Audizione Padoan su criteri di selezione dei candidati CdA partecipate pubbliche – 5 aprile 2017

Si è conclusa presso le Commissioni riunite Bilancio, Trasporti e Attività produttive della Camera, e Bilancio, Lavori pubblici e Industria del Senato, l’audizione del ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in merito ai criteri utilizzati per la formazione delle liste dei candidati per il rinnovo degli organi sociali in rilevanti società a partecipazione pubblica.

Analisi
Il Ministro Padoan ha ricordato che le liste dei nominativi che il MEF intende presentare sono state individuate sulla base di una procedura di selezione in linea con la direttiva del MEF del marzo 2017 sulle procedure da seguire, con il supporto di società di consulenza leader a livello internazionale per la selezione e il reclutamento di competenze manageriali, secondo prassi comuni di mercato. La selezione è stata svolta a cura degli uffici del Dipartimento del Tesoro, anche per la puntuale verifica dei curriculum e del possesso dei requisiti di onorabilità, nonché nel rispetto degli equilibri di genere e del divieto di cumulo di cariche. Una composizione mediamente di 9 componenti è apparsa adeguata, anche in relazione alla complessità delle società in esame, per garantire la possibilità di formare succesivamente commissioni endoconsiliari. E’ emersa l’esigenza di arricchire i CdA con professionalità internazionali, e di garantire compatibilità tra le figure di Presidenti e AD, affinché non ci fossero sovrapposizioni di competenze e ruoli. Le società di consulenza hanno terminato il loro compito, redigendo una relazione a vantaggio dei direttori del Dipartimento.
Nel dettaglio delle nomine:
• Per ENI ed Enel i consigli in carica hanno garantito un ottimo lavoro, si voleva valorizzare la continuità del lavoro confermando i ruoli.
• Per Leonardo, la scelta dell’AD è stata orientata verso un profilo di vasta competenza internazionale e con esperienze di diversificazione del business, confermando il resto del consiglio per riconoscere i meriti del lavoro svolto.
• Per Poste Italiane, servivano figure con esperienze più puntuali nei settori di interesse, anche per imprimere accelerazione al processo di privatizzazione in corso.
• Per ENAV, il CdA è stato arricchito a seguito della quotazione, ridefinendo il numero dei componenti e innestando competenze settoriali.
Proprio per garantire la massima trasparenza sulle figure designate, contestualmente alla presentazione delle liste, il MEF deposita i CV dei nominativi e li pubblica sui siti delle rispettive società.

