Esame risoluzioni su acquisizione del capitale sociale delle imprese dai dipendenti

Le Commissioni Attività produttive e lavoro proseguono la discussione delle risoluzioni 7-01024 Ciprini e 7-01106 incerti su iniziative volte a favorire l’acquisizione del capitale sociale delle imprese da parte dei loro dipendenti. Illustrata la risoluzione Incerti, con la richiesta di svolgere un breve ciclo di audizioni.

Analisi
Antonella INCERTI (PD), illustrando il contenuto della risoluzione 7-01106, ha sottolineato l’importanza dell’acquisizione del capitale sociale di un’impresa da parte dei propri dipendenti (Workers Buy Out), che si è dimostrata in molti casi uno strumento importante per l’assorbimento degli impatti negativi delle ristrutturazioni delle imprese, soprattutto negli anni della crisi. L’istituto si affianca agli altri strumenti che, nel tempo, sono stati introdotti nel nostro ordinamento a supporto delle iniziative per il salvataggio delle imprese e dei posti di lavoro, non solo per contrastare la perdita di posti di lavoro in caso di crisi, ma anche per rinnovare il tessuto produttivo costituito dalle piccole e medie imprese, favorendo la continuità ambientale e la trasmissione delle competenze tra le generazioni.

L’acquisizione del capitale sociale da parte dei dipendenti ha effetti positivi anche per la finanza pubblica, dal momento che riduce gli oneri per ammortizzatori sociali, da un lato, e, dall’altro, aumenta le entrate fiscali, da imprese e persone fisiche. Viene quindi citato l’esempio fornito dalla Regione Emilia Romagna, dove, negli ultimi tre anni, sono sorte circa sessanta cooperative grazie al contributo regionale, che non si limita ai soli aspetti finanziari ma garantisce un apporto più ampio, con la messa a disposizione, ad esempio, di un portale internet dedicato.

Nella sua risoluzione si chiede al Governo:
• Di impegnarsi a rafforzare gli strumenti già esistenti nell’ordinamento, allo scopo di estenderli a ulteriori settori produttivi, per affrontare alcune emergenze sociali, quali l’occupazione dei lavoratori e il rilancio delle aziende confiscate alle mafie;
• Di valutare l’introduzione di misure di sostegno, quale la decontribuzione, per i lavoratori che intendono rilevare le aziende da cui sono dipendenti, prevedendo un adeguato ammontare di risorse finanziarie;
• Di fare confluire nel Fondo rotativo gestito da CFI anche le risorse eventualmente stanziate dall’Unione europea;
• Di assicurare che l’INPS, in sede di liquidazione dell’indennità di mobilità finalizzata all’autoimpiego, garantisca un’applicazione della normativa coerente e omogenea, soprattutto con riferimento al regime di esenzione fiscale degli importi di mobilità reinvestiti nella costituzione di società cooperative, prevedendo anche iniziative che compensino il prossimo superamento dell’istituto della mobilità.

Ha segnalato l’opportunità che le Commissioni riunite procedano ad alcune mirare audizioni informali.

Walter RIZZETTO ha fatto presente che le decisioni in ordine allo svolgimento del ciclo di audizioni informali potranno essere assunte in una prossima riunione dell’Ufficio di presidenza, tenuto conto anche dell’esigenza di limitare il numero di audizioni, in relazione ai concomitanti impegni delle Commissioni. Ai soggetti che non verranno ascoltati dalle Commissioni potrà chiedersi di trasmettere memorie scritte sui temi affrontati dai due atti di indirizzo in discussione.