Consiglio dei Ministri n. 62 del 18 dicembre 2017

Il Consiglio dei Ministri si è riunito lunedì 18 dicembre 2017, alle ore 17.22 a Palazzo Chigi, sotto la Presidenza del Presidente Paolo Gentiloni. Segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi.
Analisi
Di seguito i punti all’ordine del giorno esaminati:

TUTELA CONSOLARE DEI CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA
Attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015 sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei Paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che, in attuazione della legge di delegazione europea 2015 (legge 12 agosto 2016, n. 170), recepisce la direttiva europea sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei Paesi terzi (direttiva (UE) 2015/637).
In particolare, il decreto introduce, fra le funzioni fondamentali dell’ufficio consolare, la tutela dei cittadini europei e dei loro familiari anche se non cittadini dell’Unione europea, nel rispetto delle disposizioni internazionali, europee e nazionali e attraverso la cooperazione, lo scambio di informazioni e altre forme di coordinamento con la delegazione dell’Unione europea e con le rappresentanze diplomatiche e consolari degli altri Stati membri dell’Unione.
Inoltre, il testo definisce il concetto di “cittadino europeo non rappresentato”; stabilisce le condizioni alle quali l’ufficio consolare fornisce tutela ai cittadini europei non rappresentati e ai loro familiari, le modalità per dimostrare lo status di cittadino europeo e di familiare e le verifiche che l’autorità consolare può fare per comprovare il possesso di tale status; prevede il trasferimento delle domande di tutela allo Stato di cittadinanza e contiene un elenco non esaustivo delle situazioni in cui si può chiedere tutela consolare.
Infine, il decreto disciplina la pianificazione di emergenza locale e la cooperazione al verificarsi di una situazione di crisi, finalizzata a garantire un’assistenza efficace dei cittadini italiani e di quelli europei non rappresentati.
Sul testo sono stati acquisiti i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti.

PROTEZIONE INTERNAZIONALE DEI CITTADINI EXTRA-UE
Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, di attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale nonché della direttiva 2013/32/UE recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’interno Marco Minniti, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, con cui è stata recepita la normativa comunitaria sul riconoscimento e la revoca dello status di protezione internazionale e sull’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.
Il provvedimento interviene su alcuni aspetti della disciplina della protezione internazionale che richiedono un intervento correttivo anche per la necessità di armonizzare tale legislazione con successivi interventi normativi. Si prevede, tra l’altro, l’assegnazione alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale del personale specializzato assunto in base al decreto legge 17 febbraio 2017, n. 13, che ha introdotto disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale.
Inoltre, si razionalizza il quadro delle disposizioni applicabili in materia di minori stranieri non accompagnati, attribuendo, tra l’altro, al Tribunale per i minorenni, anziché al giudice tutelare, il potere di nominare il tutore del minore non accompagnato, ciò al fine di evitare l’avvio di un doppio procedimento presso due distinti uffici giudiziari, ossia quello del giudice minorile e quello del giudice tutelare, che costituisce un’inutile complicazione procedimentale.
Il testo tiene conto delle raccomandazioni formulate dalla Conferenza unificata e delle osservazioni delle competenti Commissioni parlamentari, ognuna delle quali ha espresso il proprio parere favorevole.

