Commissione Sanità: l’importanza della sanità integrativa nel welfare

I componenti della Commissione Sanità di Federmanager si sono dati appuntamento il 14 febbraio per una riunione dedicata allo sviluppo del progetto di integrazione pubblico-privato in Sanità. L’approvazione dei nuovi Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza, da parte del governo ha costituito infatti una novità importante, dopo 15 anni di attesa, che ha portato gli esperti a confrontarsi all’interno dei nuovi confini della complementarietà.

Il dialogo con il ministero della Salute, inteso sia nella persona del ministro Lorenzin sia nelle sue Direzioni generali, è sempre più diretto, come ha sottolineato il Presidente federale, Stefano Cuzzilla: «Le istituzioni stanno formulando una richiesta di collaborazione più continuativa con quei soggetti che svolgono un ruolo attivo nella promozione della salute. I Fondi sanitari integrativi, in particolare, sono visti con crescente attenzione e Federmanager viene sempre più frequentemente coinvolta nella definizione di strategie che sono di interesse generale».

Secondo i dati forniti dalla Commissione Sanità oggi le imprese sono più disposte a considerare la prevenzione sanitaria come benefit per i lavoratori, con un attenzione crescente verso l’alimentazione, gli stili di vita corretti e l’invecchiamento attivo. Inoltre, la Commissione ha potuto rilevare come i lavoratori del settore manifatturiero stiano modificando la propria domanda di welfare aziendale: dopo sanità integrativa e flessibilità di orario, sono sempre più richiesti i programmi di prevenzione sanitaria in azienda.

«Ritengo che la prevenzione sanitaria sia il campo in cui i Fondi possono esprimere molto potenziale, svolgendo un ruolo di promozione e di offerta di salute caldeggiato dal ministero stesso – ha aggiunto Cuzzilla –. Non a caso oggi, a margine della riunione della Commissione, abbiamo dedicato una tavola rotonda agli stili di vita a cui hanno partecipato le massime istituzioni competenti sul tema».

Al convegno sono intervenuti Gualtiero Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Ranieri Guerra, nuovo Direttore generale della prevenzione sanitaria. Tra i relatori, Maurizio Casasco, Presidente Confapi e Fims, Lucia Magnani, Ad Longlife Formula S.p.A., Federico Spandonaro, Università di Roma Tor Vergata e Presidente C.R.E.A., Marco Vecchietti, RBM Salute -Previmedical.

Questi temi sono stati affrontati durante il convegno tenutosi nel pomeriggio cui sono intervenuti Gualtiero Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Ranieri Guerra, nuovo Direttore generale della prevenzione sanitaria. Tra i relatori, Maurizio Casasco, Presidente Confapi e Fims, Lucia Magnani, Ad Longlife Formula S.p.A., Federico Spandonaro, Università di Roma Tor Vergata e Presidente C.R.E.A., Marco Vecchietti, RBM Salute -Previmedical.

La Commissione Sanità di Federmanager ha poi analizzato le principali evidenze emerse dal rapporto CREA – Sanità di Tor Vergata pubblicato di recente e da cui risulta che, negli ultimi 10 anni, la spesa sanitaria pubblica italiana è cresciuta dell’1% medio annuo contro il 3,8% degli altri Paesi dell’Europa Occidentale; di conseguenza, la spesa sanitaria privata ha toccato quota 36 miliardi annui, di cui una porzione ancora minima è intermediata dai Fondi e dalle Casse.

«Questa Commissione ha convenuto sulla necessità di fornire una sollecitazione qualificata al legislatore sulle iniziative da prendere per incentivare il “secondo pilastro” del Servizio sanitario pubblico», ha spiegato Cuzzilla. «Nonostante il welfare aziendale e contrattuale sia un fenomeno in crescita, la governance dei Fondi sanitari integrativi deve essere unita nel chiedere la stabilizzazione di tutte quelle misure, anche di agevolazione fiscale, che possono consentire al settore di raggiungere una massa critica adeguata a far fronte alla spesa out of pocket dei cittadini».