DEF: Audizione Confindustria – 19 aprile 2016

Si è svolta ieri, presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, l’audizione di Luca Paolazzi, direttore del centro studi Confindustria. Evidenziata la necessità che il Governo si impegni nell’effettiva attuazione delle riforme già varate, in considerazione del fatto che le stime di crescita dell’Italia sono ancora insufficienti per poter parlare di una effettiva ripresa.

Analisi
Il dott. Luca Paolazzi, direttore del centro studi Confindustria, ha innanzitutto illustrato lo scenario entro il quale si colloca il DEF 2016, ovvero uno scenario caratterizzato da instabilità e da ritmi lenti di ripresa. In particolare, la risalita italiana stenterebbe a prendere velocità. Secondo Confindustria, quindi, il ritmo di crescita dell’Italia non è oggi sufficiente per ripristinare livelli di occupazione e redditi pre-crisi, sanare le ferite nel tessuto sociale, compreso l’ampliamento della povertà. Pertanto, Confindustria auspica che il Governo metta in campo ogni sforzo possibile per fare di più, sottolineando l’importanza che sia data effettiva attuazione alle riforme già varate. In quest’ottica, Confindustria ha apprezzato il Piano Nazionale delle Riforme, che si caratterizza per una particolare attenzione verso la fase di implementazione e attuazione delle leggi già approvate.

A seguire, Paolazzi ha fatto dei brevi cenni sui seguenti temi:

• Confindustria sollecita il Governo a procedere con la nomina della commissione che dovrebbe effettuare il monitoraggio dell’evasione fiscale, secondo quanto previsto in attuazione della delega fiscale;
Evidenziata l’assenza nel DEF di misure a sostegno del Mezzogiorno, volte a sanare gli squilibri territoriali;
• Criticato il fatto che, nonostante gli investimenti fissi lordi siano in crescita, la quota di progetti effettivamente in esecuzione sia ancora troppo bassa. In merito, sarà necessario imprimere un’accelerazione, per poter sfruttare a pieno la clausola di flessibilità e per dare slancio alla competitività dell’Italia;
Accolta con favore da Confindustria la legge di riforma costituzionale, che potrà consentire di velocizzare il processo decisionale e di regolare meglio il rapporto tra stato e regioni;
• Sottolineata la necessità di procedere con la riforma della giustizia civile, ancora lontana dagli standard europei;
Ribadita l’importanza del disegno di legge sulla concorrenza, nella speranza che il ddl per il 2016 debba affrontare un iter meno tortuoso;
• Accolta con favore la proposta di ridurre il numero delle società partecipate, mentre si potrebbe fare ancora qualcosa in più per ridurre i centri di spesa;
Positivo il rafforzamento del fondo per le PMI;
• Necessario ridurre i tempi di recupero dei crediti IVA per le imprese, ad oggi troppo lunghi, a causa anche del meccanismo del “reverse charge”;
• Necessario eliminare completamente l’IMU e la TASI sui beni strumentali; questa tassazione è considerata come una vera e propria anomalia;
• Necessario che il DEF non si limiti a descrivere lo stato dell’arte, ma individui anche degli strumenti di policy; è totalmente assente un qualsiasi riferimento al tema dell’approvvigionamento energetico e alle politiche a sostegno delle imprese, affinché queste possano fare fronte agli impegni di riduzione delle emissioni.

Tra gli interventi fatti in sede di dibattito si segnala, in particolare, quello del sen. Guerrieri Paleotti (PD), che ha chiesto di sapere quali siano i fattori che stanno bloccando al ripresa dell’Italia. Secondo Confindustria, tali fattori sono: insufficiente credito; bassa redditività degli investimenti in Italia; le costruzioni, che sono un volano, sono ferme su valori depressi; elevata disoccupazione che genera incertezza; distruzione della capacità produttiva elevata; dualismo tra le imprese che reggono e quelle che ancora non sono riuscite a assestare le proprie strategie.