Q&A
• On. Castaldi (M5S) – ha chiesto chiarimenti in merito alla nomina di Profumo in Leonando, lamentandone la carenza di competenze nel settore di riferimento. Del Fante, per parte sua, a Terna avrebbe lasciato dei debiti, quindi non si capisce la ragione dello spostamento in Poste.
• On. Palese (CoR) – ha chiesto chiarimenti in relazione alle società di consulenza di cui il MEF si è avvalso, e al costo sostenuto. Ha chiesto anche maggiori dettagli sulla relazione depositata da tali società. Inoltre, non ci sono dettagli sulle metodologia di individuazione dei componenti dei collegi sindacali: devono essere dipendenti MEF, ma non si sa come vengano selezionati. Si è dichiarato sorpreso dalla sostituzione effettuata in Poste, perché i risultati positivi erano stati ottenuti: la nomina sembra rispondere ad esigenze meramente politiche.
• On. Fassina (SI-SEL) – Ha chiesto se direttiva del MEF sui criteri per le nomine ha una applicazione intermittente, dato che pare non applicarsi all’attuale AD di Consip Marroni, per il quale è stato adottato meramente un criterio di discrezionalità. Inoltre, ha chiesto le ragioni della discontinuità, che sono più fumose nel caso di Poste: quali sono gli errori di Caio nel concreto? E per Leonardo, quali sono le ragioni che richiedono diversificazione rispetto al core business, che sembra ben definito ed era stato identificato da Moretti, per dare continuità al profilo industriale dell’azienda?
• Sen. Bonfrisco (CoR) – ha ricordato che i mercato non hanno apprezzato le scelte del MEF, nel caso di Poste con potenziali ripercussioni sul risparmio postale, tutelato dalla Costituzione. Nell’indebolimento economico di Poste e Leonardo si può leggere un indebolimento anche del disegno economico già previsto per le due realtà, rivedendo i rispettivi piani industriali? Si vuole spingere Poste verso la vendita di prodotti finanziari, snaturandone il core business?
• On. Giorgetti (FI-PdL) – Direttiva 16 marzo 2017: si è lavorato molto sul tema della trasparenza, prevedendo il supporto del sito del MEF sulle nomine in scadenza, istruttoria del Tesoro, ricorso agli head hunters. Interesserebbe individuare un percorso, però, che metta concretamente al riparo da alcuni rischi: molte società non hanno adeguato statuti e prassi interne (Leonardo SpA, Finmeccanica) e questo rende evidenti alcuni problemi. Come rendere più trasparenti le dinamiche che portano ad avere una omogeneizzazione delle valutazioni di prassi degli organi delle società partecipate? Il Ministro intende cercare di rendere più chiari i percorsi di designazione, viste le criticità rilevate?
• On Paglia (SI-SEL) – Nomina di Profumo ad AD di Leonardo può sembrare problematica: l’esperienza di internazionalizzazione di Profumo non è compatibile all’attività di Leonardo. Nomina di Carlo Cerami nel CdA di Poste è critica, data la sua carica di Presidente di un fondo di investimento (Investire Sgr)che ha gestito i fondi che hanno provocato gravi perdite ai risparmiatori di Poste che avevano investito in quel Fondo.
• Sen. Mucchetti (PD) – Commissione Industria del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il Governo a rispettare una serie di requisiti in fatto di nomine. Con riferimento alle procedure, chiede se il MEF abbia consultato esponenti politici dei partiti della maggioranza o se questo non sia avvenuto. In questo caso, chiede se non crede sarebbe stato il caso a procedere a smentite congiunte da parte dell’azionista pubblico e degli esponenti politici che sono stati tirati ripetutamente in ballo sulla stampa.
Su Enel, chiede se l’azionista nel verificare l’operato degli esponenti portati in azienda si sia posto o meno il seguente quesito: è troppo basso il rendimento atteso nell’investimento nelle tlc con Enel Open Fiber o è troppo alto il riconoscimento che Enel ottiene in bolletta e costituisce i 2/3 del margine che Enel ottiene in Italia?
Su Poste: il Governo ritiene di dover “risparmiare” sul servizio pubblico universale? Il servizio di logistica proprio del servizio postale è fortemente deficitario in Italia: può essere o meno il secondo fronte di Poste?
Su Leonardo: con Profumo si dovrebbe migliorare la proiezione internazionale della società. Può essere un argomento valido, tuttavia si tratta di un profilo più adatto per Poste.
Su Finmeccanica: è sempre stata prevalentemente angloamericana nelle sue linee di business. Diventerà più europea? Manterrà un certo grado di indipendenza o è destinata ad essere assorbita da un gruppo più grande? Sulle privatizzazioni: come farle? Cedendo sul mercato le azioni sulla società o cedere questi pacchetti azionari a CDP trovando anche il modo di ricapitalizzare la Cassa medesima.
• On. Boccia (PD) – Il Presidente Boccia chiede al Ministro di rispondere alle domande attinenti all’oggetto dell’audizione, considerata l’eterogeneità degli interventi, e, rispetto alla Direttiva 16 marzo 2017, se ritiene se sia stata rispettata e, in caso affermativo, se non intenda rendere conto al Parlamento dei costi e del modo in cui sono stati selezionati questi curricola. Impatto dei servizi finanziari sul budget di Poste: ritiene che tali aspetti debbano essere oggetto di una seria riflessione?

Ministro Padoan
• Procedure e trasparenza – Le procedure sono state seguite con il supporto di alcune società di head hunting a valle di una specifica gara, e dunque a costo zero. La Direttiva Saccomanni è stata superata a livello normativo, ciononostante in ossequio a questa direttiva il MEF ha introdotto la clausola etica per tutte le non quotate e per alcune quotate.
• Conferme ENI/ENEL – Il management e i consigli di ENI ed Enel sono stati confermati non ravvisandosi ragioni per una discontinuità rispetto al percorso avviato. In tutti gli altri casi il cambiamento del top management è servito invece a dare un cambio di indirizzo strategico. Su questo, ha evidenziato come in molti casi i nuovi nomi in molte imprese vanno di pari passo con la nuova strategia che queste società devono seguire, come richiesto dagli azionisti: è il caso di Profumo per Leonardo.
• Poste – Non è corretto affermare che l’indicazione data alla società sia quella di diventare una società finanziaria/bancaria, bensì di coniugare i settori finanziari assicurativi con quelli propri del servizio universale in un’ottica di modernizzazione e differenziazione del business. Sulla nomina di Cerami non rileva incongruenze rispetto alla sua collocazione, né irregolarità sul suo curriculum. I collegi sindacali delle partecipate non prevedono componenti del MEF. Il servizio postale non va male, si sta affrontando la sfida di un nuovo servizio postale universale informatizzato che deve coniugarsi con i servizi finanziari.
• Terna – Sul caso specifico di Terna, ha ricordato che la crescita del debito si è accompagnata ad una valorizzazione importante per il settore pubblico.
• Privatizzazioni – Devono continuare, questa indicazione verrà riportata nel DEF. La privatizzazione non ha come unica finalità la riduzione del debito, ma stimolare la capacità del management di gestire le società sottoposte a controllo pubblico.