Conclusione esame DEF in Commissione – 20 aprile 2017

Si sono conclusi i lavori in Commissione sul Documento di economia e finanza 2017 (Doc. LVII, n.5).

Le Commissioni Bilancio di Camera e Senato hanno conferito il mandato ai relatori, On. Rubinato (Pd) e Sen. Guerrieri Paleotti (Pd), a riferire favorevolmente in Assemblea. Nel corso della prossima settimana, le Aule voteranno le rispettive risoluzioni sul Documento.

Analisi
Intervenendo il Commissione alla Camera, il Sottosegretario Baretta ha riconosciuto che i miglioramenti degli indicatori del quadro macroeconomico e di finanza pubblica sono di ridotta entità, ma ha sottolineato come la loro direzione verso una maggiore crescita e verso la riduzione del disavanzo e del debito sia chiara e inequivocabile. Si tratta di miglioramenti che il Governo intende realizzare attraverso politiche volte a incoraggiare la crescita e non mediante incrementi della pressione fiscale. Ritiene infatti che la riduzione del debito rispetto al PIL richieda una politica che incoraggi la crescita e che invece risulti controproducente un aumento eccessivo del carico fiscale, che non può che determinare un avvitamento dell’economia in una spirale recessiva. A suo avviso, l’avvio di un percorso economico virtuoso è dimostrato dai recenti dati trimestrali sulla produzione industriale, che segnalano la ripresa del settore manifatturiero italiano dopo anni di crisi. Inoltre, ha assicurato che la disattivazione delle clausole di salvaguardia non sarà effettuata attraverso l’aumento del livello di tassazione ma con misure, attualmente allo studio, che terranno conto anche dell’andamento dell’economia italiana nei prossimi sei mesi e degli effetti delle riforme già poste in essere, i cui benefici sull’economia si produrranno solo nel medio periodo. In questo quadro, ha evidenziato come i complessivi effetti delle riforme sul sistema economico potranno essere pienamente valutati non soltanto attraverso le variazioni del PIL ma anche mediante quelle di un primo gruppo di indicatori di benessere equo e sostenibile, che il Governo ha deciso di introdurre in via sperimentale nel processo di bilancio, in attesa che l’apposito Comitato previsto dalla legge provveda alla selezione definitiva degli stessi.
Intervenendo in Commissione al Senato, il Viceministro Morando ha rilevato che molti interventi finora adottati hanno una prospettiva strutturale, come quelli in tema di mercato del lavoro e di riforma della pubblica amministrazione, e i relativi benefici si vedranno solo con il trascorrere del tempo. Riguardo alla riforma della pubblica amministrazione, ha ribadito la necessità di quantificare previamente i risparmi attesi e i miglioramenti dei servizi offerti, per evitare che tali processi di riforma si rivelino meno ambiziosi o più onerosi di quanto previsto in fase iniziale. Anche gli auspicati interventi in tema di contrattazione decentrata e di welfare aziendale rappresentano direttrici di sviluppo di una certa utilità, ma si tratta, anche in questo caso, di elementi di un quadro più complesso, nel quale nessun intervento è da solo risolutivo. Serve, peraltro, dal punto di vista sistemico, che gli operatori economici e gli investitori acquisiscano la certezza che in Italia la stagione delle riforme non è in alcun modo accantonata ed è questo lo sforzo in atto dell’Esecutivo. Sul tema degli investimenti pubblici, ha riconosciuto che nell’ultimo decennio vi sono stati andamenti molto incostanti, nonostante le previsioni avessero spesso puntato sul sostegno alla spesa in conto capitale. I freni alla realizzazione degli investimenti possono derivare da diversi fattori, sia di carattere economico che di carattere normativo. La polemica sul cattivo funzionamento delle nuove norme sugli appalti ne è un esempio. Ha confermato, tuttavia, la massima attenzione del Governo a monitorare il funzionamento delle regole e a rimuovere gli ostacoli che si dovessero frapporre all’attuazione degli investimenti previsti.