Consiglio dei Ministri n.124 del 24 novembre 2016

Il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Approvati cinque decreti attuativi della riforma PA (dirigenza pubblica, enti pubblici di ricerca, SCIA 2, camere di commercio e servizi pubblici locali di interesse economico generale). Approvato il DPCM di disciplina del collegio arbitrale delle banche in liquidazione e due decreti legislativi in materia di inquinamento acustico.

Di seguito i principali punti all’ordine del giorno del CdM

RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
1) Disciplina della dirigenza della Repubblica (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica ai sensi dell’articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n.124. Sono stati acquisiti i pareri parlamentari e si è tenuto conto delle indicazioni del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata. Nello specifico, il sistema della dirigenza sarà costituito dal ruolo dei dirigenti statali, dal ruolo dei dirigenti regionali e dal ruolo dei dirigenti locali. Ogni dirigente può ricoprire qualsiasi ruolo dirigenziale; la qualifica dirigenziale è infatti unica. Alla dirigenza si accede per corso-concorso o per concorso.

2) Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale. Sono stati acquisiti i pareri parlamentari e si è tenuto conto delle indicazioni del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata. Nello specifico, al fine di garantire ai cittadini qualità e efficienza dei servizi sono previsti, tra l’altro, modalità competitive per l’affidamento, costi standard e livelli dimensionali almeno provinciali degli ambiti di erogazione dei servizi.

3) Norme in materia di regimi amministrativi delle attività private (SCIA 2) (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo in materia di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività (Scia), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, al sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Sono stati acquisiti i pareri parlamentari e si è tenuto conto delle indicazioni del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata. Nello specifico, il decreto provvede alla mappatura completa e alla precisa individuazione delle attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio attività o di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento. Inoltre è prevista la semplificazione dei regimi amministrativi in materia edilizia.

4) Riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n.124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Nello specifico, il provvedimento prevede un piano di razionalizzazione, in un’ottica di efficientamento, di efficacia e di riforma della governance delle Camere di commercio. Più nel dettaglio, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il numero complessivo delle Camere si ridurrà dalle attuali 105 a non più di 60 nel rispetto dei seguenti vincoli direttivi: almeno una Camera di commercio per Regione; accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75mila imprese iscritte. Al fine di alleggerire i costi di funzionamento delle Camere, il decreto prevede 4 ulteriori azioni che riguardano: la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%; la riduzione del 30% del numero dei consiglieri; la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori; una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili, la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio. Il provvedimento introduce quindi maggiore chiarezza sui compiti delle Camere con l’obiettivo di focalizzarne l’attività su attività istituzionali evitando, al contempo, duplicazioni di responsabilità con altri enti pubblici. Viene infine rafforzata la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio. Nell’ambito di questo piano complessivo di razionalizzazione organizzativa ricade anche la rideterminazione delle dotazioni organiche di personale dipendente delle Camere di commercio con possibilità di realizzare processi di mobilità tra le medesime Camere e definizione dei criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche.

5) Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, dell’istruzione, università e ricerca Stefania Giannini, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gianluca Galletti, del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, della salute Beatrice Lorenzin, delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina e dello sviluppo economico Carlo Calenda, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante norme di semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell’articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Nello specifico, per la prima volta gli Enti pubblici di ricerca (Epr) avranno un riferimento normativo comune, che elimina molti dei vincoli gestionali previsti per la PA. Un sistema di regole più snello e più appropriato alle esigenze del settore. Il decreto prevede autonomia gestionale e statutaria per gli Enti, il recepimento della Carta europea dei ricercatori e più libertà nelle assunzioni dei ricercatori. Come accade già per le Università, gli Enti che hanno risorse per farlo potranno assumere liberamente entro il limite dell’80% del proprio bilancio. L’unico vincolo sarà il rispetto del budget.

BANCHE IN LIQUIDAZIONE, DPCM DI DISCIPLINA DEL COLLEGIO ARBITRALE
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla disciplina di funzionamento del collegio arbitrale che dovrà decidere in merito all’erogazione delle prestazioni (a carico del fondo di solidarietà istituito dal comma 855 della legge di stabilità 2016) in favore degli investitori che, alla data del 23 novembre 2015, detenevano strumenti finanziari subordinati nelle banche in liquidazione (banca delle Marche; banca popolare dell’Etruria e del Lazio; cassa di risparmio di Ferrara; cassa di risparmio Chieti).
Si tratta della modalità alternativa a quella dell’indennizzo forfettario che già consente l’accesso al fondo di solidarietà con erogazione diretta di indennizzo agli investitori. In pratica, coloro che non abbiano aderito a tale rimedio “semplificato”, potranno rivolgersi al menzionato collegio arbitrale per ottenere il riconoscimento delle proprie spettanze.
Il collegio arbitrale, nominato con DPCM, è costituito da un presidente, che si è ritenuto di individuare nella persona del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione o di un suo delegato, e da due componenti scelti rispettivamente dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dell’economia e delle finanze tra persone di comprovata imparzialità e professionalità.
Con separato regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze, il cui iter è già stato avviato, è disciplinata la procedura dell’arbitrato.
Entrambi i provvedimenti vanno ora sottoposti al parere del Consiglio di Stato e il DPCM successivamente anche alle Camere.

