Convegno Federmanager Matera sul ruolo del management per lo sviluppo delle imprese

Sabato 18 giugno si è svolta a Matera la prima Assemblea pubblica di Federmanager Basilicata, l’Associazione territoriale lucana dei manager, con sede a Matera e rappresentanze in tutte le aree della Regione, che aderisce a Federmanager nazionale, l’Associazione che da 70 anni rappresenta i manager, dirigenti e quadri, delle aziende private, curandone la rappresentanza in materia contrattuale, istituzionale, sociale, professionale e culturale.
Alla presenza di una folta platea di manager soci e di numerosi rappresentanti del mondo economico e produttivo del territorio e di illustri ospiti, tra i quali il parlamentare lucano Cosimo Latronico, il Consigliere regionale Nicola
Benedetto, il componente della Giunta nazionale di Federmanager, Armando Indennimeo, il Presidente di Federmanager Puglia, Enzo Marucci,il consigliere di Federmanager Calabria, Mario Alvaro, ha aperto i lavori assembleari il Presidente di Federmanager Basilicata, Giuseppe Dantona, che ha richiamato i valori dell’Associazione di rappresentanza sindacale, quale soggetto che promuove da tempo il protagonismo del patrimonio costituito dai manager di impresa, sostenendo la diffusione della cultura del merito, la divulgazione e l’integrazione delle buone pratiche sviluppate sui territori, attraverso il coinvolgimento delle componenti «vive» e produttive della società, nell’ottica del perseguimento del benessere sostenibile, della coesione sociale, della valorizzazione del patrimonio di idee e capacità di saper fare.
Con la relazione introduttiva, il Vicepresidente di Federmanager Basilicata, Franco Dell’Acqua, ha descritto i nuovi scenari competitivi, caratterizzati dal riposizionamento del sistema produttivo e da una contestuale trasformazione
delle strutture sociali, entrambe determinate dall’affermazione delle nuove tecnologie digitali, che, secondo alcuni economisti, hanno già portato il sistema economico mondiale nella “Quarta rivoluzione industriale”, caratterizzata dalla
velocità delle innovazioni dei sistemi digitali, dalla loro fruibilità su larga scala e dalla forte incidenza che stanno determinando non solo sulla organizzazione dei processi economici e produttivi, ma anche e soprattutto sulla vita quotidiana di centinaia di milioni di persone, in tutto il mondo.
Sui temi della relazione introduttiva si è sviluppata la tavola rotonda, condotta dal Direttore RAI Basilicata, Fausto Taverniti, alla quale hanno partecipato il Presidente nazionale CIDA, Giorgi Ambrogioni, il Direttore generale
Federmanager nazionale, Mario Cardoni, il Vicepresidente nazionale di Confartigianato, Rosa Gentile, e l’Amministratore Unico di Sviluppo Basilicata, Giampiero Maruggi, che hanno focalizzato i diversi interventi su cosa significa “investire in innovazione” nell’era del digitale e di “Industry 4.0”; verso quali prospettive vanno indirizzati gli investimenti in ricerca applicata ed innovazione e come vanno sostenuti; come orientare e sostenere gli investimenti delle
imprese, in particolare delle Piccole e Medie Imprese, verso l’innovazione organizzativa e la crescita dimensionale, quale fattore di successo per stare sul mercato globale; quale ruolo è chiamato a rivestire il management d’impresa nei
nuovi scenari competitivi.
Dal dibattito è emerso che il sistema produttivo ed economico mondiale è effettivamente di fronte ad una vera svolta epocale, che è destinata a stravolgere completamente i processi industriali ed i modelli organizzativi, così
come è accaduto con l’avvento delle macchine a vapore, nella seconda metà del XVIII secolo, dell’energia elettrica e del petrolio, nella seconda metà del XIX, l’elettronica e l’informatica, nella seconda metà del XX secolo, perché la
commistione di tecnologie ICT sta annullando i confini tra il mondo fisico-biologico e quello digitale ed è destinata a rivoluzionare completamente non solo il modo di produrre, ma anche le modalità di accesso al mercato delle merci e dei
servizi.
In Italia si è avviata, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la discussione sul tema della rivoluzione digitale e del dimensionamento aziendale, come fattori di crescita competitiva, con i programmi “Industria 4.0” ed “Alti
potenziali” e tuttavia in diversi interventi dei relatori non si è mancato di sottolineare come il fattore “tempo” sia una variabile strategica per il successo di qualunque iniziativa di investimento in innovazione: si deve investire oggi per
essere pronti al prossimo futuro; perciò i programmi sui quali si sta discutendo si devono presto tradurre in strumenti di sostegno agli investimenti, perché l’industria del futuro prossimo richiede, sin da oggi, tecnologie e dimensioni
adeguate ai nuovi scenari competitivi. Ed allo stesso modo si è auspicata una decisiva accelerazione nella discussione sulla programmazione regionale in materia di fondi comunitari.
Ma la vera novità emersa dal dibattito e che oggi il modello organizzativo di impresa, dove l’ “uomo solo al comando” determina tutte le scelte non regge più.
Gli scenari sono decisamente ed irreversibilmente mutati e ciò che conta maggiormente è saper innovare, lavorando in squadra, valorizzando le risorse umane che costituiscono il primo ed il più importante “capitale” aziendale.
La leadership dell’imprenditore resta un valore irrinunciabile per garantire il rispetto della vision e della mission aziendali, per fare di una azienda una “impresa di successo”, ma è necessario che l’imprenditore sappia ben
organizzare un sistema di deleghe funzionali all’interno della organizzazione d’impresa, affidando al management le necessarie leve di governo, perché per competere su un mercato globale è necessaria una maggiore professionalizzazione manageriale delle aziende, soprattutto delle piccole e medie imprese, e servono una serie di competenze e caratteristiche che difficilmente si trovano in una sola persona.
Un manager può aiutare l’azienda a fare un salto di qualità dimensionale e culturale ma, a sua volta, è necessario che il management a disposizione sul mercato sia competente e preparato e risulti accessibile sul piano finanziario,
soprattutto per le imprese di piccole dimensioni. In tal senso, Federmanager ha già avviato un concreto progetto di certificazione delle competenza nelle aree del temporary management, del management di reti di imprese, dell’export
management e dell’innovation management ma è indubbio che bisogna fare molto di più. Per questo, è stato auspicato che le programmazioni in corso, tanto a livello nazionale che regionale, possano garantire presto la fruibilità di concrete
forme di sostegno al management di impresa, per far fronte ai tempi che stiamo vivendo e per prepararsi alle sfide di un domani che è già oggi.