INTERCETTAZIONE DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI
Disposizioni in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni, in attuazione della delega di cui all’articolo l, commi 82, 83 e 84, lettere a), b), c), d) ed e), della legge 23 giugno 2017, n. 103 (decreto legislativo – secondo esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in secondo esame preliminare, un decreto legislativo che introduce disposizioni in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni, confermando il ruolo delle intercettazioni come fondamentale strumento di indagine e creando un giusto equilibrio tra la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione e il diritto all’informazione.
Il decreto, nell’attuare una revisione della disciplina delle intercettazioni volta a rendere maggiormente equilibrata la salvaguardia fra interessi parimenti meritevoli di tutela a livello costituzionale, introduce disposizioni volte a incidere sull’utilizzazione, a fini cautelari, dei risultati delle intercettazioni, nonché a disciplinare il procedimento di selezione delle comunicazioni intercettate, secondo una precisa scansione temporale. La finalità è quella di escludere, in tempi ragionevolmente certi e prossimi alla conclusione delle indagini, ogni riferimento a persone solo occasionalmente coinvolte dall’attività di ascolto e di espungere il materiale documentale, ivi compreso quello registrato, non rilevante a fini di giustizia, nella prospettiva d’impedire l’indebita divulgazione di fatti e riferimenti a persone estranee all’oggetto dell’attività investigativa.
Tra le misure principali, il testo prevede:
-l’introduzione nel Codice penale del delitto di “diffusione di riprese e registrazioni di comunicazioni fraudolente”. La norma punisce con la reclusione fino a quattro anni chiunque, al fine di recare danno all’altrui reputazione o immagine, diffonde con qualsiasi mezzo riprese audio o video, compiute fraudolentemente, di incontri privati o registrazioni, pur esse fraudolente, di conversazioni, anche telefoniche o telematiche, svolte in sua presenza o con la sua partecipazione. La punibilità è esclusa se la diffusione delle riprese o delle registrazioni deriva in via diretta ed immediata dalla loro utilizzazione in un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca. Il delitto è punibile a querela della persona offesa;
-una maggiore tutela della riservatezza nelle comunicazioni tra avvocato difensore e assistito. Il divieto, già previsto, di attività diretta di intercettazione nei confronti del difensore, con conseguente inutilizzabilità delle relative acquisizioni, viene infatti ampliato, prevedendo che l’eventuale coinvolgimento, in via anche solo occasionale, del difensore nell’attività di ascolto legittimamente eseguita, non possa condurre alla verbalizzazione delle relative comunicazioni o conversazioni;
-l’introduzione del divieto di trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni o conversazioni ritenute irrilevanti per le indagini, sia per l’oggetto che per i soggetti coinvolti, nonché di quelle che riguardano dati personali definiti sensibili dalla legge, sempre ove non fossero ritenute rilevanti a fini di prova, fatta salva la facoltà del pubblico ministero di disporre, con decreto motivato, che le comunicazioni e conversazioni siano trascritte nel verbale quando ritenute rilevanti per i fatti oggetto di prova e altresì necessarie al medesimo fine, se attengono a dati personali sensibili;
-una nuova disciplina del deposito degli atti riguardanti le intercettazioni e la selezione del materiale raccolto, con l’introduzione di una procedura in due fasi. Tale procedura prevede dapprima il deposito delle conversazioni e delle comunicazioni, oltre che dei relativi atti, e solo successivamente l’acquisizione di quelle rilevanti e utilizzabili e il contestuale stralcio, con destinazione finale all’archivio riservato, di quelle irrilevanti e inutilizzabili. Inoltre, il pubblico ministero viene individuato come garante della riservatezza della documentazione, poiché a lui spetta la custodia, in un apposito archivio riservato, del materiale irrilevante e inutilizzabile, con facoltà di ascolto ed esame, ma non di copia, da parte dei difensori e del giudice, fino al momento di conclusione della procedura di acquisizione. Di conseguenza, viene ridefinita la procedura volta a selezionare il materiale raccolto dal pubblico ministero e, come previsto dalla delega, si prevede un meccanismo differenziato di acquisizione nel caso in cui il materiale d’intercettazione rilevante sia stato già utilizzato per l’emissione di un provvedimento cautelare. Si supera quindi il precedente modello incentrato sulla cosiddetta “udienza stralcio”, caratterizzato dal fatto che tutto il materiale d’intercettazione era sin da subito nel fascicolo delle indagini preliminari, invece che essere collocato in un archivio riservato, con la conseguenza che doveva essere interamente esaminato al fine dell’eliminazione del troppo, del vano e dell’inutilizzabile. Tutto ciò al fine di escludere, sin dalla conclusione delle indagini, ogni riferimento a persone solo occasionalmente coinvolte dall’attività di ascolto e, in generale, il materiale d’intercettazione non rilevante a fini di giustizia, nella prospettiva di impedire l’indebita divulgazione di fatti e riferimenti a persone estranee alla vicenda oggetto dell’attività investigativa;
-una nuova disciplina delle intercettazioni di comunicazioni o conversazioni mediante immissione di captatori informatici in dispositivi elettronici portatili (i cosiddetti trojan horse). In particolare, si prevede che tali dispositivi non possano essere mantenuti attivi senza limiti di tempo o di spazio, ma debbano essere attivati da remoto secondo quanto previsto dal pubblico ministero nel proprio programma d’indagine e che, tra l’altro, debbano essere disattivati se l’intercettazione avviene in ambiente domiciliare, a meno che non vi sia prova che in tale ambito si stia svolgendo l’attività criminosa oggetto dell’indagine o che l’indagine stessa non riguardi i delitti più gravi, tra i quali mafia e terrorismo, di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del Codice di procedura penale;
-la semplificazione delle condizioni per l’impiego delle intercettazioni delle conversazioni e delle comunicazioni telefoniche e telematiche nei procedimenti per i più gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, attraverso la previsione di presupposti meno restrittivi per la relativa autorizzazione.
In considerazione dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari, il testo è stato modificato, prevedendo, in particolare: una maggior tutela della riservatezza delle comunicazioni del difensore con il proprio assistito, stabilendo che, fermo restando il divieto di attività diretta di intercettazione con conseguente inutilizzabilità delle relative acquisizioni, nel caso di attività di ascolto in via anche solo occasionale sia vietata la verbalizzazione delle relative comunicazioni o conversazioni; un innalzamento da cinque a dieci giorni del termine temporale attributo alle difese per l’esame del materiale intercettato, una volta che questo sia stato depositato, prevedendo anche una prorogabilità del termine in ragione della quantità del materiale investigativo raccolto e della sua complessità; l’anticipazione del rilascio di copia dei verbali di trascrizione sommaria (quella effettuata dalla polizia giudiziaria in corso di operazioni), una volta disposta l’acquisizione ad opera del giudice con pressoché definitiva espulsione, salvo recupero in udienza preliminare o in dibattimento, del materiale che in un primo momento era stato ritenuto irrilevante e che poi, anche in ragione di elementi sopravvenuti, venga diversamente valutato.

ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA SICILIA
Norme di attuazione dello statuto della Regione Siciliana recanti modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074, “Norme di attuazione dello statuto della Regione Siciliana in materia finanziaria”
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato un decreto legislativo di attuazione dello statuto speciale della Regione Siciliana.
Il testo stabilisce che, a decorrere dall’anno 2017, vengono attribuiti alla Regione Siciliana i 3,64 decimi dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA) afferente all’ambito regionale, determinata applicando annualmente al gettito nazionale IVA complessivo affluito al bilancio dello Stato, esclusa l’IVA all’importazione, al netto dei rimborsi, delle compensazioni e della quota riservata all’Unione Europea a titolo di risorse proprie IVA, l’incidenza della spesa per consumi finali delle famiglie in Sicilia rispetto a quella nazionale, così come risultante dai dati rilevati dall’ISTAT nell’ultimo anno disponibile.
La norma si allinea, così, alle disposizioni introdotte nel 2016, con le quali è stata fornita una nuova disciplina delle quote di compartecipazione del gettito delle entrate erariali spettanti alla Regione Siciliana che prevedono, in particolare, che esclusivamente per l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), il metodo del “maturato” si sostituisca al metodo del “riscosso”, caratterizzato dal fatto che le compartecipazioni sono acquisite sulla base del luogo di versamento dei tributi.
Alla riunione del Consiglio dei ministri, a norma dell’articolo 21 dello Statuto regionale, è stato invitato il Presidente della Regione Siciliana, il quale ha delegato l’assessore alle infrastrutture e alla mobilità Marco Falcone.

GOLDEN POWER
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato di non esercitare i poteri speciali e di consentire il decorso dei termini temporali in relazione all’operazione di acquisizione da parte di SCP EPC UK Limited di una quota delle partecipazioni azionarie di EOLO S.p.a., detenute da Cometa S.p.a. (Settore energia, trasporti e comunicazioni).

PROVVEDIMENTI DI PROTEZIONE CIVILE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato:
-la proroga, per ulteriori 180 giorni, dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel territorio della Regione Basilicata nei giorni dal 5 al 18 gennaio 2017 e nel territorio della Regione Molise nel mese di gennaio 2017;
-la determinazione degli importi autorizzabili con riferimento agli eventi calamitosi che hanno colpito il territorio della Regione Marche nei giorni dal 10 al 13 novembre 2013, dal 25 al 27 novembre 2013 ed il 2 dicembre 2013, nei giorni dal 2 al 4 maggio 2014 e nei giorni dal 4 al 6 marzo 2015, per l’effettiva attivazione dei previsti finanziamenti agevolati in favore dei soggetti privati titolari delle attività economiche e produttive, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera d) della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modifiche ed integrazioni;
-un ulteriore stanziamento in relazione agli eccezionali fenomeni meteorologici che hanno interessato il territorio della Regione Abruzzo a partire dalla seconda decade del mese di gennaio 2017.

PROROGA DELLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CORLEONE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), tenuto conto che non risulta ancora conclusa l’azione di recupero e risanamento delle istituzioni locali dai condizionamenti da parte della criminalità organizzata, ha deliberato la proroga, per ulteriori sei mesi, dello scioglimento del Consiglio comunale di Corleone (PA).
Alla riunione del Consiglio dei ministri, a norma dell’articolo 21 dello Statuto regionale, è stato invitato il Presidente della Regione Siciliana, il quale ha delegato l’assessore alle infrastrutture e alla mobilità Marco Falcone.

LEGGI REGIONALI