DDL Contrasto povertà: avviato esame in Commissione Lavoro – 2 marzo 2016

 La Commissione Lavoro ha avviato l’esame del DDL“Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali (AC. 3594). Cesare DAMIANO ha preannunciato lo svolgimento di un breve ciclo di audizioni preliminari.

Analisi

Ileana Cathia PIAZZONI (PD), relatrice per la XII Commissione, ha illustrato il provvedimento per le parti di competenza. Ha evidenziato che il sistema di welfare italiano risulta caratterizzato da strumenti di protezione del reddito di specifiche fasce di cittadini deboli, la cui rispondenza ai bisogni emergenti sfugge da troppo tempo a verifica, così come la reale efficacia di questi interventi categoriali sui bisogni coperti. L’area delle politiche socio-assistenziali, in estrema sintesi, necessita da molti anni di un intervento riformatore orientato a garantire maggiore efficacia ed efficienza. L’obiettivo del provvedimento in esame è, dunque, quello di ampliare le protezioni fornite dal sistema delle politiche sociali per renderlo più adeguato ai bisogni emergenti e più equo e omogeneo nell’accesso alle prestazioni, secondo i princìpi dell’universalismo selettivo.

Il ddl si compone di un unico articolo, suddiviso in nove commi:

  •  il comma 1 evidenzia le seguenti finalità dell’intervento di delega: ampliare le protezioni fornite dal sistema delle politiche sociali per renderlo più adeguato rispetto ai bisogni emergenti e più equo e omogeneo nell’accesso alle prestazioni, secondo i princìpi dell’universalismo selettivo. A tal fine, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, uno o più decreti legislativi recanti: a) l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà, individuata come livello essenziale delle prestazioni da garantire in tutto il territorio nazionale; b) la razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi, inclusi gli interventi rivolti a beneficiari residenti all’estero sentito il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, fatta eccezione per le prestazioni legate alla condizione di disabilità e di invalidità del beneficiario (una precisazione importante rispetto al dettato normativo di cui all’articolo 1, comma 388 della legge di stabilità 2016); c) il riordino della normativa in materia di sistema degli interventi e dei servizi sociali.
  • Al comma 2, si specificano i princìpi e criteri direttivi per l’esercizio della delega in materia di contrasto della povertà. In particolare, alla lettera a) si stabilisce il principio di affidare la funzione del contrasto della povertà a un’unica misura di carattere nazionale, individuata come livello essenziale delle prestazioni e, pertanto, rientrante nelle materie che l’articolo 117 della Costituzione riserva alla competenza esclusiva dello Stato, basata sul principio dell’inclusione attiva, che viene attuato prevedendo per i beneficiari la predisposizione di un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa sostenuto dall’offerta di servizi alla persona.
  • Al comma 3 dell’articolo unico del provvedimento in esame si specificano i princìpi e criteri direttivi per l’esercizio della delega in materia di razionalizzazione dei trattamenti, ispirata al superamento di differenze categoriali. In particolare, la lettera a) prevede la razionalizzazione delle prestazioni sottoposte alla prova dei mezzi, compresi gli interventi rivolti a beneficiari residenti all’estero, fatta eccezione per le prestazioni legate alla condizione di disabilità e di invalidità del beneficiario, superando differenze categoriali e introducendo in via generale princìpi di universalismo selettivo nell’accesso, secondo criteri unificati di valutazione della condizione economica in base all’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Il testo del disegno di legge, all’articolo 1, comma 1, lettera b), fa riferimento a prestazioni di natura assistenziale nonché ad altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte a prova dei mezzi. Nell’analisi tecnico-normativa, vengono poi citate alcune prestazioni sottoposte a una prova dei mezzi diversa dall’indicatore ISEE, tra cui la pensione di reversibilità. Si prevede inoltre, alle lettere b) e c) del comma 3, che i requisiti previsti in esito alla razionalizzazione verranno applicati a coloro che richiedono le prestazioni dopo la data di entrata in vigore dei decreti legislativi che li disciplineranno e che gli eventuali risparmi derivanti dalla razionalizzazione delle prestazioni, incrementeranno il citato Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
  •  Al successivo comma 4, si specificano i seguenti princìpi e criteri direttivi per l’esercizio della delega in materia di sistema integrato di interventi e servizi sociali, anche con riferimento all’attuazione del provvedimento su tutto il territorio, con le competenze affidate agli enti locali.
  •  Il comma 5 stabilisce le modalità con cui devono essere adottati i decreti legislativi: gli schemi dei decreti legislativi, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica per i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.
  • Il comma 6 stabilisce che all’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà, individuata come livello essenziale delle prestazioni, da garantire in tutto il territorio nazionale, di cui al comma 1, lettera a), si provvede nei limiti delle risorse del Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, istituito dal comma 386 della legge di stabilità 2016, nel quale confluiscono, dal 2017, 1.000 milioni di euro stanziati annualmente, ai sensi del comma 388 della legge di stabilità 2016; le ulteriori risorse stanziate per gli ammortizzatori sociali, nella misura di 30 milioni di euro per il 2017 e di 54 milioni di euro annui a decorrere dal 2018, di cui al comma 389 della stabilità 2016; eventuali economie per la finanza pubblica derivanti dalla razionalizzazione delle prestazioni assistenziali e previdenziali di cui al comma 3, lettera c), del provvedimento in esame.
  • Il comma 7 prevede che, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dell’ultimo dei decreti legislativi, il Governo può adottare, con la procedura di cui al comma 5, disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi medesimi, tenuto conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse.
  •  Il comma 8 reca, infine, una clausola di salvaguardia, facendo salve le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.

