DL Dignità: avviato esame Commissione Finanza – Camera dei Deputati

Avviato presso le Commissioni Finanze e Lavoro della Camera l’esame del DL Dignità.

Fissato per le ore 20.00 del 19 luglio il termine per la presentazione degli emendamenti. Possibile svolgimento di un ciclo di audizioni a partire dalla seduta di oggi.

Analisi
Nella seduta del 16 luglio le Commissioni riunite VI Finanze e XI Lavoro hanno avviato l’esame del DL Dignità (C. 924) con l’illustrazione delle disposizioni previste dal provvedimento da parte dei relatori, on. Centemero (Lega) e Tripiedi (M5S). Nel corso del breve dibattito sono inoltre emerse le criticità di alcuni esponenti delle opposizioni in merito alle tempistiche ridotte per lo svolgimento dell’esame.

Segnaliamo che gli Uffici di presidenza hanno fissato per le ore 20 di giovedì 19 luglio il termine per la presentazione degli emendamenti e che a partire da questa sera, martedì 17 luglio, le Commissioni dovrebbero avviare un ciclo di audizioni. Al momento non è ancora disponibile il calendario degli interventi.

Riportiamo di seguito una sintesi delle norme di possibile interesse previste nel decreto:

Articolo 1 Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato
Si stabilisce che il termine apposto al contratto a tempo determinato non può essere superiore a ventiquattro mesi e che, qualora il contratto abbia durata superiore a dodici mesi, devono verificarsi le seguenti condizioni:
a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività del datore di lavoro, nonché sostitutive di altri lavoratori;
b) incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria e picchi di attività.
Si dispone che il contratto può essere prorogato senza l’indicazione di una causale solo nell’ambito dei primi dodici mesi di durata. Si limita, inoltre, il numero delle proroghe dello stesso contratto dalle attuali cinque a quattro. In caso di rinnovo del contratto, il datore di lavoro deve indicare, nell’atto scritto contenente l’apposizione del termine, una delle specifiche condizioni elencate dalla normativa. Si prevede Si prevede l’allungamento del termine per l’impugnazione del contratto a tempo determinato, che passa da centoventi a centottanta giorni.
Tali disposizioni si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge, nonché ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla medesima data. Tali disposizioni invece non si applicano ai contratti stipulati dalla pubblica amministrazione, ai quali continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto medesimo.

Articolo 2 Modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro
Si stabilisce che al lavoratore assunto a tempo determinato in base a contratto di somministrazione di lavoro si applica la disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, ad eccezione degli articoli 23, concernente il numero complessivo dei contratti a tempo determinato, e 24, relativo ai diritti di precedenza, del decreto legislativo n. 81 del 2015.

Articolo 3 Indennità di licenziamento ingiustificato e incremento contribuzione contratto a tempo determinato
Aumenta l’indennità dovuta al lavoratore nel caso in cui il giudice accerti che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo o per giusta causa.

Articolo 5 Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti
La norma dispone che le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale, che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede l’effettuazione di investimenti produttivi ai fini dell’attribuzione del beneficio, decadano dal beneficio qualora l’attività economica interessata, o una sua parte, sia delocalizzata in Stati non appartenenti all’Unione europea, ad eccezione degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo, entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata.

Articolo 6 Tutela dell’occupazione nelle imprese beneficiarie di aiuti
Prevede la decadenza dalla fruizione di specifici benefici per le imprese – italiane ed estere, ma operanti nel territorio italiano – che, avendo beneficiato di aiuti di Stato che prevedano una valutazione dell’impatto occupazionale, non abbiano garantito il mantenimento di determinati livelli occupazionali.

Articolo 7 Recupero iperammortamento in caso di delocalizzazione degli investimenti
La norma subordina l’applicazione dell’iperammortamento fiscale alla condizione che il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, su cui si fonda l’agevolazione, riguardi strutture produttive situate nel territorio nazionale, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

Articolo 8 Applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo ai costi di acquisto da fonti esterne dei beni immateriali
Si esclude dal credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (previsto dal decreto-legge n. 145 del 2013) taluni costi di acquisto – anche in licenza d’uso – di beni immateriali connessi ad operazioni infragruppo. Si tratta, in particolare, di spese relative a competenze tecniche e privative industriali. La disposizione trova applicazione a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 14 luglio 2018.

Articolo 11 Disposizioni in materia di invio dei dati delle fatture emesse e ricevute
L’articolo reca disposizioni sulla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. spesometro) da parte dei soggetti passivi IVA e stabilisce che la comunicazione dei dati relativi al terzo trimestre 2018 non debba essere effettuata entro il mese di novembre 2018, bensì entro il 28 febbraio 2019. Qualora si opti per la trasmissione con cadenza semestrale, i termini temporali sono fissati al 30 settembre per il primo semestre, al 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo semestre.

Articolo 12 Split payment
L’articolo prevede l’abolizione del meccanismo della scissione dei pagamenti, split payment, per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte (in sostanza, i compensi dei professionisti).