, ma deve evolvere. «Impresa 4.0 è un insieme di tecnologie, ma soprattutto è strategia; va interpretata sia come strumento di efficientamento dei costi sia nella sua funzione prospettica, data la potenzialità di generare nuovi prodotti, nuovi processi e nuovi business model. Per entrambe le interpretazioni – ha indicato il Think tank Federmanager – l’intervento del manager (e non solo dei tecnici) è decisivo».

La figura dell’innovation manager è stata oggetto del convegno che Federmanager ha promosso oggi a Roma con la partecipazione di Laura Aria, direttore generale della Direzione per gli incentivi alle imprese del Mise, Luca Carabetta, Vice Presidente X Commissione Attività produttive Camera dei Deputati e con i contributi di Andrea Bonaccorsi, presidente corso di laurea Ingegneria gestionale Università di Pisa, Luciano Massone, World class manufacturing EMEA Vice President, FCA Group, Federico Mioni, direttore Federmanager Academy. I lavori dell’evento, moderato da Sergio Luciano, Direttore Economy, sono stati chiusi da Mario Cardoni, direttore generale Federmanager.