Audizioni in Comm. Lavoro su enti previdenziali privatizzati – 11 aprile 2016

Si sono svolte presso la Commissione Lavoro le audizioni di COVIP, Corte dei Conti, AdEPP, Ministero del Lavoro, Ministero dell’economia e USB nell’ambito della discussione congiunta delle risoluzioni 7-00747 Lombardi, 7-00885 Di Salvo e 7-00889 Baldassarre concernenti iniziative in materia di enti previdenziali privatizzati.

Analisi
Di seguito una sintesi dei contributi dei vari auditi.

  • Corte dei Conti – È da considerare come ancora non sia stato adottato, a distanza di quasi 5 anni dalla norma di legge che lo prevedeva, il decreto interministeriale di disciplina dell’investimento delle risorse finanziarie delle Casse previdenziali dei professionisti. A questo proposito, non possono essere formulate valutazioni, salvo assicurare che la Corte dei Conti darà al Parlamento, nell’ambito della Relazione annuale, accurate informazioni circa il rispetto, da parte di ogni singolo ente, di ciascuna disposizione che sarà contenuta nel provvedimento che verrà emanato. Poco efficaci si sono rivelati vincoli che hanno stabilito che i fondi pensione complementari dovessero investire in un comparto rispetto a un altro. Per la Corte dei Conti bisognerebbe quindi rimuovere gli ostacoli che oggi impediscono a questi fondi di investire in ambiti come ad esempio le infrastrutture finanziate da operatori privati.
  • Ministero del Lavoro – Abbiamo una previdenza di primo pilastro in mano privata perché il legislatore degli anni 90 scelse di costituire la gestione separata Inps e le casse previdenziali. Oggi ci troviamo ad avere soggetti che hanno struttura privatistica con una mission pubblica anzi direi statale. Non possiamo parlare di completamento della struttura ordinamentale se non facciamo una scelta di campo sulla previdenza di primo pilastro. Abbiamo avuto la costituzione di una super Inps. L’Inps incarna la previdenza pubblica di primo pilastro in mano pubblica. Per quanto riguarda gli enti di previdenza abbiamo una parcellizzazione che corrisponde alle professioni liberali. Una manutenzione della previdenza è sempre necessaria.
  • Associazione degli enti previdenziali privati – La finalità pubblica delle casse previdenziali private è incontestabile. Si sottolinea l’esistenza di 12 tipi diversi di controlli sulle attività: dimostra che il settore è decisamente controllato. Sono stati adottati inoltre regolamenti interni, e sistemi di governance complessa. Esiste l’esigenza di una semplificazione in materia. Ogni anno viene pagato mezzo miliardo di tassazione sui rendimenti dei patrimoni. Il sistema delle casse previdenziali in questi anni ha funzionato, ne sono testimonianza la gestione del patrimonio e la sostenibilità a 30 anni. Vi è un aumento negli ultimi anni nel passaggio alla gestione indiretta e i titoli strutturati nei portafogli delle casse sono quasi del tutto in dismissione, non verranno rinnovati. Le casse in questi anni si sono fatte carico di interventi di welfare attivi. E proseguiamo in un attività di dismissione degli immobili.
  • Ministero dell’Economia – Non si ritiene coerente con la natura degli enti privatizzati l’ipotizzata riconduzione della vigilanza sugli enti ad un unico organismo specializzato, finanche la Covip.
  •  Covip – l sistema delle casse privatizzate è più presente nel Paese, con investimenti, dei fondi pensione complementari, che investono per il 60% all’estero. Non si ritiene coerente con la natura degli enti privatizzati l’ipotizzata riconduzione della vigilanza sugli enti ad un unico organismo specializzato, finanche la Covip. Gli Enti di previdenza privatizzati (casse dei professionisti) gestiscono ingenti risorse per l’erogazione del trattamento pensionistico obbligatorio di oltre due milioni di iscritti e beneficiari. Al 31 dicembre 2014, le attività totali detenute dagli Enti ammontavano, a valori di mercato, a 71,9 mld di euro, in aumento di 6,3 mld di euro rispetto alla fine del 2013 (+9,6%).