Ddl Lavoro autonomo: Audizione Acta, Alta Partecipazione, Confassociazioni e Confprofessioni – 11 gennaio 2017

Si è tenuta  presso la Comm. Lavoro, l’audizione di Acta, Alta Partecipazione, Confassociazioni e Confprofessioni, nell’ambito dell’esame del ddl Lavoro autonomo/smart working (C.4135).

Analisi
Di seguito i principali punti emersi durante le audizioni:
• Acta
Rapida conclusione iter legislativo – Necessario dare una veloce conclusione all’iter legislativo del ddl.
Voucher – Contrari all’introduzione di misure relative ad importanti criticità del mercato del lavoro, quali i voucher, che non attengono al lavoro autonomo professionale.
Accesso alla protezione in caso di malattia – Nonostante il generale apprezzamento del provvedimento, è necessario ampliare tale accesso. In particolare, si chiede di eliminare l’esclusione dall’indennità di coloro che hanno un reddito superiore al 70% del massimale su cui versano i contributi, con riferimento al reddito e al massimale dell’anno precedente, e di permettere l’indennità a coloro che nell’anno precedente hanno versato meno di tre mesi, se hanno versato più di tre mesi nell’anno in corso o in quello precedente il computo o se hanno almeno 5 anni di contribuzione alla gestione separata.
Maternità – Richiesti alcuni correttivi alle norme relative a questo tema, anche per garantire un minimo dignitoso nelle situazioni in cui la professionista abbia avuto un reddito molto basso.

• Alta Partecipazione
Soddisfazione generale – Espressa soddisfazione sul ddl, che guarda al mondo delle professioni in maniera organica e affronta questioni che le Associazioni dei lavoratori autonomi pongono da tempo all’attenzione del Legislatore. Tuttavia restano aperte alcune rilevanti questioni.
Approvazione ddl – Auspicato sforzo per garantire l’approvazione del ddl prima del termine della legislatura.
Trasferimento atti pubblici a professioni ordinistiche – Timore che questo si traduca in un’aggiunta di responsabilità a carico dei professionisti senza un adeguato riconoscimento del lavoro prestato. Opportuno specificare i criteri per definire il valore economico delle varie prestazioni richieste, scongiurando una concorrenza al ribasso.
Congedi parentali volontari – Richiesta possibilità che entrambi i genitori possano fruirne, quando entrambi siano iscritti alla gestione separata Inps.
Indennità di malattia – Ampliare la definizione di “malattia grave” e eliminare alcuni vincoli di accesso alla relativa indennità (accesso consentito anche a coloro che hanno un reddito maggiore al 70% del massimale su cui si versano i contributi e a coloro che nel corso dell’anno precedente hanno versato meno di tre mesi, se hanno versato più di tre mesi nell’anno in corso o in quello precedente il computo o se hanno almeno 5 anni di contribuzione alla gestione separata). Inoltre, incrementare il valore dell’indennità e la copertura dei periodi di malattia.
Assistenza sanitaria integrativa – favorirne lo sviluppo tramite l’istituzione di una soglia di deducibilità dei contributi versati a società di mutuo soccorso o enti bilaterali per servizi di sanità integrativa e antinfortunistica.
Accesso ai fondi strutturali europei per i professionisti – Di grande rilevanza. Per quanto riguarda l’utilizzo del contratto di rete, andrebbe ampliata l’adesione dei professionisti quale possibile strumento di svolgimento di attività economiche diverse.
Indennità di maternità – Utilizzare le modalità previste per le altre libere professioniste nelle forme previste dal Testo Unico sulla Maternità.

• Confprofessioni
Approvazione ddl – Auspicato il massimo sforzo per approvazione del ddl entro il termine della legislatura.
Aspettative positive – Permangono alcune lacune sul testo, ma i liberi professionisti e lavoratori Autonomi guardano a questa legge con grandi aspettative.
Clausole abusive – Alcune disposizioni sul tema rischiano di ingessare eccessivamente la libertà delle parti e sfavorire il ricorso a collaborazioni orizzontali tra professionisti. Per questo si auspica che si possa giungere a una migliore definizione di alcuni concetti, come quello di continuità del rapporto.
Professioni ordinistiche e attività della Pa – Espressa soddisfazione in merito alla possibilità per queste professioni di svolgere funzioni proprie della Pa. Per questo si auspica che la delega sia ancora più larga, tanto da comprendere anche l’avvio di attività di impresa e delle certificazioni e adempimenti delle imprese. Il trasferimento ai liberi professionisti di attività attualmente svolte dalla Pubblica amministrazione non deve tradursi in un aggravio di adempimenti, oneri e responsabilità a carico dei professionisti, senza un’adeguata contropartita economica.
Assistenza sanitaria integrativa – Valutare l’opportunità di contribuire allo sviluppo di forme di assistenza sanitaria integrativa attraverso la bilateralità contrattuale e altre forme mutualistiche, mediante l’utilizzo di polizze collettive. Inoltre, si ravvisa l’opportunità di introdurre una soglia di deducibilità, anche modesta, che consenta ai professionisti e ai lavoratori autonomi di beneficiare delle prestazioni erogate attraverso la bilateralità del settore senza subire penalizzazioni rispetto a coloro che, in quanto datori di lavoro, possono goderne.

• Confassociazioni
Trasferimento funzioni della Pa alle professioni ordinistiche – No a questa possibilità. La norma servirebbe a “salvare” quelle professioni ordinistiche che dovrebbero essere falcidiate nel 2018 dall’applicazione del cosiddetto esercizio di trasparenza. Questo punta a valutare l’effettiva necessità di una regolamentazione restrittiva nel nostro sistema professionale rispetto a quella di mercato. Lo scopo reale della devoluzione di funzioni pubblicistiche è rimpinguare sul piano pubblicistico le funzioni di certe professioni per resistere all’impatto di tali attività ed evitare le possibili conseguenze in termini di privilegi e risorse.
Fascicolo del fabbricato – Contrarietà alla sua istituzione, in quanto non risulta essere uno strumento idoneo a prevenire il rischio sismico. Il rischio è che lo strumento possa costituire una nuova tassa occulta. Per quanto riguarda gli edifici in condominio si può considerare il Documento di valutazione dei rischi.