E’ proseguito l’esame del DL Genova con gli interventi del Presidente dell’Anac e della Regione Liguria.

Analisi
Nella seduta del 10 ottobre le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera hanno proseguito l’esame del DL Genova (C. 1209). In particolare, sono stati ascoltati il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), Raffaele Cantone, il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti e i rappresentanti della Regione Abruzzo, della Regione Marche e della Regione Umbria.
Successivamente le Commissioni hanno proseguito la discussione generale sul decreto.

Riportiamo di seguito i contenuti degli interventi di Cantone e Toti.

Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)
Nella prima audizione, il Presidente dell’ANAC, Raffaele Cantone, nonostante abbia concordato circa la necessità di un rapido espletamento delle opera, ha sollevato diversi dubbi sull’impianto del decreto, poiché non fornirebbe regole adeguatamente chiare relativamente alle operazioni del Commissario Straordinario individuato dal Governo. Nello specifico, Cantone ha manifestato le sue perplessità sui commi 5 e 7 dell’Art. 1.
• Art. 1, comma 5: in merito al quinto comma, Cantone ha spiegato come, sebbene l’intendimento del Governo sia chiaro, esista una discrasia al suo interno, rendendolo estremamente vago. Non vengono, infatti, solamente date disposizioni per “l’affidamento e la ricostruzione dell’infrastruttura e il ripristino del connesso sistema viario” ma anche per “la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei materiali di risulta”. Con una disposizione senza precedenti (la deroga a tutte le norme dell’ordinamento italiano, ad esclusione di quelle penali) si intende consentire al Commissario di muoversi con assoluta e totale libertà, imponendogli solo i principi inderogabili dell’Unione Europea ed, ovviamente, i principi costituzionali. Questa eccessiva libertà, tuttavia, potrebbe rivelarsi un arma a doppio taglio, poiché non precluderebbe l’azione legale da parte di soggetti che possano avere un interesse nell’opera. Conseguentemente, l’eventuale contenzioso dilazionerebbe i tempi di ricostruzione.
• Art. 1, comma 7: con un chiaro riferimento alla direttiva europea che regola gli appalti, Cantone ha posto l’attenzione sulle disposizioni in materia d’urgenza, in quanto il Commissario Bucci dovrà determinare quali e quanti appalti rientrino sotto tale definizione. Inoltre, oltre alla società incaricata della ricostruzione del ponte, occorrerà individuare quali attori contribuiranno alla realizzazione delle opere. Infine, seguendo la stessa ratio, anche alla luce di quanto dichiarato dall’AGCM, il vincolo ad “uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio […] anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali” risulta poco chiaro e andrebbe nuovamente discusso.
• Considerazioni aggiuntive: il testo del decreto non prevede chiarimenti in merito al contrasto di possibili penetrazioni mafiose; sebbene la Liguria non sia una zona esposta alla malavita organizzata, è comunque necessario prendere in considerazione questo rischio.

Q&A
 On. Sozzani (FI) – Il deputato ha chiesto maggiori chiarimenti circa il rapporto tra le leggi europee e quelle italiane in tema di appalti e smaltimento dei rifiuti, domandando se fosse il caso di riscrivere il decreto per risolvere alla radice eventuali problematiche.
• Risposta: in considerazione dei poteri a lui Concessi, gli atti del Commissario rischiano di non trovare alcuna rete di protezione. In particolare, la necessità di fare riferimento alle normative sovranazionali fa fronte al bisogno di tutelarsi preventivamente, in quanto anche attori internazionali potrebbero esser interessati all’opera di ricostruzione e, nella peggiore delle ipotesi, muoversi tramite ricorso.
 On. Di Muro (Lega) – Il deputato ha concordato sulla possibilità di approfondimento, spiegando che, tuttavia, le disposizioni del decreto hanno fatto fronte alla necessità di muoversi celermente e che la lettura del testo in modo chiaro dipende dal Commissario.
• Risposta: è apprezzabile l’esigenza di speditezza, ma è altrettanto necessario definire un quadro di regole chiaro, per prevenire il contenzioso; il Commissario farà atti amministrativi che potrebbero esser oggetto d’impugnazione considerando che le norme europee non sempre sono scritte in modo chiaro.
 On. Braga (PD) – La deputata, alla luce del riferimento che il codice degli appalti fa in riferimento all’urgenza e gli eventi imprevedibili, chiede se sia opportuno, in un’ottica di maggior chiarezza, introdurre un riferimento ai tempi di applicazione?
• Risposta: l’individuazione di un termine cronologico delle direttive ex-lege è in contrasto con la direttiva stessa, poiché fa riferimento a distinte situazioni concrete.
 On. Rizzetti (PD) – Il deputato ha chiesto se, al fine di prevenire eventuali penetrazioni mafiose, occorrerebbe attuare una distinzione tra la demolizione e la gestione dei rifiuti?
• Risposta – il problema della malavita organizzata, che dispone di un know-how a 360 gradi non riguarda solo due settori ma le varie opere nella loro interezza.

Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria
Nella seconda audizione, il presidente della Regione Liguria Toti ha esordito commentando che, in merito alla ricostruzione, avrebbe percorso una strada sensibilmente diversa nell’impostazione dell’articolo 1. Sebbene il Governo abbia fatto legittimamente le sue scelte, il risarcimento in forma specifica di Aspi avrebbe permesso un iter più fluido, come si fa sempre nelle grandi catastrofi. Di seguito i punti principali del suo intervento e le relative proposte avanzate:
• Art. 1 – Commissario straordinario: l’apertura del cantiere della demolizione interferisce con numerose aziende e abitazioni della città. Occorre dotare la struttura commissariale per la ricostruzione di strumenti finanziari e amministrativi adeguati non solo per realizzare l’opera, fondi che sono già previsti, ma anche per sussumere gli impegni di indennizzo che avrebbe assunto Autostrade, secondo quanto previsto dalla legge regionale ligure del Pris. Altresì, è necessario dare la possibilità al Commissario Straordinario di avvalersi, quale Dirigente della struttura commissariale, anche di un Direttore Generale, eliminando ogni restrizione al riguardo. Infine, considerando che “tutti i campioni nazionali in termini di costruzioni sono quasi tutti collegati a concessionari” dovrebbe prevedere la rimozione del divieto per le società di costruzioni collegate a concessionarie diverse da Autostrade e a loro partecipate di partecipare alle attività di rispristino del sistema viario.
• Art. 2 – Disposizioni sul personale: è necessario dare al Commissario Delegato la facoltà di autorizzare in deroga alla normativa vigente (Legge Madia) nuove assunzioni a tempo determinato non solo per la Regione Liguria, la Città metropolitana e il Comune ma anche per gli Enti del Settore Regionale Allargato e per le Società Partecipate. Occorrerebbe aumentare il numero delle nuove assunzioni a tempo determinato fino a 300 unità per gli anni 2018 e 2019, con un incremento della copertura economica.
• Art. 3 e 8 – Disposizioni fiscali: occorre prevedere il rimborso per mancato gettito derivante dalle agevolazioni fiscali concesse ai soggetti danneggiati non solo per il Comune ma anche per la Regione (per addizionali IRPEF E IRAP). Sarebbe auspicabile che le esenzioni fiscali venissero estese anche all’anno 2019 per tutte le imprese danneggiate, eliminando ogni riferimento all’immobile. Servirebbe anche eliminare la percentuale di decremento del fatturato di almeno il 25% quale soglia di accesso alle agevolazioni fiscali previste da tale articolo per le imprese che hanno sede in zona franca, eliminando il vincolo geografico (Comune di Genova) per la prosecuzione dell’attività; tutto ciò, al fine di uniformare il DL anche alla luce del contenuto degli articoli 3 e 4.
• Art. 4 – Sostegno alle imprese: serve estendere le misure di sostegno per le imprese danneggiate anche alle attività aventi sede nella “zona arancione”.
• Art. 5 – Trasporto pubblico locale: sarebbe utile integrare lo stanziamento delle risorse destinate al trasporto pubblico locale di un ulteriore importo di 50mila euro per l’anno 2018 e 2.3 milioni di euro per l’anno 2019 a titolo di copertura dell’imposta sull’IVA. Inoltre, è necessario consentire alle Aziende di trasporto pubblico locale della Regione Liguria di procedere in deroga alle procedure ordinarie previste dalla normativa vigente per l’acquisizione dei nuovi mezzi di trasporto e permettere l’assunzione, per gli anni 2018 e 2019, di nuovi autisti a tempo determinato per garantire i servizi aggiuntivi.
• Art. 7 – Zona logistica semplificata: occorre inserire nella zona logistica semplificata ulteriori zone retro portuali.
