Cuzzilla partecipa a Convegno sui costi sanitari dell’incidentalità stradale

Quanta responsabilità collettiva esiste dietro un incidente stradale? Quanti danni economici e umani produce? E, soprattutto, qual è il suo costo sociale? Nell’ambito del ciclo di “incontri nel Salone dei Piceni”, lo scorso 23 marzo si è svolto un seminario sul tema “LA SOCIETÀ IN MOVIMENTO: LA STRADA E IL RUOLO DELL’EDUCAZIONE”, organizzato con l’obiettivo di incrementare la consapevolezza sui rischi connessi alla mobilità.

L’incontro, promosso dalla Fondazione Ut vitam habeant, si è aperto con i saluti del Cardinale Elio Sgreccia, presidente della Fondazione, e ha visto la partecipazione di Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager, dell’Ingegnere Pasquale Cialdini, Amministrazione unico Roma Metropolitane e già direttore di Sicurezza delle infrastrutture del MIT, e dell’Ing. Angelo Sticchi Damiani, Presidente della Fondazione ACI – Automobile Club d’Italia. I lavori sono stati coordinati dall’Ing. Adriana Elena, esperta di sicurezza stradale.

Il presidente Cuzzilla, al quale è stato chiesto di tenere una relazione sul tema “conseguenze sanitarie e costi sociali dell’incidentalità stradale”, ha così dichiarato: «L’incidentalità stradale ha un peso elevatissimo sia sul sistema sanitario sia sull’economia familiare. I danni sono almeno di 3 ordini: ci sono danni economici, vale a dire su materiali, traffico e inquinamento, attività amministrative connesse all’incidente, mancanza di produttività di feriti e morti. Poi ci sono danni sociali, derivanti da stress di natura psicologica conseguenti al traffico, shock causati da incidenti, e via dicendo. Infine, c’è il danno sul valore stesso della vita umana, con i costi non monetizzabili del dolore».

Come rappresentante della categoria manageriale, inoltre, Cuzzilla ha sottolineato come molti rischi siano connessi alla mancata manutenzione delle reti stradali. «Sappiamo che dallo stato pregiudicato delle nostre infrastrutture dipende circa il 20% degli incidenti», ha affermato Cuzzilla. «Proprio alla luce di questa arretratezza, ritengo che bisogna riorientare le scelte nazionale e locali sulla mobilità indirizzando al meglio le risorse disponibili, ma anche – sostengo io – c’è l’esigenza di individuare il management cui rimettere le priorità e le scelte attuative».

A tal proposito, Cuzzilla ha rivolto un appello «alla migliore governance pubblica per veder riconosciuto il ruolo del management che, soprattutto nel settore delle infrastrutture e trasporti, costituisce un patrimonio di conoscenze e professionalità riconosciuto in tutto il mondo».