DEF 2018: audizione Ministro Tria

Si  conclusa l’audizione del Ministro dell’Economia Tria nell’ambito dell’attività conoscitiva preliminare all’esame del NADEF 2018. In particolare, il Ministro ha sottolineato che la strategia del governo per affrontare la politica economica e sociale poggia su quattro pilastri: aumento degli investimenti pubblici, riduzione del carico fiscale, lotta alla povertà e intervento sulle pensioni.

Di seguito i principali temi affrontati nel corso dell’audizione:
 In apertura, il Ministro ha affermato come questa Nota di Aggiornamento al DEF rivesta un’importanza particolare, in quanto rappresenta il primo atto di programmazione economica che mette a sistema le priorità del governo: ambisce, in particolare, a dare risposte a cittadini e imprese in tema di crescita e welfare. È essenziale, tuttavia, inquadrare l’illustrazione di questo atto in un contesto europeo. Infatti, le misure sul commercio estero annunciate dagli Usa e le contromisure annunciate da partner commerciali, in particolare dalla Cina, hanno aumentato le probabilità di un’escalation protezionistica che potrebbe spiazzare la ripresa mondiale e deprimere le prospettive di crescita di medio lungo termine. Per i prossimi anni, i rischi associati di un ulteriore deterioramento del quadro internazionale restano elevati.
 L’Italia si trova in una situazione di ritardo nella crescita dell’economia e dell’occupazione, un ritardo non più accettabile a dieci anni dalla crisi. I risultati di crescita del nostro Paese ci allontanano di quasi 4.5 milioni dall’obiettivo Europa 2020, concordato in sede europea e che dovremmo raggiungere nei prossimi 2 anni. Tali risultati non hanno consentito nel passato decennio di diminuire il debito pubblico, che è aumentato anche in rapporto al PIL. A questo punto, il governo si è quindi posto l’obiettivo di diminuire il divario rispetto all’eurozona e di diminuire il rapporto debito-PIL nel corso del prossimo triennio.
 Rispetto al Def di aprile scorso, dove la crescita del PIL reale era indicata a 1,5% nel 2018, 1,4% nel 2019 e 1,3% nel 2020, il profilo tendenziale è oggi ampiamente mutato, con una drastica revisione che risente dell’indebolimento del commercio mondiale, probabilmente la guerra dei dazi ha influito con complessi effetti tramite le catene del valore.
 Il tasso di disoccupazione è stimato ancora su livelli non accettabili. All’aumento degli occupati, tornato su livelli confrontabili a quelli pre-crisi, non è corrisposto un analogo aumento delle ore lavorate. Inoltre il tasso di disoccupazione giovanile resta preoccupante, circa 30.8%. Vi è inoltre un indebolimento clima di fiducia imprese manifatturiere.
 Al fine di contrastare le tendenze in atto e perseguire l’obiettivo di riduzione del gap di crescita, rimasto pressoché costante per tutto lo scorso decennio, è stato definito un quadro programmatico che incorpora gli interventi su economia e finanza pubblica degli interventi che il governo intende presentare con il Ddl di Bilancio. È evidente che la strategia di contenimento attuata finora non è stata efficace, nonostante i corsi economici e sociali elevati occorre spostare l’obiettivo al denominatore del rapporto, puntando su un tasso di crescita dell’economia che possa portare a miglioramento indicatori di finanza pubblica. Una politica di stimoli limitati ad un orizzonte annuale non è sufficiente. Quindi il governo, sentita la Commissione Europea ha inteso ridefinire il percorso di convergenza, combinando responsabilità fiscale e stimolo alla crescita. Il governo ha fissato per 2019 un obiettivo di indebitamento netto a 2.4 netto. Tale valore consentirà la disattivazione dell’aumento IVA per il 2019 previsto a legislazione vigente. Per gli anni 2020-2021 l’obiettivo per il deficit è pari a 2.1% e 1.8% del PIL. Troverà spazio la riduzione degli aumenti IVA previsti a legislazione vigente. In termini strutturali, l’indebitamento netto si collocherà su 1.7% nel 2019.il saldo resterà stabile sia nel 2020 che nel 2021. In questo scenario, il raggiungimento dell’obiettivo di pareggio di bilancio sarà raggiunto gradualmente negli anni a venire. La ripresa del processo di aggiustamento potrà essere anticipata.
 Per la riduzione del debito pubblico, lo scenario programmatico traccia un percorso di significativa riduzione debito/PIL, che scenderà dal 131,2% del 2018 al 126,7% nel 2021: sarebbe la prima volta. Una riduzione ancora più accentuata sarà possibile se si raggiungerà la maggior crescita a cui punta il governo.
