Comm. Lavoro: audizione Rete Imprese, Colap, Adepp ed esperti su DDL Smart Working – 17 gennaio 2017

La Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del DDL Smart Working, già approvato dal Senato in prima lettura, ha tenuto l’audizione di Rete Imprese Italia, Colap, Adepp,del prof. Michele Tiraboschi e del prof. Patrizio Di Nicola.

Fra gli auditi è stato espresso un generale apprezzamento per le norme sullo Smart Working, ad eccezione del prof. Tiraboschi, che ha invece criticato durante tali disposizioni, sostenendo che sono il tentativo del legislatore di aggirare alcune disposizioni introdotte con la disciplina del telelavoro.

Analisi
Il Coordinamento libere associazioni professionali, rappresentato dalla dott.ssa Emiliana Alessandrucci, si è limitato a dichiarare che il lavoro agile dovrebbe essere stralciato in un suo provvedimento ad hoc, perché tenendolo insieme al lavoro autonomo si rischia che lo Smart Working venga usato come strumento per agevolare il fenomeno delle “false partite IVA”. L’Associazione degli enti di previdenza privati, tramite il Presidente Alberto Olivetti, non ha commentato la parte del lavoro agile. Di seguito gli interventi principali degli altri auditi.

Rete Imprese Italia
• Il Presidente Giorgio Merletti ha espresso apprezzamento per la decisione di non introdurre un nuovo contratto, ma solo una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato.
• La regolamentazione deve essere rimessa all’autonomia individuale delle parti: ad esempio, va bene il diritto di ricevere un trattamento economico non inferiore ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni in maniera tradizionale, oppure il riconoscimento di sgravi fiscali, e ancora il rispetto delle norme in materia di sicurezza e salute sul lavoro; bene anche la scelta dell’accordo individuale per definire le modalità di svolgimento del lavoro; c’è poca chiarezza, invece, sulla definizione delle modalità del lavoro e sulle possibilità del datore di lavoro di verificarne il rispetto.

Michele Tiraboschi
• Il professore ha criticato in più punti la parte relativa al lavoro agile, definendo contraddittoria la decisione di inserire il lavoro agile all’interno del lavoro subordinato, dato che viene considerata una modalità lavorativa per obiettivo.
• Il Ddl non affronta il fatto che, a legislazione vigente, è già possibile fare accordi di lavoro agile, e che le ragioni per legiferare sarebbero state solo due: introduzione di incentivi economici (cosa che è già stata fatta nelle ultime leggi di Stabilità); per derogare a norme vigenti ed inderogabili, cosa che questo Ddl non fa.
• Secondo Tiraboschi, il legislatore intende in realtà aggirare la normativa sul telelavoro, ma non ha considerato che, data l’origine europea di alcune norme, non tutto è derogabile. Per il professore, qualora il testo restasse così, questo sarà foriero di numerosi contenzioni in sede legale.

Patrizio Di Nicola
• Il professor Di Nicola si è detto favorevole alle norme sullo Smart Working.
• A suo giudizio, l’articolato potrebbe essere alleggerito in alcuni punti e rafforzato in altri: ad esempio, si dovrebbe specificare che il lavoro agile è flessibile rispetto al luogo ma anche all’orario.
• Il lavoratore andrebbe valutato sugli obiettivi e non sull’orario.
• Il professore ha citato IBM come esempio di modelli aziendali di smart working già in vigore e che rappresentano dei casi molto ben riusciti.
• Da ultimo, Di Nicola ha segnalato che il diritto alla disconnessione andrebbe inteso come obbligo di reperibilità.