Avviato ciclo di audizioni su Ddl Bilancio (S.2960) – 6 novembre 2017

 Le Comm. Bilancio riunite di Camera e Senato hanno avviato il ciclo di audizioni nell’ambito dell’esame del Ddl di Bilancio 2018 (S.2960). In particolare, nella seduta di ieri sono stati auditi i seguenti soggetti: Istat; Sbilanciamoci; Abi; Ania; Cgil, Cisl, Uil e Ugl; Rete Imprese Italia; Alleanza Cooperative Italiane; Confindustria; Confapi, Confimi, Confprofessioni; Confedilizia e Ance.

Di seguito i principali argomenti trattati nel corso delle audizioni.

ABI
• Proposta BCE su NPL – Per colmare la distanza che ancora ci separa dalle principali economie e contribuire a una crescita permanentemente più robusta nei prossimi anni occorre continuare ad agire sui fattori di fragilità strutturale del sistema produttivo del Paese ed evitare ulteriori provvedimenti regolamentari e della vigilanza bancaria potenzialmente restrittivi dell’offerta di credito. Non va in questa direzione la recente proposta della Bce avente ad oggetto un sistema di livelli minimi di accantonamento prudenziale per i crediti deteriorati. La proposta esprime scelte di policy che sollevano perplessità e forti preoccupazioni, dati i potenziali enormi riflessi per le banche e per le imprese e, dunque, in ultima analisi, per il nostro Paese.
Fatturazione elettronica – Il rimedio proposto per mitigare le ricadute in termini di maggiore Iva indetraibile a seguito di processi di esternalizzazione prevede che il maggior costo fiscale possa essere calmierato dal riconoscimento di un fattore di correzione fiscale valido ai fini delle imposte dirette, da parametrare alla maggiore Iva divenuta indetraibile a seguito della detta esternalizzazione. Anche le banche saranno protagoniste in tale evoluzione, che richiederà i necessari adattamenti. Nelle fasi dell’attuazione sarà pertanto importante realizzare un opportuno coordinamento tra le nuove norme e le regole speciali che governano gli adempimenti contabili Iva delle banche in ragione della peculiarità della loro attività.
• Iper e super ammortamento – Gli interventi governativi su iper e super ammortamento dovrebbero auspicabilmente prevedere forme di utilizzo prolungate nel tempo, in modo da consentire alle imprese di pianificare oggi gli investimenti da effettuare domani, senza il timore di dover rinunciare agli incentivi fiscali per il solo fatto di aver sviluppato un piano di rinnovo industriale articolato su più esercizi e non concentrato sul solo 2018. Una impostazione più flessibile potrebbe favorire migliori e più razionali decisioni di investimento.
• Estensione PIR a immobili – La funzione di tali strumenti come elemento di propulsione dell’economia appare destinata ad ampliarsi ad un settore fondamentale per la crescita del Paese. Parallelamente, l’arricchimento nella composizione del potenziale paniere di cui si compone il Pir potrà andare a vantaggio degli investitori interessati ed in grado di apprezzare correttamente le opportunità offerte da tale complesso e nuovo strumento.
Recupero norme su NPL – Si auspica che le misure per facilitare il recupero dei crediti deteriorati da parte delle banche, eliminate nella versione definitiva della legge di Bilancio, vengano recuperate in sede di conversione del decreto fiscale. Queste potrebbero essere necessarie ulteriori misure per smaltire lo stock delle sofferenze.
• Riscatto e ricongiunzione contributi – Abi ritiene opportuno assegnare alla previsione carattere strutturale rendendo, di fatto, riscatto e ricongiunzione di periodi contributivi strumenti ordinariamente utilizzabili per la gestione delle uscite mediante i Fondi di solidarietà.

Rete Imprese Italia
• Misure per le imprese – Apprezzabile, seppur timido, il ritorno alla spending review con 3,5 miliardi di tagli alla spesa pubblica improduttiva e bene aver disinnescato gli aumenti dell’Iva per il 2018 che avrebbero comportato maggiori imposte per oltre 15 miliardi di euro, ma ci sono poche misure per la crescita delle imprese. Ci si riferisce, in particolare, allo spostamento dell’entrata in vigore dell’IRI al 2018 che comporterà la mancata riduzione della pressione fiscale per circa 250mila imprese, alla mancata deducibilità totale dell’Imu sugli immobili strumentali e alla mancata riduzione dell’Irap per le piccole imprese. Inoltre, per le imprese che adottano il regime di cassa occorre consentire il riporto delle perdite estendendo alle ditte individuali la disciplina prevista per le società di capitali. E sull’introduzione all’obbligo della fatturazione elettronica tra privati è necessario procedere con estrema cautela nell’ambito di un progetto di medio periodo che coinvolga anche le rappresentanza d’impresa
• Misure sul lavoro – Con riferimento alle misure che riguardano il lavoro, è stata apprezzata l’introduzione di un incentivo strutturale all’occupazione giovanile, che può rappresentare un primo intervento per la riduzione strutturale del costo del lavoro da noi auspicata.
Formazione – Sul tema della formazione è stato evidenziato che dopo i recenti interventi sulla natura delle risorse dei Fondi Interprofessionali, era fortemente attesa una norma per salvaguardarle ed escluderle dalla normativa sul bail in, come già avvenuto per i fondi pensione. Importante per Rete imprese Italia la previsione che riconosce un credito di imposta sul costo del lavoro per le ore impegnate dal personale dipendente in attività di formazione anche se l’aver subordinato il beneficio alla condizione che le attività formative siano pattuite attraverso contratti collettivi territoriali o aziendali rappresenta una inspiegabile complicazione e una oggettiva limitazione.