INQUINAMENTO ACUSTICO
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi in materia di inquinamento acustico. In attuazione della delega di cui all’articolo 19 della legge 30 ottobre 2014, n. 161 (legge europea 2013-bis) viene armonizzata la normativa nazionale e sono riordinati i provvedimenti vigenti in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo, verso la semplificazione delle procedure e una maggiore aderenza al dettato europeo.
Il primo decreto legislativo armonizza la normativa nazionale in materia di inquinamento acustico, ai sensi dell’articolo 19 comma 2, lettere a), b), c), d), e), f) e h) della legge 30 ottobre 2014, n. 161 e si pone in particolare l’obiettivo di ridurre le procedure di infrazione comunitaria aperte nei confronti dell’Italia in materia di rumore ambientale, nonché quello di risolvere in modo definitivo alcune criticità normative, soprattutto in materia di applicazione dei valori limite e di azioni mirate alle autorizzazioni all’esercizio di sorgenti sonore, quali le infrastrutture dei trasporti e le attività produttive, oltre che la mitigazione dell’inquinamento acustico e la salvaguardia delle popolazioni e degli ecosistemi. Si intende inoltre regolamentare attività particolarmente sensibili al rumore ambientale e fino ad oggi escluse dalle normative quali gli impianti eolici, le aviosuperfici, le elisuperfici, le idrosuperfici, le attività e discipline sportive e le attività di autodromi e piste motoristiche.
Il secondo decreto reca disposizioni per far aderire la normativa italiana con la direttiva 2000/14/CE e con il regolamento (CE) n.756/2008, a norma dell’articolo 19, comma 2, lettere I), L) e M) della legge 30 ottobre 2014, n.161. Nello specifico ha l’obiettivo di ricondurre a norma l’insieme delle macchine rumorose operanti all’aperto, importate da Paesi extracomunitari e poste in commercio nella distribuzione di dettaglio per le quali mancava la certificazione e la marcatura CE. Si affida la responsabilità in materia agli importatori presenti sul territorio comunitario, colmando così un vuoto normativo e garantendo maggiore sicurezza all’utenza. Il provvedimento mira anche a raggiungere obiettivi di semplificazione sia nei procedimenti di autorizzazione degli Organismi di certificazione, sia per i rinnovi in concomitanza con gli accreditamenti o il loro rinnovo da parte di ACCREDIA. Viene inoltre rafforzata la disciplina sanzionatoria prevista, conferendo ad ISPRA maggiori poteri di accertamento e verifica.

DEMANIO IDRICO, NORMA ATTUATIVA STATUTO DELLA VALLE D’AOSTA
Norma di attuazione dello statuto speciale per la Valle d’Aosta in materia di demanio idrico.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Enrico Costa, ha approvato un decreto legislativo, recante norme di attuazione dello statuto speciale per la Valle d’Aosta in materia di demanio idrico. In particolare, il decreto legislativo è volto a completare il trasferimento alla Regione autonoma Valle d’Aosta, già titolare delle acque pubbliche ad uso irriguo e potabile attribuite al demanio della regione dallo Statuto, con quelle non aventi tali finalità (e quindi implicitamente riconducibili all’uso per funzioni meccaniche e di produzione idroelettrica), che erano “date in concessione gratuita per novantanove anni alla Regione”, con facoltà di ulteriore rinnovo. La puntuale identificazione e la ricognizione dei beni oggetto di trasferimento è demandata ad una procedura concordata tra lo Stato e la Regione. Ha partecipato all’esame della questione il Presidente della Regione Valle d’Aosta Augusto Rollandin.

SICUREZZA NAZIONALE, NESSUN VETO ALL’OPERAZIONE SPACE2
Il Consiglio dei ministri ha deciso che il Governo non eserciterà il potere speciale di veto sull’ operazione di acquisizione da parte di Space 2 s.p.a., di Leonardo-Finmeccanica s.p.a. e di In Orbit s.p.a. della partecipazione in Avio s.p.a., non già detenuta da Leonardo-Finmeccanica s.p.a., e sulla successiva operazione di fusione per incorporazione di Avio in Space2. Non sono state infatti riscontrate controindicazioni circa l’idoneità ed adeguatezza dell’operazione rispetto alla tutela degli interessi strategici dello Stato, ma sono state disposte specifiche prescrizioni (che consistono in adempimenti prescrittivi soggetti a monitoraggio) alle società notificanti, tenuto conto della rilevanza strategica delle attività per il sistema di difesa e sicurezza nazionale.

Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 16.40.