Avviato esame d.lgs. riforma portuale in Commissione Lavori pubblici – 26 maggio 2016

E’ stato avviato in Commissione Lavori pubblici l’esame dello Schema di decreto legislativo recante riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84 (n. 303), per l’espressione del parere al Governo.

Analisi
Il relatore FILIPPI (PD) ha illustrato il provvedimento in esame, ricordando in proposito la lunga gestazione della riforma del sistema delle autorità portuali, tema da tempo all’attenzione della Commissione. Lo schema in esame si inserisce nella questione più generale della riforma della legislazione portuale vigente, contenuta nella legge n. 84 del 1994. Diversamente dai citati disegni di legge, il provvedimento in esame modifica solo una parte della legge n. 84 del 1994, ossia quella relativa alla governance del sistema portuale, attraverso il riordino e la razionalizzazione delle autorità portuali, e provvede anzitutto a sostituire le attuali 24 autorità portuali con 15 autorità di sistema portuale (AdSP); inoltre, mentre le autorità vigenti esercitano il loro controllo su 38 porti commerciali (gli altri 38 essendo amministrati dall’Autorità marittima o, in alcuni casi, dalle regioni), le nuove autorità di sistema portuale amministreranno 54 porti e avranno sede nei porti centrali, definiti core dalla normativa europea. Questa riforma sarà anche l’occasione per superare le pratiche sbagliate del passato che hanno visto, come già ricordato, una competizione implosiva tra i vari scali e spesso addirittura all’interno dello stesso scalo.

Tra gli ulteriori, significativi elementi di novità introdotti dall’atto del Governo in esame, si richiama poi lo sportello unico doganale (SUD), attraverso il quale si mira a razionalizzare le procedure e a ridurre i tempi per lo sdoganamento delle merci, anche attraverso un raccordo tra gli scali di ciascuna autorità portuale, nell’ambito della piattaforma logistica nazionale (PNL).

Tra i punti più rilevanti certamente positivi:
• all’articolo 5 la riduzione del numero delle autorità portuali da 24 a 15 e il contestuale rafforzamento dei poteri di coordinamento delle nuove autorità portuali di sistema sui porti loro affidati.
• il cambiamento delle procedure di nomina del presidente dell’autorità, rispetto all’iter previsto attualmente dalla legge n. 84 e che più volte è stato oggetto di inconvenienti e contestazioni. L’articolo 8 dello schema prevede che il presidente sia nominato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di intesa con il presidente o i presidenti delle regioni interessate.
• in luogo del vigente comitato portuale, l’articolo 9 dello schema introduce il comitato di gestione, riducendone però i componenti in modo da accentuarne le caratteristiche di organo di amministrazione attiva del porto. Infatti, vengono esclusi i rappresentanti delle categorie produttive e dei lavoratori, che sono invece inclusi nel nuovo tavolo di partenariato della risorsa mare di cui all’articolo 12, che prende il posto dell’attuale commissione consultiva. Al tempo stesso, occorrerà potenziare il ruolo di consulenza e assistenza del tavolo di partenariato, proprio per assicurare la giusta rappresentanza degli interessi di tutti gli operatori portuali.
• il rafforzamento della funzione di coordinamento e indirizzo strategico del sistema portuale nazionale affidata al nuovo tavolo nazionale di coordinamento delle AdSP istituito dallo stesso articolo 12 (la cui presidenza, però, dovrebbe essere affidata al Ministro dei Trasporti).
• l’articolo 18, relativo allo sportello unico doganale (SUD), che potrebbe porsi come vero elemento di propulsione dello sviluppo dei porti.
• l’articolo 15 del provvedimento, che introduce lo sportello unico amministrativo (SUA).

Nota critica è stata espressa per l’articolo 4 del provvedimento, che riformula le procedure di definizione del piano regolatore portuale, che sono però a suo avviso troppo lunghe e complesse, inadeguate rispetto alle esigenze di ammodernamento e ampliamento dei porti italiani. Nella norma si prevede infatti che le varianti ai piani regolatori attuali siano adottati dal comitato di gestione previa dichiarazione di non contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti del comune o dei comuni interessati. Questo però significa che il piano regolatore portuale sarà sempre subordinato alla preventiva approvazione del piano regolatore comunale e questo richiederà inevitabilmente tempi più lunghi per qualsiasi intervento. Sarebbe invece preferibile una soluzione più snella, per configurare il piano regolatore portuale come variante del piano regolatore generale, dotata di una sua specifica autonomia, fatta salva un’opposizione espressa delle autorità comunali.

Nel corso del dibattito, il senatore RANUCCI (PD) ha osservato che le autorità portuali dovrebbero concentrare la loro attività e le loro risorse finanziarie sugli investimenti legati allo sviluppo delle attività portuali e non interferire in altri settori economico-sociali che rientrano nella responsabilità degli enti comunali. 15 autorità portuali sono ancora troppe per un Paese delle dimensioni dell’Italia.

Il presidente MATTEOLI (FI-PdL XVII) ha osservato che, con i 76 porti commerciali attuali (38 dei quali gestiti dalle autorità portuali e 38 dalle autorità marittime o dalle regioni), passare a meno di 15 autorità portuali era oggettivamente difficile.

Il senatore CIOFFI (M5S) ha dichiarato la disponibilità del suo Gruppo a confrontarsi nel merito e senza pregiudizi sulle varie questioni, come già avvenuto durante l’esame dei disegni di legge nn. 120 e 370. Sui singoli punti, ha concordato con il relatore sul fatto che il piano regolatore portuale debba essere indipendente e autonomo da quello comunale, fatto salvo il diritto di opposizione da parte dell’amministrazione municipale. Occorrerà valutare attentamente i piani di sviluppo dei vari porti, verificando se, ad esempio, la richiesta di molti scali di aumentare le banchine per i container risponda effettivamente alle moderne dinamiche del traffico merci.