Audizione Padoan in Comm. Finanze su sistema bancario, finanziario e risparmio – 4 maggio 2016

Si è svolta presso la Comm. Finanze, l’audizione del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema bancario e finanziario italiano e la tutela del risparmio.

Analisi
Il modello di business e quello commerciale del sistema bancario italiano risente più di altri della contrazione derivante dalla crisi che si è avuta dal 2008. Un passo importante deriva dallo smaltimento delle sofferenze bancarie, che ammontano a circa 83 miliardi di euro, in diminuzione rispetto agli 89 miliardi di dicembre 2015. A fronte di queste sofferenze ci sono beni in garanzia per ben 120 miliardi. La riforma delle Bcc è serve ad intervenire su alcune debolezze del sistema.

Le misure varate dal Governo nell’ultimo periodo sono servite, tra le altre cose, ad accelerare i tempi di recupero per soddisfare i creditori. Un elemento importante è il patto marciano, che consente di stipulare contratti di finanziamento con la facoltà per il creditore di entrare in possesso del bene posto in garanzia in soli 7-8 mesi, contro i 40 attualmente stimati per le esecuzioni immobiliari attraverso la procedura giudiziale. Produce, inoltre, un impatto anche sui contratti di finanziamento già stipulati, sia perché ci può essere la rinegoziazione dei contratti in essere, sia perché la riduzione del numero di contenziosi permette di dare maggiore attenzione alle situazioni pendenti. Un ulteriore supporto viene dalla GACS, previsto dal Dl 18/2016, che non costituisce aiuto di stato, come ribadito dalla Commissione europea. Oltre a questo meccanismo, è stato introdotto il Fondo Atlante, che permette un intervento complementare alle altre misure bancarie. È un fondo chiuso con partecipazione su base volontaria e processi di valutazione e rating esterni ed indipendenti. Questo contribuirà all’aumento delle performance e un miglioramento della fiducia del mercato.

Il Ministro ha poi menzionato le misure di indennizzo per i clienti delle 4 banche oggetto della procedura di risoluzione nel novembre scorso (Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti) che hanno investito in obbligazioni delle banche stesse. Il Dl 183/2015 ha operato in regime di burden sharing, prima che la disciplina del bail-in fosse pienamente in campo. Ha permesso di salvare 12 miliardi di risparmi e di salvaguardare il credito, che ammontava a 25 miliardi, nei confronti di imprese e famiglie. Rispondendo ad una domanda, ha rilevato che la misura del Dl Indennizzi-Banche sulla cessione delle azioni della Sga di Intesa San Paolo al Mef è un ritorno di azioni in pegno che permette di mobilitare risorse altrimenti non utilizzabili. Si sta vagliando a livello tecnico il modo in cui potranno essere utilizzate queste risorse. Per quanto riguarda il rimborso, il procedimento automatico si affianca allo strumento dell’arbitrato. La soglia stabilita dei 100 mila euro ed è un’analogia con la soglia di garanzia dei depositi. Le soglie sono necessarie per dare un segnale all’Unione europea sul fatto che si tratta di una misura unica, negoziata con l’Ue. L’attenzione principale è andata nei confronti di chi ha un livello di consapevolezza e di educazione finanziaria più scarso. Ad ogni modo, ciò non toglie che vada approfondito il tema del mis-selling.

Nel processo di completamento dell’Unione bancaria bisogna procedere a una condivisione dei rischi in parallelo a una loro riduzione: per la riduzione dei rischi molto è già stato fatto a livello europeo; molto l’Italia ha fatto a livello domestico. Poco è stato fatto per la condivisione dei rischi a livello europeo: il fondo di risoluzione unico sarà completamente mutualizzato solo nel 2024 così come la garanzia europea dei depositi. L’esperienza recente mostra che il comportamento delle banche in materia di detenzione dei titoli sovrani svolge un’importante funzione anticiclica e quindi stabilizzatrice.

Rispondendo ad alcune domande, il Ministro ha rilevato che:

• per quanto riguarda la trasparenza nella vendita di prodotti finanziari, ha sottolineato che molto è stato fatto con l’introduzione della MiFID e che ulteriori passi avanti verranno, l’anno prossimo, con l’introduzione della MiFID II;
• bisogna andare verso una maggiore integrazione delle politiche fiscali;
• per quanto riguarda il ruolo di CdP nel Fondo Atlante, si rileva che non aumenterà la partecipazione, sempre per il rischio di non incappare negli aiuti di stato;
• la mediazione con l’Unione europea ha portato a considerare in maniera diversa la logica degli aiuti di Stato quando si tratta di banche, poiché la loro attività ha una particolare rilevanza sistemica.

In conclusione, ha sottolineato che il sistema bancario italiano è in una fase di rafforzamento, che irrobustirà il sistema e rimuoverà gli ostacoli all’attività di credito per imprese e famiglie e completerà la strategia di riforme strutturali del Governo.