Convegno sull’export valdostano negli USA

L’America? Resta sempre il mitico orizzonte che sancisce quel successo e quella garanzia di crescita che ogni azienda italiana sogna. Ma arrivarci e soprattutto starci ha regole scritte (e non) dalle quali la mentalità del Belpaese rimane per ora abbastanza lontana. Per parlarne a imprenditori e manager valdostani, Federmanager nazionale e Federmanager Valle d’Aosta (legati da una recente convenzione con la Regione) hanno organizzato un convegno, il 24 luglio scorso alla Pépinière d’entreprise di Aosta, dal titolo «Dalle Alpi alle Montagne Rocciose – Nuovi panorami di internazionalizzazione per l’economia della Valle».

È emersa la necessità di una trasformazione di fondo, «quanti sono disposti a fare un salto strategico in una direzione dove la parola chiave è il binomio ricerca e sviluppo? Per la Regione Valle d’Aosta, come per le altre, si tratta di aderire al concetto di “capitale paziente”, ossia investire nella direzione del coraggio, ma avendo pazienza e una visione a lungo termine» dice Federico Mioni, direttore di Federmanager Academy.

«La tecnologia applicata anche ai settori più tradizionali può fare la differenza» sottolinea Fabio Sgaragli, head of innovation della fondazione Brodolini, il nuovo ente gestore della Pépinière. Da Charles Bernardini, avvocato già presidente della Camera di commercio italiana di Chicago arriva un deciso «non si vende negli States presentandosi come italiano». Anche se secondo le statistiche più recenti il 90 per cento degli americani aumenterebbe il proprio consumo di prodotti made in Italy, il cliente americano vuole comprare americano per questioni di sicurezza e garanzia e questo si traduce per le aziende italiane e valdostane nella necessità di presentarsi con una filiale americana».

Alessandro Albicini, dell’omonimo studio legale di Bologna che si occupa di problematiche contrattuali e legali per le imprese italiane operanti con gli Usa, indica qualche aspetto base: «Bisogna attrezzarsi avendo ben visibile sul proprio sito un documento di condizioni generali di vendita, indispensabile, poi dedicare tempo e pazienza per fare la ricerca di un giusto distributore o agente oltreoceano. Saranno questi intermediari a gestire gli aspetti della normativa, per esempio quella stringente dell’agroalimentare, che vi interessa».

Roberto Bertone porta la testimonianza della Thermoplay di Pont-St-Martin, azienda da 200 dipendenti che produce stampi. Dal 2015 l’azienda è in mano a una multinazionale americana: «Esportiamo il 70 per cento all’estero – dice – ma solo da poco sul mercato Usa che è difficile e pressante. La nostra esperienza? Non aver fretta e costruire bene le basi».