Anna GIACOBBE (PD), relatrice per la XI Commissione, ha rilevato che un primo ordine di questioni attinenti alle materie di competenza della XI Commissione è riferibile alla definizione delle prestazioni di natura assistenziale e delle altre prestazioni, anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi, da razionalizzare ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera b), del provvedimento. A questo proposito, infatti, nel quadro della definizione dei contenuti della nuova misura nazionale di contrasto alla povertà, può essere utile acquisire indicazioni in ordine alle misure da razionalizzare. Il testo del provvedimento, infatti, non fornisce indicazioni espresse circa le prestazioni oggetto di razionalizzazione, mentre l’analisi dell’impatto sulla regolamentazione allegata al disegno di legge fa riferimento all’assegno sociale, alla pensione di reversibilità, all’integrazione al minimo, alla maggiorazione sociale del minimo, all’assegno per il nucleo con tre o più figli minori. Nell’AIR si evidenzia che tutte queste prestazioni, pur essendo tutte soggette alla prova dei mezzi, non utilizzano le stesse modalità e i medesimi indicatori di verifica della condizione economica: in alcuni casi la prova dei mezzi viene effettuata prendendo a riferimento il singolo individuo, in altri tenendo presenti eventuali coniugi e in altri ancora l’intero nucleo familiare. Si rileva, inoltre, che gli indicatori utilizzati differiscono con riferimento alla valorizzazione o meno del patrimonio. Si osserva quindi che dalla frammentazione e dalle settorialità delle misure previste possono conseguire sia la sovrapposizione di più interventi rivolti a una medesima platea, sia l’assenza di copertura per particolari tipologie. Tali considerazioni coincidono parzialmente con le osservazioni contenute nel rapporto conclusivo del Gruppo di lavoro sul reddito minimo, istituito con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 13 giugno 2013, dal titolo «Verso la costruzione di un istituto nazionale di contrasto alla povertà», specificamente richiamato nell’AIR.

Sarà utile svolgere un’attenta valutazione degli interventi che si intende realizzare in sede di attuazione della delega al fine di procedere all’eliminazione di possibili sovrapposizioni e di realizzare un riequilibrio delle prestazioni a favore dei soggetti economicamente più fragili, che in ogni caso dovrà applicarsi esclusivamente ai trattamenti richiesti dopo l’entrata in vigore della riforma. Con specifico riferimento alle pensioni di reversibilità, si può prendere atto con soddisfazione delle rassicurazioni fornite da diversi esponenti del Governo e, in primo luogo, dal Presidente del Consiglio, che – a fronte delle preoccupazioni espresse al riguardo – ha escluso l’intenzione di un intervento sulla materia nell’ambito del provvedimento in esame.

Ha osservato infine che, anche alla luce dell’ampiezza delle materie oggetto della delega e della pluralità di soluzioni elaborabili, va opportunamente valorizzata, anche in termini procedurali, la fase di esame degli schemi di decreto legislativo da parte delle Commissioni parlamentari competenti, al fine di consentire loro di contribuire anche alla stesura definitiva dei provvedimenti.

L’esame è stato quindi rinviato.