Audizioni in Comm. Lavoro su occupazione e innovazione tecnologica

Si sono svolte in Commissione Lavoro le audizioni nell’ambito delle risoluzioni Tinagli (PD) 7-00808 e Cominardi (M5S) 7-00449 sugli impatti dell’innovazione tecnologica sullo scenario occupazionale.

Sono intervenuti rappresentanti di diverse realtà operanti in Italia, sia come associazioni di categoria che come aziende. In particolare: per R.ete imprese Italia il dottor Mauro Bussoni, Segretario Generale di Confesercenti; per Confindustria il dott. Giulio De Caprariis, Vice Direttore Area Lavoro e Welfare; per il Movimento per la decrescita felice il dott. Maurizio Pallante, Presidente; per Google il dott. Diego Ciulli, Public Policy Manager; per Roland Berger l’ing. Roberto Crapelli, Managing Director; per Adapt il prof. Emanuele Massagli, Presidente.

Analisi
Di seguito i temi principali toccati durante l’audizione:

  • Formazione dei lavoratori – Tutti gli intervenuti hanno segnalato come prioritario l’intervento a sostegno della formazione di nuove competenze: l’Italia sconta un ritardo sia sulle skill specifiche, connesse all’innovazione, sia sulla cultura digitale. Sull’ultimo punto, Diego Ciulli di Google ha osservato come il 40% di un campione di piccoli e medi imprenditori ha dichiarato di non sentire il bisogno di servizi innovativi per il suo business. Il rappresentante di Rete imprese Italia, Mauro Bussoni, ha sottolineato come la formazione permanente non deve essere orientata solo alla riqualificazione della forza lavoro, ma anche all’aggiornamento degli imprenditori, soprattutto quelli delle PMI italiane, troppo spesso legate a business-model imperniati su un management familiare. Il prof. Massagli ha apertamente dichiarato che la sfida più grande è ripensare interamente i paradigmi formativi, non le regole del mercato del lavoro. Sempre secondo l’Adapt, bisogna inserire esperienze lavorative durante la fase della vita dedicata alla formazione (e quindi, in tal senso, va bene l’alternanza scuola-lavoro), e la formazione durante la fase lavorativa, per garantire la formazione continua. L’ing. Roberto Crapelli, Managing Director di Roland Berger, ha incitato il legislatore ad intervenire con specifici strumenti, manifestando apprezzamento per gli interventi già svolti in tema di finanza per lo sviluppo.

 

  • Risvolti occupazionali – Su questo punto, i vari rappresentanti intervenuti in audizione non concordano. Secondo il dott. Pallante, inevitabilmente lo sviluppo tecnologico pone dinanzi ad una scelta, e cioè ridurre l’orario di lavoro per mantenere inalterato il livello occupazionale, oppure ridurre il livello occupazionale mantenendo inalterato l’orario di lavoro; il dottor Pallante è favorevole alla riduzione dell’orario di lavoro. Di parere opposto Diego Ciulli, che invece dichiara che parte della disoccupazione italiana è dovuta proprio a delle carenze delle aziende e dei lavoratori in termini tecnologici, e che un investimento deciso in innovazione porterebbe sicuramente ad un miglioramento della situazione occupazionale. Per Confindustria l’attuale disoccupazione è ciclica, non tecnologica; sicuramente l’introduzione di significativi cambiamenti tecnologici necessiterà di ripensare l’equilibrio fra il tempo libero e quello dedicato al lavoro: a tal fine, è urgente intervenire per riformare la contrattazione, perché il modello vigente è figlio di un’altra epoca. Il dottor Bussoni chiede fermamente al legislatore di non intervenire per ridurre gli orari di lavoro con l’obiettivo di favorire l’occupazione, perché un obbligo in tal senso potrebbe avere effetti collaterali deleteri. Secondo il prof. Massagli lo scenario futuro del mondo occupazionale è quello cosiddetto “a clessidra”: cresceranno le alte professionalità e le basse professionalità, erodendo la fascia media dei lavoratori, e quindi aumentando le disuguaglianze.