• Art. 9 – Incremento gettito IVA porti: serve eliminare il tetto dei 30 milioni di euro all’anno alla quota del 3% dell’IVA riconosciuta ai porti. Il porto di Genova, per quanto produce e per la sua strategicità, è sotto finanziato rispetto ad altri porti del Paese già in una situazione normale e questa potrebbe essere un’occasione per rimediare agli errori del passato.
• Nuovo articolo – Sostegno al reddito dei lavoratori: Toti ha proposto di inserire la cassa integrazione in deroga in favore dei lavoratori del settore privato impossibilitati a prestare l’attività lavorativa e di prevedere una indennità una tantum pari a 15mila euro in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi, dei titolari di attività di impresa e professionali, che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa del suddetto evento.
• Ulteriori provvedimenti: Il Presidente della Regione Liguria ha proposto di aumentare il fondo straordinario ferrobonus a 5 milioni di euro, prevedere la possibilità di superamento del regime de minimis, sospendere per le imprese danneggiate i termini di pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e, infine, prevedere che le eventuali economie derivanti dall’utilizzo delle risorse indicate nell’articolo 4 possano essere utilizzate, ad integrazione del piano degli interventi del Commissario Delegato, per le finalità di cui all’OCDPC n. 539 del 20 agosto 2018 e successive modifiche.
Q&A
 On. Mulè (FI) – Il deputato ha evidenziato che le numerose modifiche suggerite evidenziano l’assenza di una fase preparatoria con la Regione Liguria per la stesura del testo del decreto e domandato maggiori informazioni circa il completamento dell’opera e delle infrastrutture corollarie. Altresì, ha chiesto chiarimenti in merito al calcolo degli indennizzi e alla continuità territoriale ligure, indebolita dal crollo del ponte, con un particolare focus sulla mobilità aerea.
• Risposta: il calcolo degli indennizzi segue le linee dettate dalla legge Pris. Ora occorre rivedere come le zone sono state divise a seconda del progetto definitivo. La Regione Liguria provvederà alla discussione circa l’esecuzione delle opere legate alla ricostruzione del Ponte.
 On. Di Muro (Lega) – Il deputato ha spiegato che la priorità del Governo era quella di fornire disposizioni celermente e chiesto maggiori informazioni in materia fiscale rispetto alle osservazioni del Presidente Toti.
• Risposta: nel 2018 riusciremo a malapena a monitorare le spese e il lavoro nel 2019 sarà fondamentali in termini finanziari, soprattutto in materia di casse in deroga e cifre da allocare.
 On. Braga (PD) – La deputata ha chiesto maggiori precisazioni di tipo quantitativo in merito al rimborso e gli indennizzi per i cittadini colpiti dal crollo del ponte.
• Risposta: esiste un problema di aiuti di stato per cui i risarcimenti sono stati messi nel decreto a regime di ‘de minimis’ per evitare il contenzioso europeo, ma ci sono aziende che così non hanno un sollievo importante: stiamo parlando di 200mila euro che possono andar bene per l’artigiano con 4-5 dipendenti, ma se parliamo dei danni che può aver subito, per esempio, Ansaldo Energia solo nello spostamento della palazzina che è preclusa all’accesso, stiamo parlando di cifre molto al di sotto della possibilità di un reale indennizzo, che è poco più di un contributo.
 On. Rospi (M5S) – Il deputato ha chiesto maggiori chiarimenti in merito al sistema dei sensori installati nel ponte.
• Risposta: i sensori per monitorare il ponte e consentire il rientro degli sfollati come struttura commissariale sono stati fatti in danno ad Autostrade, ovviamente senza far scegliere al gruppo le ditte e con quali tipologia monitorare, perché sembrava poco opportuno sia in termini di immagine che di garanzia per la popolazione.