Ddl Lavoro autonomo: Audizione Sindacati, Confindustria e Anpal – 10 gennaio 2017

Si è tenuta il 10 gennaio presso la Commissione Lavoro, l’audizione di CGIL, CISL, UIL, UGL, CONFSAL, USB, CONFINDUSTRIA e ANPAL, nell’ambito dell’esame del Ddl Lavoro autonomo/Smart working (C.4135).

Analisi
• SINDACATI
Problematicità del settore – Il ddl le affronta in maniera condivisibile, soprattutto in tema di chiara definizione delle collaborazioni coordinate e continuative nonché di lavoro autonomo e lavoro agile, ma l’intervento normativo sembra essere lacunoso su alcuni aspetti.
Diritti e tutele lavoro autonomo – Seppur apprezzabile l’estensione di questi, crediamo debba essere ipotizzabile la costruzione e costituzione di un fondo di natura mutualistico-assicurativa alimentato da un contributo obbligatorio a carico principalmente del committente la prestazione.
Lavoro agile – Le norme contenute nel disegno di legge si rivolgono prevalentemente alle imprese e mancano riferimenti alla contrattazione collettiva. Il timore, fra gli altri, è che qualche azienda possa penalizzare le persone con disabilità, collocandoli, a prescindere da una espressa volontà, in modalità agile.
Elementi da recuperare o rafforzare – Manca l’istituzione di un tavolo tecnico con le parti sociali sul lavoro autonomo; sulla salute e la sicurezza degli autonomi; l’obbligo della protezione dei dati, di custodia e riservatezza in capo al datore del lavoro che impiega lavoratori in modalità agile; il richiamo alla contrattazione collettiva attraverso la quale è possibile introdurre ulteriori agevolazioni per i lavoratori in modalità agile.

• CONFINDUSTRIA
Tema delle professioni – Escluderlo dall’ambito di applicazione del ddl, per trattarle nel contesto di una riforma organica ad hoc. L’applicazione del ddl al lavoro autonomo non imprenditoriale e agli esercenti una professione intellettuale rileva una contraddizione: se da un lato il ddl equipara, a certi effetti, i professionisti alle imprese, dall’altro, il provvedimento prefigura un ampliamento delle funzioni sussidiarie loro attribuite, anche in veste sostitutiva della Pubblica amministrazione.
Professionisti ed imprese – Il provvedimento sembra proseguire il percorso di equiparazione tra i due già intrapreso in modo disomogeneo nel nostro ordinamento: si promuove la partecipazione dei lavoratori autonomi e dei professionisti ad appalti pubblici e bandi e, a tal fine, si estende loro la possibilità di costituire reti di impresa, consorzi stabili e associazioni temporanee.
Regime contrattuale – Si propone di assoggettare imprenditore e lavoratore autonomo allo stesso regime contrattuale, eliminando dal ddl le previsioni speciali. La previsione di un regime di favore per il lavoratore autonomo, infatti, avvicina quest’ultimo alla figura del consumatore, peraltro con l’anomalia di riservargli un trattamento di maggiore riguardo. Il rischio è di creare un ingiustificato squilibrio tra la tenuta dei contratti stipulati dai lavoratori autonomi e quella dei contratti stipulati dagli imprenditori (anche con i consumatori), in contrasto con la linea fissata dal ddl.

• ANPAL
Attuali lacune dell’ordinamento – Il ddl Autonomi è un atto di estrema importanza che colma alcune lacune dell’ordinamento sia sotto il profilo del lavoro autonomo che subordinato con modalità diverse da quelle ordinarie, e rappresenta un completamento delle riforme sul lavoro, come il Jobs act.
Protezione assistenziale – Il venire meno della Dis-coll (una prestazione di disoccupazione mensile in favore dei collaboratori coordinati e continuativi) pone un problema della tutela del reddito e quindi sarà il caso di dotare anche il lavoro autonomo di un’adeguata protezione assistenziale.
Sportello per il lavoro autonomo nei centri per l’impiego – Certamente è una misura innovativa che chiede un adeguato supporto anche in termini di costo. Nella relazione tecnica sul ddl è stata individuato un finanziamento e una stima dei costi aggiuntivi rispetto alle nuove incombenze sui centri dell’impiego in particolare. Per i privati che vorranno entrare in questa attività ci sarà il mercato ed è auspicabile che le associazioni maggiormente rappresentative si facciano promotori di interventi in questo senso.