Confindustria
• Rimborso spese ETS – Residuano spazi di ulteriore rafforzamento della manovra. Si pensi, ad esempio, alla disciplina relativa al Sistema Ets (il sistema di compensazione della Co2). Confindustria chiede, in particolare, la creazione di un fondo ad hoc che rimborsi le imprese dei costi sostenuti per l’acquisto delle quote Co2.
• Età pensione – È apprezzabile che il Governo sia riuscito finora a respingere le richieste in materia di età pensionabile, che avrebbero un impatto significativo sul deficit pubblico. Non altrettanto si può dire per alcune misure in materia di entrate. Alcune misure rappresentano un passo indietro rispetto all’attuazione della riforma fiscale e altre rischiano di introdurre complessità operative a carico delle imprese che ci auguriamo possano essere eliminate nel corso dell’esame parlamentare.
• Decontribuzione giovani – L’auspicio di Confindustria è che le prossime leggi di bilancio possano rafforzare la portata dell’incentivo per il sostegno dell’occupazione dei giovani, agendo sulla quota di decontribuzione e sul limite massimo del beneficio riconosciuto a ciascun datore di lavoro. Apprezzate anche le misure su Industria 4.0, che è il pilastro per il rilancio degli investimenti privati e per la trasformazione digitale del nostro sistema produttivo.
Aumento fondo garanzia PMI – Non si aggiungono ulteriori risorse al Fondo di garanzia per le Pmi rispetto a quanto già previsto dal decreto legge collegato, che non appare in grado di assicurare continuità operativa al Fondo per l’intero 2018. Inoltre, il perimetro del Fondo dovrebbe essere esteso alle Mid Cap e andrebbe elevato l’importo massimo garantito. La manovra dovrebbe poi rappresentare l’occasione per intervenire anche sull’incentivo introdotto lo scorso anno volto a favorire l’investimento di fondi pensione e casse previdenziali nel sistema produttivo italiano, che non ha ancora avuto gli effetti sperati.
Rivedere termine detrazione IVA – è urgente ripristinare un termine congruo per l’esercizio della detrazione Iva in modo da restituire alle imprese un tempo adeguato per ricevere, controllare e registrare le fatture, senza mettere a rischio l’esercizio stesso del diritto di detrazione. Inoltre, appare distorsivo e miope l’intervento che esclude dalla base di calcolo degli interessi passivi deducibili i dividendi distribuiti da società controllate estere. È importante accompagnare il processo di implementazione del nuovo obbligo di fatturazione elettronica con un serio coinvolgimento delle associazioni di categoria, per analizzare preventivamente gli impatti sugli operatori e scongiurare il rischio che si generino ulteriori e più gravi criticità rispetto a quelle riscontrate con il nuovo Spesometro.
• Concessioni giochi – Nel settore dei Giochi, è stata richiamata l’attenzione sull’opportunità di assegnare le nuove concessioni attraverso l’espletamento delle procedure competitive richieste dall’ordinamento europeo.
• Pagamenti PA – Con riguardo ai pagamenti delle Pa, la riduzione da 10mila a 5mila euro della soglia di vigilanza e l’allungamento del periodo di sospensione da 30 a 60 giorni rischiano di dilatare ulteriormente i tempi di pagamento dei crediti commerciali, che non sono ancora normalizzati.

Confprofessioni
• Equo compenso – La Legge di Bilancio potrebbe essere l’occasione per affrontare quantomeno il problema dell’equo compenso delle prestazioni professionali e degli incarichi svolti a favore della PA. Su questo ambito, non sussistono vincoli imposti dal diritto europeo né preclusioni di ordine formale rispetto alla collocazione all’interno della manovra di finanza pubblica, trattandosi di stabilire indirizzi e criteri finanziari rivolte alle pubbliche amministrazioni.