 È noto che la commissione europea ha espresso perplessità sulla nostra manovra, ma si apre adesso la fase del confronto costruttivo, che potrà valutare le ragioni della strategia; questo comporta la necessità di abbassare i toni. In questo confronto. Il Ministro ha concordato con il Presidente della Camera di abbassare i toni. Ha poi affermato che è intenzione del governo chiedere la flessibilità alla Commissione Europea per un piano di investimento straordinario di messa in sicurezza e manutenzione della rete infrastrutturale italiana, che con il crollo del Ponte Morandi a Genova ha tragicamente dimostrato che deve essere affrontata con urgenza.
 La strategia del governo per affrontare la politica economica e sociale poggia su quattro pilastri:
1. Investimenti pubblici;
2. Fisco;
3. Lotta alla povertà;
4. Pensioni.
 Il Ministro ha quindi descritto i singoli pilastri:
o Amento investimenti pubblici – ci si preoccuperà che le risorse siano spese efficacemente. Questo avrà un impatto anche su investimenti privati, che beneficeranno di incentivi dedicati. Nel sottolineare l’importanza di intervenire sugli investimenti, il Ministro ha affermato che nel 2018 questi sono stimati a ridursi a 33 miliardi. Nella consapevolezza che non è sufficiente stanziare fondi, il Governo intende adottare azioni ad ampio raggio a tutti i livelli delle amministrazioni pubbliche, società partecipate o concessionarie di contratti pubblici, attraverso un’attività diffusa di supporto a progetti e semplificazione amministrativa. Si punta ad agevolare il rapporto con i privati attraverso contratti pubblici. Riprendendo esperienze di altri Paesi, si creerà un centro di competenze operativo a livello nazionale, dedicato ad offrire ad amministrazioni centrali e locali assistenza tecnica, in modo tale da avere elevati standard di qualità per progetti e programmi di investimento. Ciò permetterà al contempo di creare capacità professionali interne alla PA. Tutte queste azioni consentiranno di rendere operative le risorse destinate nei prossimi anni dagli investimenti.
o Fisco – Si prevede una riduzione carico fiscale già dal 2019, evitando aumento imposte indirette. Sulle imposte dirette ci sarà una diminuzione del prelievo su autonomi, PMI e imprese che investiranno in macchinari e occupazione.
o Contrasto alla povertà – Sarà introdotto il reddito cittadinanza 2019 e si punterà al potenziamento centri per l’impiego. Questo è uno strumento che servirà per sostenere le categorie interessate dalla transizione tecnologica. Il reddito di cittadinanza è un investimento sulle componenti della società più vulnerabili e volto ad evitare sacche di povertà intollerabili per la settima potenza economica, perché tornino a partecipare al mercato lavoro. Lo scopo è garantire sia la mobilità del lavoro che un reddito a coloro che si trovano in difficoltà a causa di processi di innovazione. Intervenire con decisione su questo piano è necessario per evitare il rafforzarsi di sentimenti contrari a libero commercio e all’Europa. Non si può stare in mercati globali senza prevedere un rafforzamento delle reti di protezione per i più deboli.
o Pensioni – Si punta a governare le transizioni. La temporanea ridefinizione delle condizioni di pensionamento deve essere intesa come mezzo per affrontare le sfide economiche di oggi e di domani. È necessario un intervento sul sistema pensionistico per promuovere il rinnovo delle competenze professionali. Per consentire al mercato lavoro di stare al passo con processi tecnologici, è necessario dare spazio alle nuove generazioni.
 Scommettere sui cittadini è un modo nuovo e coraggioso per affrontare la situazione in Italia. L’obiettivo è la stabilità finanziaria e sociale, che sono collegate. Il governo con questa strategia vuol dire che la stabilità finanziaria non può essere raggiunta senza quella sociale. Si rivela necessario un ammodernamento della nostra struttura economica e produttiva.
 Il governo si impegnerà inoltre a promuovere liberalizzazione in settori caratterizzati da rendite monopolistiche e ostacoli alla concorrenza. La ricerca scientifica e tecnologica, la formazione del capitale umano, l’innovazione e le infrastrutture sono fondamentali.
 Il Ministro ha poi ricordato che le stime di finanza pubblica programmatiche sono ispirate ad un approccio prudenziale. Le previsioni possono essere ampiamente oltrepassate, perché le azioni già intraprese cominceranno a dispiegare effetti sul PIL già nel 2019, sia perché i recenti rendimenti sui titoli di stato non riflettono i dati fondamentali del Paese: si conta che una volta che il programma sarà approvato, si risolverà l’incertezza che ha gravato sul mercato dei titoli di Stato negli ultimi mesi. Così, le proiezioni potranno migliorare significativamente.