Comunicazioni del Min. Poletti su debito pensionistico e APE – 2 febbraio 2017

Si è svolta presso la Commissione Lavoro del Senato, la procedura informativa relativa alla situazione del debito pensionistico e all’attuazione dell’APE.

Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha dato le comunicazioni sul tema.

Analisi
Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha sottolineato che attualmente il sistema previdenziale è in grado di realizzare gli obiettivi finanziari definiti in sede europea. Ha poi affermato che nel corso del 2016 si è tentato di rispondere ad una serie di problematiche. In particolare:
parificazione della no tax area dei pensionati e dei lavoratori dipendenti;
estensione del cumulo gratuito dei periodo contributivi;
semplificazione per l’accesso a pensione dei lavoratori impiegati in attività usuranti, riconoscimento del lavoro precoce;
abolizione a regime della riduzione del trattamento pensionistico per chi abbia lasciato il lavoro prima dei 65 anni;
ampliamento della quattordicesima mensilità per le pensioni più basse.

Il Ministro si è soffermato quindi sull’istituto dell’APE, che a suo giudizio non grava sul bilancio pubblico e ha assicurato che nel mese di maggio gli istituti dell’APE e dell’APE sociale saranno pienamente operativi.

Rispondendo alle domande dei Senatori, il ministro ha assicurato che il sistema previdenziale garantisce gli equilibri di bilancio e ha confermato che al momento non esistono richieste da parte dell’Unione europea per introdurre misure peggiorative nei trattamenti previdenziali. Tuttavia, è intenzione del Governo proseguire il dialogo con le parti sociali e con il Parlamento sul terreno delle prospettive pensionistiche dei giovani.

Sui lavori usuranti, il Ministro ha richiamato la necessità di intervenire con una legge. Riguardo all’APE, ritiene necessaria l’assicurazione di determinate garanzie a fronte di un’anticipazione finanziaria da parte di soggetti bancari.

Con riferimento alle casse previdenziali, il Ministro ha confermato un impegno sulla sostenibilità delle prestazioni nel tempo, pur nei limiti dati dalla loro natura privatistica.

Ha infine riconosciuto che l’accorpamento dell’INPDAP e di altri enti previdenziali all’interno dell’INPS abbia comportato dei costi ed ha escluso indirizzi diretti a limitare gli spazi acquisiti dai fondi previdenziali regionali.