Audizioni Comm. Attività produttive e Affari sociali su Contrasto povertà – 4 aprile 2016

Si sono svolte ieri presso le Comm. Attività produttive e Affari sociali riunite le audizioni dei principali sindacati, dell’INPS e del Servizio studi di Banca d’Italia.

Analisi

  • Cgil, Cisl, Uil e Ugl
    È importante e positivo che il Governo abbia deciso di affrontare il tema della povertà assoluta, ma i sindacati esprimono una certa consistente delusione sui fondi messi a disposizione dal Governo attraverso la legge di stabilità e sulle norme del ddl delega che disegnano le linee guida dell’intervento. Cgil, Cisl, Uil e Ugl ribadiscono inoltre la loro preoccupazione per la razionalizzazione delle prestazioni assistenziali, anche di natura previdenziale, prevista nel testo del ddl. I sindacati non si sentono rassicurati dalle dichiarazioni di esponenti del governo che avevano escluso un intervento sulle pensioni di reversibilità e chiedono al Parlamento di stralciare dal testo qualunque riferimento alla previdenza.
  • Istituto Nazionale di Previdenza Sociale
    Il Presidente Boeri, commentando la scelta di operare il riordino solo a partire dai nuovi trattamenti erogati, a flusso, anziché agire sullo stock delle prestazioni esistenti, ha sottolineato che c’è il rischio che la transizione dalla giungla di misure attuali al nuovo strumento di contrasto alla povertà sia molto lunga e si crei un problema di finanziamento. Poiché, inoltre, i nuovi interventi verranno finanziati nell’ambito della capienza del nuovo Fondo posto in essere, il rischio di non riuscire a tutelare tutta la popolazione identificata come bisognosa d’aiuto è tutt’altro che scongiurato.
    Dopo le sentenze del Consiglio di Stato che hanno annullato il Dpcm attuativo dell’attuale disciplina dell’Isee in materia di disabilità il Presidente ha affermato che va trovata una soluzione d’urgenza che possa risolvere il problema applicativo, garantendo a migliaia di nuclei familiari con disabili l’esecuzione delle sentenze.
    Rispondendo a chi gli chiedeva se condividesse un possibile intervento in materia di reversibilità, poiché il ddl delega prevede interventi di riordino sulla previdenza, ha affermato che sul tema sono già stati fatti interventi importanti. Ha osservato, inoltre, che la distinzione tra strumenti assistenziali e di natura previdenziale vada fatta in base al modo in cui questi strumenti sono distribuiti alla popolazione. È opportuno, infine, che si avvii un tavolo di confronto con Regioni ed Enti locali, che hanno maggiore esperienza nelle politiche assistenziali in Italia.
  • Banca d’Italia
    Il Capo del Servizio Struttura economica, Paolo Sestito, ha affermato le innovazioni contenute nel disegno di legge delega sono sostanziali e in grado di superare molte criticità. Si adotta un approccio organico, prevedendo di combinare presa in carico e attivazione delle famiglie in difficoltà e trasferimenti monetari. Questi andranno definiti sulla base dell’ISEE e tenendo quindi conto della situazione reddituale e patrimoniale complessiva della famiglia, in una logica universalistica e non più categoriale. Pur gradualmente, si destina alla lotta alla povertà un ammontare non trascurabile di risorse.
    Il welfare italiano risulta nel suo complesso poco redistributivo nel confronto internazionale: sulla base dei dati dell’Eurostat risulta che la riduzione del rischio di povertà ed esclusione sociale dovuta ai trasferimenti sociali (pensioni incluse) è in Italia molto minore di quella media degli altri paesi europei e di quella dei principali paesi dell’area dell’euro.
    Nel disegno e nella attuazione della nuova misura universale molti sono gli elementi su cui appuntare l’attenzione: la verifica delle condizioni di accesso, la capacità di porre in essere adeguati servizi in aggiunta ai trasferimenti monetari, la necessità di limitare i possibili incentivi a permanere indefinitamente nel programma