Camera dei Deputati: presentazione Indagine conclusiva “Industria 4.0”

Si è svolta il 6 luglio, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, la presentazione della relazione conclusiva dell’Indagine conoscitiva sull’Industria 4.0 , realizzata negli ultimi cinque mesi dalla Commissione Attività Produttive.

Sono intervenuti il Presidente della Commissione On. Guglielmo Epifani (PD), il relatore dell’indagine On. Lorenzo Basso (PD), il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. In questa sede, il Ministro ha esposto il suo orientamento in merito alle prossime iniziative governative sul tema.

Ulteriori informazioni
Il Presidente Epifani e l’On. Basso hanno preso la parola per primi, illustrando i lavori fatti dalla Commissione e i risultati dell’indagine. Successivamente, sono intervenuti il Presidente Boccia e il Ministro Calenda. Entrambi si sono soffermati sulle politiche che il Governo può attuare per facilitare la transizione verso il nuovo modello industriale. Di seguito, gli argomenti principali affrontati.

Cabina di regia e coordinamento iniziative
Calenda ha chiarito che c’è bisogno di un intervento programmatico, di lungo periodo, e che in tal senso il modo migliore e più efficiente di procedere si basa sul coordinare le iniziative. A tal proposito, il Ministro ha chiarito che, avendo la Commissione fatto una indagine puntuale, il Ministero eviterà di fare la sua ricerca, ma userà invece quella della Commissione come base per i suoi lavori, e già la prima settimana di agosto presenterà un follow up, chiarendo quali interventi sono alla portata del Governo, e quali invece verranno affidati ai privati.

Secondo il Ministro il coordinamento deve avvenire a tutti i livelli. A tal proposito, già la prossima settimana verrà lanciata la cabina di regia governativa su questo tema: conterrà di sicuro stakeholder pubblici e privati (Calenda ha indicato in particolar modo il MISE, il MIUR e la Presidenza del Consiglio, nella persona del Sottosegretario Tommaso Nannicini), mentre lui vorrebbe evitare di inserire le regioni in questo livello. Calenda ha infine dichiarato che la ownership del Piano sarà sua.

Tutti i presenti hanno convenuto sull’opportunità di evitare tentazioni dirigiste del Governo nella stesura ed implementazione di un Piano. Il Ministro, in particolare, ha replicato che il Governo non potrà impedire a singoli enti locali di tentare il loro piano o programma, ma che potrà invece decidere di puntare solo su quelli che, a suo giudizio, diano le migliori garanzie di riuscita, e di aiutarli. Ad esempio, secondo il Ministro, piuttosto che realizzare un digital innovation hub in ogni Regione, si dovrebbe selezionare quei territori caratterizzati dalla presenza di un tessuto industriale solido e università di altro profilo.

Politica industriale
Boccia ha sostenuto che la presenza di moltissime PMI italiane, nell’attuale configurazione internazionale, è uno svantaggio, e che diventa imprescindibile lavorare per far aumentare le dimensioni delle aziende. In questo senso, l’innovazione permette di intensificare l’evoluzione e l’impiego delle reti di impresa, così da concentrare le iniziative imprenditoriali su scala più ampia.

Per Boccia la sfida italiana alla nuova politica industriale sta nel realizzare prodotti che sappiano coniugare la produzione, appunto, industriale, con una configurazione “sartoriale”. Questa impostazione, un tempo impensabile, è invece oggi resa possibile proprio dall’innovazione.
In questo senso, la nuova politica industriale deve spingere all’innovazione, ma non solo nel campo della ricerca e sviluppo. Bisogna guardare all’innovazione come accettazione della complessità esistente, e riprogrammazione dei modelli organizzativi ed industriali in maniera tale da poterla fronteggiare con efficacia ed efficienza.

Calenda ha dichiarato che la politica industriale, e i lavori della cabina di regia, dovranno essere improntati a due principi: neutralità tecnologica e neutralità settoriale. Il Governo, infatti, non ha i mezzi per prevedere quale settore o quale innovazione si imporrà nel mercato: il suo obiettivo, dunque, deve essere quello di facilitare l’innovazione, e per farlo dovrà sostanzialmente puntare sulla realizzazione delle infrastrutture e degli altri fattori abilitanti.

Politica economica
Boccia ritiene che bisogna fare dell’Italia una “boutique industriale” e, in tal senso, serve una politica economica che permetta ai privati di raggiungere questo obiettivo. Per il Presidente di Confindustria, anche la finanza deve cambiare, e iniziare a valutare non solo parametri quantitativi, ma anche qualitativi.

Calenda si è soffermato sulla dicotomia fra politica a sostegno della domanda e a sostegno dell’offerta, esprimendosi decisamente in favore della seconda.

Secondo il Ministro, solo politiche per l’offerta avranno, nel medio-lungo periodo, gli effetti desiderati, per due ordini di ragioni:

  • Economiche, il salto tecnologico e innovativo è senza precedenti, e solo con forti investimenti ci si potrà mettere in pari.
  • Socio-culturali, la crisi e la modernità hanno creato una netta spaccatura fra i “vincenti” e i “perdenti”, e oggi c’è un rifiuto istintivo della modernità per paura che accentui ulteriormente le divisioni e le disuguaglianze esistenti.

Gli investimenti, dunque, dovranno essere su hardware (anche digitale) evoluto e software, ma anche su strumenti culturali che permettano a tutta la società di comprendere pienamente le potenzialità dell’innovazione.
Calenda ha dichiarato che il suo contributo alla Stabilità sarà cercare di orientarla quanto più possibili in direzione di politiche a favore degli investimenti.

Politica fiscale
Boccia e Calenda hanno concordato sul ruolo decisivo che anche la politica fiscale può giocare. Boccia, in particolare, ha detto che esistono strumenti di politica fiscale che possono permettere alle industrie di cambiare il loro sistema di finanziamento, e non dover più ricorrere al debito.

 Calenda ha detto che ci vuole un ripensamento di alcuni strumenti, come la “Nuova Sabatini”, il superammortamento e il Fondo di Garanzia. Sul Fondo, nello specifico, il Ministro ha indicato due criticità che devono essere modificate: attualmente il Fondo copre nello stesso modo sia il circolante che gli investimenti, invece dovrà passare a coprire molto più gli investimenti; attualmente, il Fondo non fa distinzione fra i diversi rating, questo aspetto va cambiato, perché non ha senso sostenere chi ha un rating alto.

Calenda ha detto che questi primi interventi correttivi potrebbero arrivare già a fine luglio.

Ricerca universitaria
Calenda ha manifestato l’intenzione di confrontarsi assiduamente col Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, e di lavorare insieme al MIUR alla stesura dei bandi per la ricerca universitaria. Secondo il Ministro, i Politecnici sono la realtà su cui bisogna puntare.

Definizione degli standard
Il Ministro ha osservato che sulla definizione degli standard solitamente l’Italia non ha mai avuto un ruolo proattivo. Questa volta il suo obiettivo è diverso: a tal proposito ha già incontrato i suoi omologhi francese e tedesco, e con entrambi c’è l’impegno a lavorare per definire standard condivisi. A fine agosto, ci sarà un incontro intergovernativo a Maranello (MO) su questo tema.