DEF 2018: concluso esame Camera e Senato

Sono state approvate le risoluzioni di maggioranza che impegnano il Governo ad assumere iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l’aumento delle aliquote IVA e delle accise su benzina e gasoli.

Il Ministro Tria ha comunicato che presenterà il quadro programmatico a settembre.

Analisi
Nelle sedute del 19 giugno le Aule di Camera e Senato hanno esaminato il DEF 2018 (Doc. LVII, n. 1) con lo svolgimento della discussione generale e la votazione delle risoluzioni di maggioranza.
Nel corso del dibattito è intervenuto il Ministro dell’economia Tria che ha annunciato che il Governo presenterà il quadro programmatico a settembre e che le linee di politica economica consisteranno nella riduzione progressiva della dinamica del debito e nell’irrobustimento di una crescita inclusiva ed equa attraverso investimenti pubblici e riforme strutturali opportunamente coperte. Ha, infine, sostenuto che l’Esecutivo si adopererà affinché l’architettura europea sia orientata alla crescita e alla convergenza e che istituirà una task force per rimuovere gli ostacoli alla realizzazione degli investimenti.

In conclusione le Assemblee hanno approvato le risoluzioni di maggioranza che impegnano il Governo:

  • a presentare al Consiglio europeo e alla Commissione europea un aggiornamento del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma, ai sensi della lettera d), in armonia con l’indirizzo politico-economico emerso dal programma di Governo presentato al Parlamento per la fiducia;
  •  ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti all’aumento delle aliquote IVA e delle accise su benzina e gasoli;
  • ad individuare misure da adottare nel 2018 nel rispetto dei saldi di bilancio ed a riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio 2019-2021;
  •  ad individuare gli interventi prioritari necessari per dare attuazione alle linee programmatiche indicate dal Presidente del consiglio dei ministri nelle sue comunicazioni alle Camere e su cui ha ottenuto la fiducia, sottoponendo tempestivamente tali nuovi indirizzi all’approvazione parlamentare e presentando quindi al Consiglio europeo e alla Commissione europea un aggiornamento del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma.