Convegno Federmanager “Pensioni: cantiere aperto per recuperare equità”, Bologna, 11 marzo 2016

Con un buco nel bilancio pubblico di 130 miliardi di euro ogni anno dovuto alla evasione fiscale, altri 60 miliardi annui persi in sprechi e inefficienze, e 8,5 milioni di pensionati che percepiscono prestazioni pensionistiche totalmente o parzialmente a carico della fiscalità generale per una spesa complessiva di oltre 43 miliardi di euro l’anno, la priorità è intervenire su fisco e fare chiarezza sui numeri dell’Inps.

Questo il punto di vista di Federmanager che, nell’ambito del convegno organizzato sul tema “Pensioni: cantiere aperto per recuperare equità”, ha approvato una mozione specifica sulla previdenza con l’obiettivo di assicurare «un futuro pensionistico sereno per i giovani e un presente tutelato per i pensionati».

Il convegno è seguito ai lavori della Consulta nazionale Seniores che Federmanager ha promosso, in collaborazione con il Comitato di Coordinamento dei Gruppi Pensionati, a Bologna, venerdì 11 marzo 2016.

La manifestazione è stata aperta dal Presidente Federale, Stefano Cuzzilla, e del Presidente Cida, Giorgio Ambrogioni, cui sono seguiti gli interventi del Direttore Generale Federmanager, Mario Cardoni, e del Presidente Comitato Nazionale di Coordinamento del Gruppo, Mino Schianchi.

Alla Tavola rotonda che ne è seguita hanno partecipato: Pier Paolo Baretta, Sottosegretario all’Economia e Finanze; Giampaolo Galli, Commissione Bilancio Camera dei Deputati; Antonietta Mundo, Attuario, già Coordinatore Generale Statistico Attuariale dell’INPS ed esperta del Corriere della Sera; Furio Pasqualucci, Procuratore Generale Emerito della Corte dei Conti; Gianfranco Polillo, Economista, già Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze del Governo Monti e Mario Cardoni, Direttore Generale Federmanager.

«Non servono altre riforme di sistema, il perenne “cantiere aperto” sulle pensioni nuoce a tutti», ha dichiarato Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager. «Abbiamo bisogno di una vera riforma fiscale che riduca drasticamente la piaga sociale dell’evasione, di certezza sulle regole che impattano sulla vita e sulle aspettative delle persone a prescindere dall’età anagrafica, e di una seria politica industriale per favorire occupazione e crescita».

Il Sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, spiegando la proposta di legge n. 857 di cui è firmatario, ha chiarito: «Non si tratta di modificare la Legge Fornero che garantisce la sostenibilità dei conti pubblici. È necessario, invece, consentire una flessibilità in uscita per favorire il ricambio generazionale e al tempo stesso garantire ai pensionati una tranquillità di vita».

«Siamo favorevoli ad aggiustamenti che nel segno della flessibilità offrono una risposta a esigenze reali», ha aggiunto Cuzzilla, «ma saremo fermi nel contrastare qualsiasi penalizzazione sui “soli noti”. Come cittadini contribuenti – ha avvertito – rifiutiamo di essere considerati “una casta” e sottolineiamo che la solidarietà sociale, di cui siamo i primi sostenitori, deve essere realizzata attraverso la fiscalità generale».

Secondo l’On. Giampaolo Galli, Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, «per la categoria dei manager non si può parlare di pensioni d’oro, ma di pensioni guadagnate da persone che hanno lavorato una vita e hanno versato tasse e contributi sulla base di leggi della Repubblica italiana. Al di là della retorica – ha spiegato l’Onorevole – siamo di fronte a un meccanismo di invidia sociale che è connesso con la profonda crisi economica che abbiamo vissuto ma che resta profondamente sbagliato e che dobbiamo sapere gestire con intelligenza politica».