Avviato esame D.Lgs. condizioni dei lavoratori nell’ambito di trasferimenti intra-societari

Avviato in Commissione Affari Costituzionali l’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/66/UE sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei dirigenti, lavoratori specializzati, lavoratori in formazione di Paesi terzi nell’ambito di trasferimenti intra-societari (n. 338).

Analisi
Il relatore MAZZONI (AL-A) ha illustrato i contenuti dello schema di decreto legislativo, volto a dare attuazione nell’ordinamento nazionale alla direttiva 2014/66/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014, sulle condizioni di ingresso e di soggiorno di cittadini di Paesi terzi nell’ambito di trasferimenti intra-societari.

• La direttiva si applica agli stranieri che chiedono di soggiornare in Italia per svolgere prestazioni di lavoro subordinato, nell’ambito di trasferimenti intra-societari, in qualità di dirigenti, lavoratori specializzati e lavoratori in formazione, per periodi superiori a tre mesi. Detti lavoratori, al momento della domanda di ingresso, si trovano al di fuori del territorio dell’Unione europea oppure sono già stati ammessi nel territorio di un altro Stato membro e chiedono di essere ammessi nel territorio nazionale. Per trasferimento intra-societario si intende il distacco temporaneo di uno straniero da un’impresa stabilita in un Paese terzo, a cui lo straniero è legato da un rapporto di lavoro subordinato che dura da almeno tre mesi, a un’entità ospitante stabilita in Italia, appartenente alla stessa impresa o a un’impresa appartenente allo stesso gruppo di imprese tra loro collegate.

• Poiché la legislazione italiana contiene già disposizioni in materia, al fine del recepimento della direttiva, lo schema di decreto legislativo in esame introduce alcune novelle al decreto legislativo n. 286 del 1998, recante il testo unico sull’immigrazione, e abroga alcune disposizioni vigenti sia del medesimo testo unico, sia del relativo regolamento di attuazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999.

• In particolare, al decreto legislativo n. 286 del 1998 sono inseriti due nuovi articoli: 27-quinquies e 27-sexies.

o All’articolo 27-quinquies si prevede l’ingresso e il soggiorno in Italia di stranieri per svolgere prestazioni di lavoro subordinato nell’ambito di trasferimenti intra-societari per periodi superiori a tre mesi, al di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4 del medesimo decreto legislativo n. 286. Tali stranieri, che soggiornano fuori del territorio dell’Unione europea al momento della domanda di ingresso o che sono stati già ammessi nel territorio di un altro Stato membro e che chiedono di entrare nel territorio nazionale, devono essere dirigenti, lavoratori specializzati o lavoratori in formazione. Al fine di valutare le qualifiche dei lavoratori soggetti a trasferimento, ci si avvarrà del quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EQF) per l’apprendimento permanente, che permette di effettuare una valutazione delle qualifiche in modo comparabile e trasparente. La durata massima del trasferimento è di tre anni per i dirigenti e i lavoratori specializzati e di un anno per i lavoratori in formazione. Sono stabilite le condizioni e la procedure per la richiesta nominativa di nulla osta che l’entità ospitante è tenuta a presentare allo sportello unico per l’immigrazione.
Ai lavoratori in questione è rilasciato un permesso di soggiorno ICT (Intra-corporate transfer) di durata pari a quella del trasferimento richiesto. Tale permesso può essere rinnovato entro i limiti massimi di durata del trasferimento imposti dalla direttiva UE (tre anni per dirigenti e lavoratori specializzati, un anno per i tirocinanti). Si prevede l’applicazione di sanzioni penali per le ipotesi di impiego di lavoratori in assenza di permesso di soggiorno per trasferimento intra-societario o per le ipotesi in cui il permesso, benché rilasciato, sia successivamente scaduto, revocato o annullato e non ne sia stato richiesto nei termini il rinnovo.

o Il nuovo articolo 27-sexies riguarda, invece, l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale di dirigenti, lavoratori specializzati o in formazione di Paesi terzi titolari di un permesso ICT rilasciato da altro Stato membro, per un periodo massimo di 90 giorni in un arco temporale di 180 giorni. Per periodi inferiori a 90 giorni è sufficiente una “dichiarazione di presenza”, mentre per le richieste di mobilità di lunga durata (superiore ai 90 giorni), si prevede il rilascio di un nuovo permesso di soggiorno (permesso “mobile 1CT”), di durata pari a quella del periodo di mobilità richiesta, attraverso una procedura analoga a quella prevista per il rilascio del permesso ICT, compresa la possibilità, per l’entità ospitante, di stipulare protocolli d’intesa con il Ministero dell’interno. Anche al titolare del permesso di soggiorno “mobile ICT” è consentito l’esercizio del diritto al ricongiungimento familiare, a prescindere dalla durata del suo soggiorno, e ai familiari che hanno già risieduto con il lavoratore straniero nello Stato membro di provenienza è consentito l’ingresso in esenzione dal visto. L’applicazione di sanzioni penali è prevista anche per le ipotesi di impiego di uno o più lavoratori il cui permesso di soggiorno ICT, rilasciato da un altro Stato membro sia scaduto, revocato o annullato o, nel caso di straniero già presente in Italia, non sia stato richiesto entro novanta giorni dal suo ingresso il nulla osta per la mobilità di lunga durata.

• È individuato, inoltre, nel Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno il punto di contatto per lo scambio di informazioni e documentazione con gli Stati membri, ai fini dell’applicazione del presente decreto.